“Massacrerei il mondo intero se solo tu mi amassi” Commodo de ” Il gladiatore”

commodo

 

Sebbene di ritorno da ben tre diversi ospedali, cosa che mi suggerirebbe un pisolino data l’ora e il caldo, non posso esimermi dallo scrivere, dal dedicare qualche parola a un tema che oramai è preda di sciagurati disonesti.

!Il discepolo prediletto” o “quello che Gesù amava” è costretto, dai limiti posti dai “traduttori”, liberi solo di obbedire, a una revisione che vorrebbe assente nella locuzione greca la sfumatura che ne fa uno davvero speciale, un primus inter pares tra gli apostoli.

Solitamente le traduzioni sono guidate sia dal senso tecnico, sia dal contesto e credo che quest’ultimo ceda solo se molto limitato, cosa che evidentemente non accade nel caso in questione, perchè le linee guida della traduzione non le dà un semplice paragrafo, ma da un Vangelo.

Dunque scrivere come riporta wiki che:

La perifrasidiscepolo che Gesù amava (in greco μαθητὴς ὃν ἠγάπα ὁ Ἰησοῦς, ho mathētēs hon ēgapā ho Iēsous) è utilizzata nel Vangelo secondo Giovanni per indicare, secondo la tradizione e l’ipotesi più probabile[senza fonte], lo stesso Giovanni, anche se alcuni degli ultimi studi di alcuni esegeti tendono ad escludere che si tratti di Giovanni l’apostolo. La vecchia traduzione “discepolo prediletto” è stata abbandonata da molti traduttori, perché sembra suggerire una preferenza particolare per questo discepolo. Tale sfumatura, però, è assente nel testo greco.

è assolutamente fuorviante e disonesto, se non fosse altro perchè, oltre al contesto suggerito da ben quattro Vangeli, c’ anche l’episodio che accadde sotto la croce, quando cioè Gesù, Gesù in persona, affida Maria Sua madre a Giovanni, e Giovanni a Sua madre stabilendo un legame ancor più saldo (eterno) di quello che avremmo avuto se fosse di “carne e sangue”.

Dicevo che sono di ritorno da ben tre ospedali e in uno di questi ho dovuto prendere la decisione di assumere una badante per mio padre. La primissima cosa di cui mi sono preoccupato è che fosse persona seria e affidabile, perchè i propri genitori -come i figli del resto- non si affidano al primo venuto.

Stessa identica decisione l’ha presa Gesù che ha scelto Giovanni in quanto l’unico che ha resistito al dramma della Passione ed è rimasto in piedi, lì, sotto la croce. Vi sembra casuale allora che sia il discepolo amato e prediletto? Gesù si sbagliava quando lo ha scelto?

Sì, forse mancherà la sfumatura nel greco, ma di fronte, cari “gran traduttor dei traduttor d’Omero” avete al vostro fianco non solo il dizionario, ma un Vangelo e la Santissima Madre che evidentemente dovrebbero cedere il passo non all’incapacità, ma all’invidia la quale talvolta supera confini tuttora inesplorati di comicità.

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