Si, tu es Petrus

gallo1La Bibbia deve assolutamente essere presa sul serio, tuttavia, proprio perchè essa stessa seria, offre spunti di comicità che ne allietano talvolta la lettura, se uno ha un po’di fantasia.

E’ il caso di Atti 3 che noi immagineremo secondo una tempistica diversa, la quale però non altera il contenuto della scena (poco importa in un film vedere due che si baciano prima o dopo cena, perchè si capisce ugualmente che sono amanti).

Allora noi immagineremo che prima si tenga il discorso agli abitanti di Gerusalemme; poi avvenga il miracolo (chi non è ha conoscenza dei fatti si legga il passo). Questo ci permette di creare una situazione comica insospettata.

Infatti dopo che Pietro ha parlato agli abitanti di Gerusalemme con queste parole:

«Uomini d’Israele, perché vi meravigliate di questo? Perché fissate gli occhi su di noi, come se per la nostra propria potenza o pietà avessimo fatto camminare quest’uomo? 13 Il Dio di Abraamo, di Isacco e di Giacobbe, il Dio dei nostri padri ha glorificato il suo servo Gesù, che voi metteste nelle mani di Pilato e rinnegaste davanti a lui, mentre egli aveva giudicato di liberarlo. 14 Ma voi rinnegaste il Santo, il Giusto e chiedeste che vi fosse concesso un omicida; 15 e uccideste il Principe della vita, che Dio ha risuscitato dai morti. Di questo noi siamo testimoni. 16 E, per la fede nel suo nome, il suo nome ha fortificato quest’uomo che vedete e conoscete; ed è la fede, che si ha per mezzo di lui, che gli ha dato questa perfetta guarigione in presenza di voi tutti.
17 Ora, fratelli, io so che lo faceste per ignoranza, come pure i vostri capi. 18 Ma ciò che Dio aveva preannunciato per bocca di tutti i profeti, cioè, che il suo Cristo avrebbe sofferto, egli lo ha adempiuto in questa maniera.
19 Ravvedetevi dunque e convertitevi, perché i vostri peccati siano cancellati 20 e affinché vengano dalla presenza del Signore dei tempi di ristoro e che egli mandi il Cristo che vi è stato predestinato, cioè Gesù, 21 che il cielo deve tenere accolto fino ai tempi della restaurazione di tutte le cose; di cui Dio ha parlato fin dall’antichità per bocca dei suoi santi profeti. 22 Mosè, infatti, disse: “Il Signore Dio vi susciterà in mezzo ai vostri fratelli un profeta come me; ascoltatelo in tutte le cose che vi dirà. 23 E avverrà che chiunque non avrà ascoltato questo profeta, sarà estirpato di mezzo al popolo“. 24 Tutti i profeti, che hanno parlato da Samuele in poi, hanno anch’essi annunciato questi giorni. 25 Voi siete i figli dei profeti e del patto che Dio fece con i vostri padri, dicendo ad Abraamo: “Nella tua discendenza tutte le nazioni della terra saranno benedette“. 26 A voi per primi Dio, avendo suscitato il suo Servo, lo ha mandato per benedirvi, convertendo ciascuno di voi dalle sue malvagità».

 

Dopo queste parole, dicevamo, collocheremo il miracolo, che si concentra tutto su quel “Guardaci!” a seguito del quale viene spontaneo pensare che a quel bla bla bla bla bla bla dovrebbe seguire un bel: “Guardami!” da parte di Pietro.

E invece no, leggiamo proprio bla bla bla bla bla bla: “Guardaci”, rendendo in un primo momento impossibile capire che in realtà abbia compiuto il miracolo, cioè se Pietro o Giovanni.

Umanamente vi dirò che, sulla scorta dei miei 52 anni, sono quasi sicuro che il miracolo l’abbia compiuto “il discepolo prediletto” (secondo l’esegesi attuale non più “prediletto perchè nel greco manca “la sfumatura”, sebbene Giovanni abbia accanto a sè Sua madre che tutti, si sa, affidano al primo venuto da cui sono stati magari rinnegati)  perchè solitamente, anche nel quotidiano di ognuno, un bel bla bla bla bla bla bla è seguito un da un altrettanto efficacie: “Guardaci”, tanto che i malcapitati, come sicuramente fece Giovanni, sono costretti a un sospiro che faccia appello a tutta la loro pazienza. E’ così, non è vero? Quante volte avete udito dopo un bla bla bla bla bla bla bla un miracoloso: “Guardaci”? Ecco, accadde anche allora così.

Tra l’altro quel bla bla bla bla bla bla bla non competeva a Pietro. Quel “voi qui…voi là; convertitevi qui…convertetevi là sporchi, brutti e cattivi capaci addirittura di rinnegarlo (e qui mi pare proprio che sia fatto prendere la mano)” solo Giovanni se lo poteva permettere, perchè l’intero collegio apostolico, tranne lui, unico tra gli apostoli ad affrontare tutto il dramma della Passione fin sotto alla croce assieme a Sua madre, ci aveva rimesso al faccia.

E’ veramente una situazione che fa sorridere, ma forzando appena appena la mano fa addirittura ridere, perchè se in mezzo a quella folla umiliata ci fossi stato magari io, credo proprio che mi sarebbe scappata questa osservazione: “Oh Chicchirichì, ma te unn’ha fatto nulla? I’ gallo ha cantao du’ vorte … eh tu L’ha rinnegao tre! Eh tu ha’ fatto meglio di gallo!” (Oh Chicchirichì, Ma tu non hai fatto nulla? Il gallo ha cantato due volte, Lo hai rinnegato tre! Hai fatto meglio del gallo!. Mc 14,30).

Osservazione pertinente che se però fosse uscita dalla bocca di qualche vecchio ferro rugginoso (intendo quelli della generazione definitivamente tramontata) si sarebbe certamente conclusa con qualcosa di molto, molto sconveniente visto il chiaro intento edificante della reprimenda.

Insomma Atti 3 con quel suo bla bla bla bla bla bla è qualcosa di fresco e attuale, sebbene collocato nella Gerusalemme del tempio. Qualcosa che ci dice che il mondo non è mai cambiato e che alle grandi parole, immancabilmente, seguono i fatti… degli altri, però.

Ps: ” Il mio gallo Natuzzo” photo by Giovanni Parigi. All rights reserved giusto per chiudere ridendo

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