I trentatrè anni che uccisero Dio: la congiura è l’apostasia

Nel post di ieri, che invito assolutamente a rileggere, abbiamo descritta la dinamica dell’apostasia di cui l’umanità è preda. Quasi tutti pensano che sia un evento da collocarsi nel futuro, tanto remoto da appartenere alla fantasia, e noi gli daremo ragione e perchè saremo fantasiosi, anzi, fantastici.

La congiura di “palazzo” con cui si vorrebbe far fuori nientemeno che Gesù Cristo in persona l’ha riassunta la vicenda del povero re Ela, il quale diviene la metafora dell’omicidio di Dio tramite quella stessa congiura.

Lo scenario ce lo offre la storia, ancora incapace di dirci quando quel re (Gesù) che si vorrebbe morto sia nato e deceduto. Tutti considerano un caso questa lacuna: “La storia è “lunga” si dice “e spesso se ne perdono le tracce, anche quelle importanti, come un’anagrafe”.

E’ così che l’esegesi e gli studiosi propongono per la Sua morte un 33 d.C. fiacco, fiacco, tanto che la stessa chiesa (la minuscola è d’obbligo) non sa che pesci prendere e ora lo propone; ora lo smentisce suggerendo un bel 30 d.C., che tra l’altro ha un deciso valore simbolico.

Il caso ha voluto che i miei studi abbiano ricostruita tutta quanta la cronologia biblica, la quale verte proprio sull’anagrafe di Gesù, che invece propone un chiarissimo 35 d.C. sia come annus crucis (mi pare che si debba scrivere così, ma lasciatemi essere lezioso), sia come arco di tempo che misura gli anni di una generazione, tanto che se lo moltiplichiamo per le 14 generazioni matteane otteniamo 490, che sempre il caso vuole sia la stessa identica cifra che emerge dalla locuzione greca di “chiave di Davide” (va da sè poi che dalle generazioni matteane parta l’intero percorso cronologico che conduce sino all‘Anno Mundi dando ragione di tutto).

Ci chiediamo allora – e mi pare d’obbligo- come mai esiste una storia altra, da dove viene? Ha anch’essa un intento teologico, cioè qualcuno si è messo a tavolino e l’ha inventata di sana pianta? Se sì, come ha fatto a prevedere eventi futuri? Come ha potuto profetizzare?

Se  questa storia altra, visto l’impossibilità, non nasce dalla penna dell’uomo che ne è dell’altra? Che ne è della storia che s’insegna? Non possiamo conoscere le origini della storia di Dio, ma quelle della storia dell’uomo le conosciamo benissimo, però, e si concentrano tutte su quel 33 d.C. che la cristianità tutta conosce.

Da una parte c’è Dio, quindi, e le su ragioni “oscure”;  dall’altra c’è l’uomo e le sue ragioni note che nel caso del 33 d.C. fanno tutte capo a quella congiura, a quell’apostasia con cui, cambiando la storia, si vorrebbe, uccidendoLo, far fuori il re, cioè Gesù.

Non è infatti un caso che 33 si scriva in greco con la lambda e la gamma, lettere che se aggiunte a quell’alfa e omega con cui Apocalisse indica Gesù otteniamo, con termine greco, λαγω (lago) quello stesso lago o stagno in cui l’opera di Giovanni getta il falso profeta e la bestia, sinora padroni di quella storia che vorremmo frutto dell’uomo, ma che in realtà è frutto del maligno o di quella congiura con cui si vorrebbe far fuori il legittimo re.

Come abbiamo detto ciò è riassunto nelle vicende di Ela, la cui posizione nella lista dei Re sembrerebbe confermare tutto, sia il tuffo nel lago bollente, sia la sfortunata metafora offerta da Ela che si è prestato, in preda ai fumi dell’alcool tipici dei momenti di festa, a offrire un chiaro esempio delle cose che sarebbero accadute in futuro, cioè dell’apostasia dell’intero virgineo gregge (inutile sarebbe parlare degli attributi degli arieti)

La posizione nella lista reale di Ela, dicevamo, è davvero curiosa, perchè quel pover’uomo non solo ha offerto con la vita l’esempio, ma ha saputo collocarsi proprio nel punto e al momento giusto, affinchè tutti capissero. Vi invito infatti a consultare qualsiasi elenco dei re di Giuda e Israele partendo proprio da Ela e giungere, senza separare i regnati di Giuda e Israele, ma considerandoli come facenti parte di un unico regno, e contare quanti regnanti intercorrano tra Ela e Sedecia. Sono certo che direte trentatrè, ma non andate dal medico condotto, perchè ve ne occorre uno bravo, bravo davvero.

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