Ezechia, Zaccheo: i beni per un regno

Sempre ci sforziamo di dare un ordine a una pagina, in maniera tale che i concetti siano connessi e si sviluppino in ordine. Questo è ancor più vero quando il tema è la cronologia che non permette tanta libertà: non solo i calcoli debbono essere precisi, ma anche uniformarsi a vicenda, nel senso che l’uno è frutto dell’altro ed entrambi sono determinati da quello precedente seguendo così uno sviluppo armonico.

Questa necessità a volte viene meno quando si propone il calcolo ghematrico che segue un’altra logica, capace di mettere però in relazione non solo termini profondamente diversi tra loro, ma anche episodi storici, o presentati come tali, e non.

Un esempio concreto di ciò è costituito dalla vicenda personale di Zaccheo, presentata in Lc 19, e quella credo storica di Ezechia, accumunate entrambe dal contesto perfettamente speculare che trova nella ghematria un saldo punto di contatto. Vediamo come.

In Lc 19, 9 ricorre una locuzione che solo Luca usa al singolare, cioè υἱός Ἀβραάμ (figlio di Abramo). Essa fa riferimento a Zaccheo che ha promesso di restituire quanto sottratto con la rapina. Infatti leggiamo che:

“Ma Zaccheo si fece avanti e disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà dei miei beni ai poveri; se ho frodato qualcuno di qualcosa gli rendo il quadruplo». 9 Gesù gli disse: «Oggi la salvezza è entrata in questa casa, poiché anche questo è figlio d’Abraamo.” (Lc 19,8-9).

L’espressione υἱός Ἀβραάμ ha un valore ghematrico di 631 che noi considereremo il 631 a.C. riconducendolo a un calendario. Nella nostra cronologia il 631 è il tredicesimo anno di regno di Ezechia quando, assumendo una datazione doppia che in alcuni casi è assolutamente necessaria, nel quattordicesimo anno del suo regno la Scrittura ci dice che

“Sennacherib, re d’Assiria, marciò contro tutte le città fortificate di Giuda, e le conquistò. 14 Ezechia, re di Giuda, mandò a dire al re d’Assiria a Lachis: «Ho sbagliato; ritìrati, e io mi sottometterò a tutto quello che m’imporrai». Il re d’Assiria impose a Ezechia, re di Giuda, trecento talenti d’argento e trenta talenti d’oro. 15 Ezechia diede tutto l’argento che si trovava nella casa del SIGNORE, e nei tesori del palazzo del re. 16 Fu allora che Ezechia, re di Giuda, staccò dalle porte del tempio del SIGNORE e dagli stipiti le lame d’oro di cui egli stesso li aveva ricoperti, e le diede al re d’Assiria” (2Re 18,13-16).

Come credo si capisca al volo i contesti che la ghematria ha svelato sono identici perché come Zaccheo si spoglia dei suoi beni di fronte a Gesù, così fa Ezechia di fronte a Sennacherib, per cui non a caso il valore ghematrico collega fatti e personaggi che solo a prima vista hanno niente da spartire.

Questa è in fondo la ghematria: una scienza o pseudoscienza che però talvolta apre percorsi nuovi nella Scrittura, i quali necessitano però di una sensibilità che la scienza non ha. E’ quasi una nota sopra le righe, un acuto che urta forse la ragione, ma che anche certamente la stimola.

Ps: scusate l’assenza di link, ma vado di fretta: ho i cani alle calcagna. Stasera accontentatevi di un take away.

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.