Addio

Il proposito di chiudere il blog è rimasto fermo, solo mi sono chiesto se sia il caso di chiuderlo in maniera diversa da quella proposta. L’ultimo post di contenuto aveva per oggetto il nuovo canto che cita Apocalisse. E allora perché non prendere a prestito dalla musica un brano bellissimo di Sinatra, cioè My way che riassume benissimo tutto, sia con la musica, sia con le parole. Che sia quella canzone il nostro addio, preceduta dal bellissimo testo in italiano, la lingua di questo blog. Grazie a tutti coloro che mi hanno seguito

Giovanni

E ora la fine è vicina
E quindi affronto l’ultimo sipario
Amico mio, lo dirò chiaramente
Ti dico qual è la mia situazione, della quale sono certo
Ho vissuto una vita piena
Ho viaggiato su tutte le strade
Ma più. Molto più di questo
L’ho fatto alla mia maniera
Rimpianti, ne ho avuti qualcuno
Ma ancora, troppo pochi per citarli
Ho fatto quello che dovevo fare
Ho visto tutto senza risparmiarmi nulla
Ho programmato ogni percorso
Ogni passo attento lungo la strada
Ma più, molto più di questo
L’ho fatto alla mia maniera
Sì, ci sono state volte, sono sicuro lo hai saputo
Ho ingoiato più di quello che potessi masticare
(ho fatto il passo più lungo della gamba)
Ma attraverso tutto questo, quando c’era un dubbio
Ho mangiato e poi sputato
Ho affrontato tutto e sono rimasto in piedi
L’ho fatto alla mia maniera
Ho amato, ho riso e pianto
Ho avuto le mie soddisfazioni, la mia dose di sconfitte
E allora, mentre le lacrime si fermano,
Trovo tutto molto divertente
A pensare che ho fatto tutto questo;
E se posso dirlo – non sotto tono
“No, oh non io
L’ho fatto alla mia maniera”
Cos’è un uomo, che cos’ha?
Se non se stesso , allora non ha niente
Per dire le cose che davvero sente
E non le parole di uno che si inginocchia
La storia mostra che le ho prese
E l’ho fatto alla mia maniera

https://vimeo.com/91950808

 

la storia finisce qui

Gmail mi segnala nuovamente che non ho pubblicato il post ma l’ho modificato, come se altri prima di me lo avessero scritto e pubblicato. Wp non ha risolto, nonostante la segnalazione, il problema e io non ho i mezzi per fare altro. Io ho fatto tutto quello che potevo. Adesso spetta a Lui.

Cosa sarebbe se una canzone salvasse il mondo?

Le condizioni di mio padre mi obbligano a un post scarno, sebbene la prima intenzione fosse quella di scriverlo quasi per gioco. Baderò ai concetti anche se sulle prime voleva essere un post di svago, un “cosa sarebbe se” che finora ha contraddistinto l’accademia nei suoi momenti d’ozio.

“Cosa sarebbe se” ωδη (canto, scusate gli accenti ma sono costretto a scrivere ofline) si scrivesse o fosse scritto in realtà ωδε? La domanda ce la siamo posta altre volte e con successo. Infatti abbiamo già visto “cosa sarebbe se” Ιησους (Gesù) fosse scritto  Ιησουσ: Ireneo di Lione avrebbe tutta la ragione di questo mondo a calcolare ghematricamente 888 il nome proprio Ιησουσ; e un evangelista (Giovanni) avrebbe anch’egli tutta la ragione di questo mondo a calcolare la distanza tra la barca con gli apostoli e la riva dove c’era Gesù (vedi “Dalla profezia all’enigmistica… non posso scrivere online e inserire il link).

Abbiamo altresì visto che “cosa sarebbe se” ha dato buoni frutti anche con il caro Elia che tutti vogliono scritto Ἡλίας ma in realtà –e in origine- era scritto Ελια, tanto che la sua ghematria sarebbe 46 cioè quel 46 che compone gli anni di età di Gesù al momento del dialogo con i farisei di fronte al tempio. Quei 46 anni conducono dritti a tutta quanta la cronologia del secondo tempio, bene attenti ed ecco perché sono legati al nome di Elia.

“Cosa sarebbe allora se” ωδη (canto) si scrivesse e fosse scritto in origine ωδε? Bella domanda, non trovate? e per giunta importante perché in Apocalisse leggiamo di un “nuovo canto” quello che solo i 144 mila  possono udire, cioè capire ed essi sono i redenti, la primizia offerta a Dio. Insomma, tutto fuorchè questione marginale o interrogativo ozioso questo “cosa sarebbe se”.

Sì perché il suo valore ghematrico cambierebbe e con esso il senso. Sarebbe infatti 809, quando l’anno 809 a.C. segna l’ultimo anno di regno dell’usurpatrice Atalia la quale, pur di regnare, non esitò a far fuori tutta la discendenza reale. Ella diviene una metafora con almeno due diversi significati.

