Ezechiele 29,17-21: la parresia e la storia

ezechieleLe quattordici generazioni di Matteo 1,6-12 si aprono con Davide e si concludono con Ioiachin. Non sappiamo ancora come collocare il 995 a.C. della vita di Davide che si otterrebbe dalla somma di quattordici generazioni moltiplicate per 35 anni (una generazione) più il 15 a.C. (anno di nascita di Gesù prima generazione), di certo però sappiamo che il suo primo anno di regno fu il 989 a.C., se non fosse altro perchè permette d’individuare l’anno sabbatico e giubilare del 1018 a.C., quando il 1019/18 a.C. segna la nascita di Davide (unto a trenta anni, per cui: 989+30=1019 a.C.).

Il re che conclude la lista matteana, abbiamo detto, fu Ioachin di cui sappiamo già molto (vedi post precedente), ma ne possiamo sapere ancora di più se consideriamo la visione di Ezechiele datata nel ventisettesimo anno dalla deportazione (Ez 29,17). Tale visione si conclude con il versetto 21 che citeremo essendo la linea guida dell’intero post

“In quel giorno io farò rispuntare la potenza della casa d’Israele
e darò a te di parlare liberamente in mezzo a loro,
ed essi conosceranno che io sono il SIGNORE”».

La promessa della restaurazione della “potenza della casa d’Israele” fu fatta nel 490/489 a.C., anno che non solo è segnato dalla cronologia di Ezechiele, che data la visione il ventisettesimo anno dalla deportazione, avvenuta nel 517/16 a.C. secondo la cronologia del blog; ma anche dal calcolo generazionale di Matteo che colloca Ioachin nella quattordicesima generazione cioè al quattrocentonovantesimo anno (14×35=490), rendendo coincidenti: la visione con la generazione matteana e la grazia concessa a Ioaichin, qualora la grazia fatta a quel re sia stata concessa non nel trentasettesimo anno dalla deportazione 517/16 a.C. (per la cronologia ufficiale 597 a.C.), come si legge in 2Re 25,27, ma nel ventisettesimo anno della deportazione (517-27=490).

Nel post precedente ci siamo occupati delle ragioni che giustificherebbero quella che solo a prima vista appare una forzatura (ventisette anni anzichè trentasette), per cui a quelle pagine rimandiamo. Adesso invece vorremmo occuparci di un altro aspetto, cioè del senso che la visione di Ezechiele assume se inserita nel contesto sopra descritto.

Davide, nell’ottica matteana, costituisce l’inizio della dinastia; Ioiachin la fine che però coincide con la promessa della restaurazione di quella stessa dinastia stando alla visione di Ezechiele. Tutto ciò ci dice che siamo di fronte a un unico blocco cronologico che deve avere i suoi significati, poichè Matteo ha indicato i due estremi: Davide e Ioiachin.

Crediamo che la ragione risieda nel fatto che, se consideriamo l’anno dell’unzione di Davide e l’anno della grazia concessa da Evil-Merodack a Ioaichin, cioè il 990/89 a.C. e il 490/89 a.C., passano esattamente 500 anni, quando 500 è la ghematria di παρρησία che in greco significa “parlare liberamente, francamente”, cioè dire la verità.

Ecco allora che Matteo, con le quattordici generazioni, ci ha messo di fronte la verità storica, cioè una parresia scientifica  che fa luce non solo su cronologie particolari (quella di Matteo e quella di 1-2 Re), ma anche su una cronologia molto più estesa (la nostra) che giunge certamente fino all’esodo (1425 a.C.) e da lì a Giacobbe (1905 a.C.).

La verità, cioè il parlare liberamente appartengono solo a questo blog che è l’unico ad offrire una cronologia che si presta alla lettura ghematrica di παρρησία. Le altre cronologie si caratterizzano tutte per ben altre “parresie”, quali:

ὄφις (serpente) valore ghematrico 586, il 586 a.C. che storicamente data l’esilio babilonese

Σατανᾶς (satana) valore ghematrico 559, il 559 a.C. che storicamente data il primo anno di regno di Ciro, il falso di Ciro.

δρᾰκος (drago) valore ghematrico 931, il 931 a.C. da tutti indicato come l’ultimo anno di regno di Salomone che dunque uniforma tutta la cronologia di 1-2Re.

Qualcuno potrebbe obiettare che la parresia annunciata sia solo frutto di una forzatura (ventisette anzichè trentasette), ma allora ci spieghi il senso delle parole di Dio nella visione di Ezechiele al quale è concesso di “parlare liberamente” (Nuova Riveduta,CEI 2008 traduce “aprire la bocca in mezzo a loro”, ma il senso non mi pare tradito).

Ci spieghi inoltre anche il senso del ristabilimento della casa d’Israele che rende , in un’ottica generazionale matteana, Davide e Ioachin facenti parte di un unico blocco cronologico che dallo splendore giunge al riscatto dopo la caduta.

Infine spieghi pure come mai tutto confluisce nel 490 a.C dopo esattamente 500 anni, quando 500 è il valore ghematrico di παρρησία

Dunque la visione di Ezechiele datata nel ventisettesimo anno costituisce la chiave per andare ancora più a fondo nella semplice, trascurata e approssimata questione genealogica matteana.

Inoltre consente d’individuare 500 anni (990/89 a.C-490/89 a.C.) che permettono alla scienza e alla storia, come ha fatto il profeta, di “parlare liberamente”, cioè di dire quella verità sinora taciuta, anzi, censurata dalla menzogna partorita dal “serpente antico” (586 a.C.), cioè da “satana” (559 a.C.), ossia il “drago” infernale (931 a.C.) (Ap. 12,9).

Che visione,

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