318 a.C., la caduta di Gerusalemme alla luce di due calendari

presa gerGli anni sabbatici e giubilari costituivano il metronomo nella vita politica, sociale religiosa ed economica d’Israele. La scaletta che questo blog propone li traccia tutti, da Davide a Sedecia, ritessendo quindi la metrica della storia ebraica del tempo.

Non è molto conosciuto il fatto che gli anni sabbatici e giubilari coincidessero una volta ogni 350 anni. Ciò significa l’anno X era sia sabbatico sia giubilare, dando luogo a una festività solenne, perchè due distinti calendari religiosi coincidevano.

Questo post vuole occuparsi proprio di quegli anni, da Davide fino al 32 d.C., anno che segna l’avvento del Messia, come afferma la cronologia del blog. In particolare vogliamo conoscere se, trattandosi di festa solenne, fosse osservata, dando luogo a eventi importanti.

Per ottenere tutto ciò, non è necessario una lunga disamina della storia ebraica perchè, lo abbiamo scritto, gli anni sabbatici e giubilari coincidevano solo una volta ogni 350 anni, quindi da Davide al 32 d.C. ce ne furono solo 4, cioè il:

1018 a.C. che segna la nascita di Davide come abbiamo visto qui

668 a.C. anno della costruzione della porta superiore del tempio

318 a.C. del quale ci occuperemo in seguito

32 d.C. anno dell’inizio del ministero pubblico di Gesù

Come è possibile sin da subito vedere, la coincidenza degli anni sabbatici e giubilari è sempre segnata da fatti importanti, talvolta eclatanti come la nascita di Davide o l’inizio del ministero di Gesù; mentre il 668 a.C. segna l’unico intervento strutturale al tempio, il quale dalla sua fondazione (945 a.C.) fu modificato solo, escludendo i lavori compiuti nel sesto anno di Jotam (668 a.C.), da Erode nel 19 a.C., mettendo in evidenza il fatto che in quasi 1000 anni di storia il tempio fu modificato strutturalmente solo una volta e in anno sabbatico e giubilare.

Le considerazioni da fare sarebbero molte, ma noi ne faremo solo due:

1 La legislazione sabbatica è, come si scrive, ben lungi dal non essere osservata nel periodo pre-esilico. Infatti, escludendo la miracolosa coincidenza che segna l’anniversario di nascita di Davide, il 668 a.C. è lì a dirci che quegli anni ispirarono importanti modifiche al cuore della società ebraica del tempo, cioè il tempio.

2 La cronologia degli anni sabbatici e giubilari che il blog propone trova, proprio nella storia di Gerusalemme, la sua conferma perchè essa si sovrappone con precisione ai fatti storici, siano essi una nascita, una modifica al tempio o l’inizio di un ministero. Quegli anni che molti giudicano perduti, credo si possa dire che sono riemersi, tanto che possono far luce su aspetti storici per forza di cose trascurati, primo fra tutti il punto seguente, cioè l’anno 318 a.C. di cui avevamo promesso di occuparci.

Esso non è un anno molto noto e sinceramente ignoro se Giuseppe Flavio se ne sia occupato, resta il fatto però che quell’anno segna un fatto importantissimo nella storia ebraica, cioè la presa di Gerusalemme da parte di Tolomeo I soter (bene attenti all’appellativo). Di tale fatto storico si scrive che la caduta di Gerusalemme fu causata dal fatto di essere stata attaccata in giorno di sabato per cui gli Ebrei, in osservanza al precetto festivo, non si difesero.

Io credo che la ragione della caduta sia riduttiva fino a minarne la credibilità, vuoi perchè in un solo giorno non si conquista una città; vuoi perchè il rispetto del sabato sarà stato pur importante, ma non tanto quanto l’intera Gerusalemme. Ecco allora che nasce la necessità di trovare un’altra causa e questa, alla luce degli anni sabbatici e giubilari coincidenti, non può che essere quella che riconduce il tutto a una festa così grande e santa che rese gli Ebrei inermi, certi della protezione divina.

In ogni caso il 318 a.C. fu sabbatico e giubilare e segnò l’attacco da parte di Tolomeo I a Gerusalemme, che cadde senza colpo ferire, permettendo la deportazione di moltissimi Ebrei in Egitto, cosa che mal si giustifica col semplice rispetto di un sabato.

Come risulta chiaro, da Davide al 32 d.C., non c’è un solo anno sabbatico e giubilare che non segni avvenimenti importanti, talvolta importantissimi, tanto che si può tranquillamente scrivere che essi furono sempre spartiacque tra il prima e il poi, dando luogo a una cronologia tutta particolare, impossibile a scorgersi senza la conoscenza del calendario sabbatico e giubilare.

Un aspetto di questa cronologia nascosta è costituito da un fatto curioso di cui parla l’Enciclopedia britannica (nel web italiano io non trovato nessuna notizia), cioè il motivo per cui Tolomeo I fosse chiamato soter (salvatore). A detta di quell’enciclopedia, ciò fu dovuto al fatto che Tolomeo avesse salvato gli abitanti di Rodi. Rimane però da chiedersi se un intervento a favore di Rodi possa mai dar luogo a un appellativo divino.

Se già con il sabato, che stando agli storici ha permesso la caduta di Gerusalemme, si era dato luogo a una spiegazione troppo riduttiva perchè la caduta di Gerusalemme nel 318 a.C. avvenne in realtà in anno sabbatico e giubilare, che ne è stato dell’appellativo di cui si fregia Tolomeo I? Fu veramente la difesa di Rodi a procurarglielo? A me pare poca cosa, tanto che sono disposto a scomodare l’acrostico che vuole Gesù l’Ἰχθύς (pesce).

Un acrostico è una parola che si compone con le iniziali di altre parole che compongono la parola stessa. Ἰχθύς, allora, significa Iesous, Christos, Theou, Yios, Soter,(Gesù, Cristo, Dio,Figlio, Salvatore, cioè Gesù Cristo Figlio di Dio Salvatore). A noi interessa adesso solo quel σωτήρ (soter/salvatore) perchè è quello stesso titolo di cui si fregia Tolomeo solo che, essendo titolo divino, mi pare ovvio dire che si addica più a Gesù che al salvatore di Rodi.

Per comprendere meglio la questione e dare a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio, possiamo di nuovo dare un’occhiata agli anni sabbatici e giubilari e vedere che stranamente il 318 a.C. (anno della caduta di Gerusalemme)  conduce a un successivo anno sabbatico e giubilare (cioè 350 anni dopo) proprio al 32 d.C. anno che secondo noi segna l’avvento del Messia, cioè del Salvatore di Gerusalemme e dell’umanità e non di …Rodi.

Sbaglierò, ma a me viene da pensare che il titolo σωτήρ di Tolomeo I abbia tutt’altre origini rispetto a quelle indicate dall’Enciclopedia britannica, origini che nascono solo dal fatto che il 318 a.C., segnante la caduta di Gerusalemme è, seguendo il calendario giubilare, immediatamente precedente all’avvento del Salvatore di quella stessa città e popolo, per cui in origine il titolo di Tolomeo questo voleva dire, ma che colui che ha riscritto la storia falsandola ha deciso che si tacesse, affibbiando titoli divini a salvatori occasionali, in questo caso di … Rodi, che per altro aveva già il suo colosso, per cui un Salvatore era decisamente di troppo.

Concludo dicendo che la coincidenza degli anni sabbatici e giubilari dà luogo a una storia nella storia, tracciando quasi dei capitoli nella cronologia secolare, ma ancor più nella cronologia di Dio.

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