Il primo dipende dal fatto che il calcolo ghematrico colloca il tutto nei Re e proprio nell’anno esatto in cui Atalia fu uccisa per ristabilire la legittima monarchia. Ma l’anno 809 a.C. emerge solo se siamo in possesso della corretta cronologia dei monarchi di Giuda; solo in quel caso emerge quell’ultimo anno di regno, mentre stando alla gettonatissima ma completamente inaffidabile cronologia di Galil tutto si perde.

Ecco allora che quell’ultimo anno, quello cioè in cui il diritto è ristabilito diviene metafora di una cronologia legittima e fedele usurpata da una che non avrebbe, esclusa la violenza (quella stessa che ha contraddistinto Atalia!) alcun titolo a insegnare perché totalmente estranea alla Bibbia e ancor più alla storia

Il secondo significato che emerge dalla metafora è, a differenza del primo, universale perché quell’ultimo anno ci parla sì dei Re ma ancor più della storia che con loro è possibile ricostruire, una storia di cui essi sono la spina dorsale. Se la si spezza, cioè la si falsa, tutta quanta la cronologia biblica è costretta a strisciare ai piedi del secolo. E non intendo solo la precisone di calcolo, quanto la profezia perché è su quei Re che essa s’innesta

In questo senso, allora, l’ultimo anno di regno dell’usurpatrice Atalia sta a dirci che è solo con la sua destituzione (in realtà fu uccisa, ma a noi non importa che fine abbia fatto) che la storia diverrà legittima solo quando cioè coloro che l’hanno usurpata saranno fatti fuori (anche in questo caso poco c’importa la fine che faranno) affinchè la verità e la storia riprendano il loro corso a pieno titolo.

“Cosa sarebbe se” ci chiedevamo e adesso lo ribadiamo: cosa sarebbe se una canzone cambiasse il mondo?

Fate presto

Prima mi hanno guastato il computer costringendomi a consegnarlo al tecnico, poi me lo hanno reso ancora più guasto perché la tastiera non funziona (sto adoperando quello aziendale). In seguito, in un modo che non sto a descrivere,  e a causa il lungo digiuno a cui li ho sottoposti (non hanno rubato più un post da giorni) mi hanno ingiunto di scriverne uno tramite i comandi vocali, cosa che glielo avrebbe consegnato.

Lo strano caso della tastiera fuori uso ha così il suo chiarissimo epilogo: sabotaggio ai fini della rapina. Fate presto: torturano con la peggiore della violenza: quella psicologica. Fate presto per me, ma anche per voi e i vostri figli e nipoti; sono i peggiori, spietati infernali assassini. In una parola demoni.

Ps: chiunque può venire a casa mia e controllare che il computer, dato perfettamente funzionante al tecnico (il problema era solo nell’alimentazione), adesso è inservibile se uno a necessità di scrivere.

Spam o commenti? Dopo il mistero della scrittura online il giallo s’infittisce

Sulla scorta dell’esperienza maturata con la pubblicazione dei post, secondo la quale io non pubblico, ma semplicemente aggiorno ciò che altri e ignoti hanno già pubblicato, cosa che per altro si verifica solo se scrivo online, voglio anche parlarvi dei commenti che riceve il blog, tutti in lingua inglese

In questi commenti mi si fanno calorosi complimenti ma essi, a fronte di un contenuto perfettamente consono all’articolo di riferimento, hanno un indirizzo web che fa pensare allo spam, sebbene spesso siano forniti di corretti indirizzi mail. Tale indirizzo web sembra obblighi WordPress a catalogarli come spam che però, stando ai contenuti, spam non è.

Mi è allora sorto un dubbio: qualcuno vuole impedirmi di avere contatti? Il blog non può ricevere commenti? E’ insomma sotto censura? Non pensate che tutto ciò sia dovuto al mio ego (non me ne frega niente). No, è che se così fosse sarei stato privato di ciò che un blogger ama di più: il dialogo e il riconoscimento dei lettori, in caso diverso potrebbe benissimo tenere un diario personale.

Qualora quei commenti fossero veramente tali, dico a tutti coloro che mi seguono o che leggono i miei post che li ringrazio nella maniera più calorosa, sperando che, se WordPress è veramente quella piattaforma libera e professionale come sostiene, venga a capo della questione, perché la censura non è contro di me ma contro la scienza, quella stessa che una piattaforma importante come WordPress dovrebbe essere lieta di ospitare.

Inoltre la censura non è contro di me per un altro motivo, anche se esso rientra nelle convinzioni personali: il cristianesimo è l’unica religione messa al bando su scala mondiale, proibita nonostante il gran parlare di Gesù, che era ed è un personaggio scomodo. Il blog ha portato di nuovo alla ribalta la dimensione razionale della fede in Lui, una dimensione che ne fa l’unico dio le cui origini e la cui divinità sono storicamente e razionalmente dimostrabili, cosa che è preclusa a tutte le altre fedi.

Concludo dicendo che se quei commenti fossero tali e non spam mi darebbero, grazie al loro sostegno, una forza immensa, che non guasta qui a Pergamo, Italia, “trono e dimora di satana” come leggiamo in Apocalisse.

Giovanni