Gerusalemme città aperta

romaMolti si saranno chiesti come mai, avendo affrontato la deportazione del 318 a.C. ad opera di Tolomeo I Soter (qui e qui), non abbia citato Giuseppe Flavio e le sue Antichità. Semplice per lo stesso motivo per cui l’ho fatto rarissime volte: lo considero un testo totalmente inaffidabile per le mie ricerche e non credo di sbagliarmi nel giudizio.

Flavio è stato sfigurato, straziato reso completamente inattendibile se la questione delle tue ricerche è Cristo, il quale mi pare divenga nell’opera flaviana un uomo pio, buono cosa assolutamente riduttiva, poichè Egli si definiva Figlio di Dio.

Chi ha falsata l’opera flaviana sapeva dove colpire e lo ha fatto chirurgicamente per rendere incomprensibile la Sua storia, rendendola tutt’al più, una vicenda come tante altre descritte nell’opera. Chissà se nell’originale di Antichità il Cristo non campeggiasse padrone della storia; chissà se la “storia” di Flavio fosse ben altra.

Ecco allora sollevata di nuovo la questione della cattura di Gerusalemme da parte di Tolomeo I che Giuseppe Flavio al capitolo XII descrive frutto della sua astuzia, ma in maniera tale da far pensare veramente alla dabbenaggine di un’intera città e non una qualsiasi, ma Gerusalemme.

Si dice che l’occupazione fu dovuta a un sabato e questo lo sapevamo, ma non sapevamo (in realtà lo intuivamo) che Flavio ne avesse parlato a causa della malavoglia che ti prende quando sai di essere preso in giro e in questo senso i fatti ci hanno dato ragione.

Un sabato? Di sabato un esercito organizzato poteva entrare in città con una scusa banale e occuparla? Quanti sabati ci sono in un mese? Non sono quattro? Dunque quattro volte al mese la città (Gerusalemme!) era alla mercè di tutti, ma solo Tolomeo I ne era al corrente, perchè solo lui sfrutta la situazione, cioè un giorno particolare della settimana e non di un lustro che già poteva rendere verosimile la cosa.

Nabucodonosor prima di impegnarsi in un assedio di 18 mesi ignorava tutto questo? Non si era informato sugli usi e costumi del nemico? Poteva fare tutto in un sabato e invece si è impegnato in un assedio di quasi due anni. Beh, o è particolarmente intelligente Tolomeo I, o particolarmente stupido Nabucodonosor non trovate?

Ma dicevamo del sabato gerosolomitano che rende nulle, oltre alle facoltà razionali di ognuno, anche tutte le opere di fortificazione: a che servono mura imponenti? A che pro Neemia si è impegnato a ricostruirle in 52 anni se  poi tutti, armati o meno, potevano fare ingresso nella città e occuparla? E questo di sabato, quando essi cadono quattro volte in un mese e dunque tali da rendere un vita d’inferno agli abitanti, perchè ogni sabato, invece di riposare erano con il cuore in gola chiedendosi cosa mai sarebbe accaduto proprio nel giorno dedicato al riposo che immancabilmente si trasformava in ansia.

Sì perchè abbiamo finora parlato di eserciti organizzati, ma che dire delle bande di predoni? Non erano sufficientemente astute da trovare una scusa per introdursi in città e lì fare man bassa ogni maledetto sabato? Così ha fatto Tolomeo e così potevano fare i predoni ai quali non mancava certo la sagacia.

No, no c’è qualcosa che non va, troppo assurdo fino a divenire stupido. Tolomeo certamente accampò una scusa, ma essa non cadde di sabato, ma in un anno particolarmente santo, cioè quello che vedeva la coincidenza dell’anno sabbatico con quello giubilare, coincidenza che si verificava solo una volta ogni 350 anni (da Davide a Gesù, giusto per intendersi, ne cadono solo quattro).

Questo permise a Tolomeo di tirare a un’intera città un brutto scherzo: consideravano quell’anno l’anno del Signore per eccellenza e dunque non si difesero nè di sabato, nè di “domenica”: non si difesero finchè durò l’anno sabbatico e giubilare e questo causò la rovina e la deportazione.

Dunque quando in Antichità leggiamo che Tolomeo s’introdusse in città di sabato e con l’inganno leggiamo una mezza verità: s’introdusse certamente con l’inganno, ma non era di sabato era una festa solenne, anzi, la più solenne quella cioè che celebrava un anno sabbatico e giubilare. E qui vien fuori la magagna: come può Flavio aver scritto una cosa del genere? Da Ebreo non sapeva che un sabato qualsiasi non poteva essere la causa della rovina di un popolo? E se lo sapeva perchè lo scrive? Se tutto quanto risulta assurdo a noi, come ha potuto non risultare assurdo a uno storico per giunta ebreo?

Ed eccola qua la magagna: siamo di fronte a un clamoroso falso, un falso mirato ad oscurare non solo la storia, ma anche una cronologia particolarissima: quella di Dio il quale, grazie alla coincidenza degli anni sabbatici e giubilari, si è manifestato facendo coincidere la nascita di Davide con un anno sabbatico e giubilare (1018 a.C.) e si è proclamato nel 32 d.C. (sempre, matematicamente, anno sabbatico e giubilare) con la lettura d’Isaia 61 nella sinagoga di Nazaret da parte di Gesù che inizia il Suo ministero.

Pensate che tutte le tappe intermedie rimangano vuote? Vi sbagliate, perchè lo abbiamo già visto:

1 nel 668 a.C. ci fu un altro anno sabbatico e giubilare che matematicamente incrocia alla perfezione la nostra cronologia dei Re (vedi anche qui), segnando il sesto anno di Jotam, re che fu l’unico a modificare strutturalemte il tempio edificandone la porta superiore, l’unico intervento dalla sua fondazione sino a Erode. Mi pare ovvio dire che l’opera era finalizzata a celebrare degnamente una festa solenne, cioè un anno sabbatico e giubilare

2 nel 318 a.C. vi quella che abbiamo descritta come occupazione pacifica, solo che pacifica lo fu per forza: era una festa religiosa così solenne che proprio non si aspettavano uno scherzo del genere, certi che Dio si sarebbe preso cura della città. Ma non fu così e Tolomeo fece il bello e il cattivo tempo, deportandoli in massa

Come vedete, ogni anno sabbatico e giubilare segna un fatto straordinario, perchè straordinari sono quegli anni, così rari da renderli unici nella storia d’Israele e questo come poteva ignoralo Giuseppe Flavio, l’ebreo Giuseppe Flavio? No, non lo ignorava ma è stato tutto opera quell’idiota, farabutto e assassino che ha ucciso il Cristo e i Suoi testimoni avvalendosi di una complicità peggiore di lui perchè ancora più stupida, almeno quanto può esserla un adoratrice di un perfetto idiota.

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