“La preghiera di Pietro” l’apocrifo che salvò una Chiesa

Prima di passare ai contenuti devo chiedere scusa al lettore per la fretta con cui scriverò il post, il quale completa quello di stamattina.

Sappiamo ormai che quel 33 d.C condensa tutto quanto il falso che aleggia sulla storia e in particolare su quella di Gesù, quel Gesù storico che a causa proprio dell’anagrafe falsa è a un passo dal mito.

Che sia possibile un’altra storia è qui il blog a testimoniarlo, ma al momento a noi interessa il colpevole: chi ha falsato tutto? Chi ha partorito quel 33 d.C. spacciandolo per teologico (le tre persone della Santissima Trinità) quando tutto doveva rimanere su un piano strettamente storico, quasi anagrafico?

Al momento sappiamo che quel 33 d.C. nasce da una congiura, perchè l’apostasia che l’ha generata rivela, grazie alla ghematria, che tutto è riassunto dalle vicende di Ela, re d’Israele  ucciso, appunto, in una congiura e questo ci conferma che ciò è frutto di un piano premeditato.

Sappiamo inoltre che la Bibbia ci ha messo in condizione di capire che di esso si tratta, poichè i regni che da quella congiura si succedono in Giuda e Israele sono esattamente 33 e questo ci conferma che ogni aspetto fa veramente capo a un omicidio premeditato.

Infine sappiamo anche che Apocalisse ci indirizza a quella conclusione, dal momento che la lambda e la gamma che compongono il numero 33 in greco divengono, aggiungendo l’alfa e l’omega, con cui Apocalisse indica Gesù, λαγω (lago), cioè quel lago di fuoco in cui saranno gettati la bestia e il falso profeta.

Tutto questo illumina la scena, ma non ci dice niente del colpevole, per cui non rimane che indagare, con un metodo insolito, però: la numerazione dei versetti che nel post precedente ha creato un perfetto parallelismo bibliografico e di contenuti tra Pietro e Manasse).

Sarà allora la stessa nota bibliografica a far luce sulla congiura e i congiurati o congiuranti. La prederemo da 2Cro 33 che ci parla, con un unico capitolo, del regno di Manasse e da lui a quello di Pietro e la sua chiesa.

Se il parallelismo tra le vicende di Pietro e Manasse regge, reggerà anche il fatto che la numerazione del capitolo che 2Cronache dedica al re offra la stessa identica cifra, 33, che avremmo se considerassimo l’anagrafe e la storia falsa che circonda Gesù (la Sua morte nel 33 d.C.). Anzi si spinge ben più in là dicendoci chi è il colpevole:Pietro.

L’apostasia è frutto del suo magistero ed ha “abbeverato tutte le genti” (Ap 14,8). 2Cro concede una chance, Apocalisse è feroce. Non rimane che aspettare quell’atto di umiltà con cui Manasse riscattò se stesso e il suo regno. Non rimane che aspettare “La preghiera di Pietro” dopo quella di Manasse

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