Dalla rivelazione alla proclamazione: il Messia nel deserto

gesu tentazioniLa data di nascita di Gesù è un dedalo inestricabile (chi crede può dare un’occhiata a wiki, ad esempio) in cui tutti si sono addentrati certi di trovare l’uscita, oppure certi che l’uscita sia quel muro finale d’ipotesi in cui gli studiosi si sono imbattuti.

Noi non seguiremo la maggioranza sempre, come sappiamo, sinonimo di verità, non ci addentreremo nel dedalo, ma ci voleremo sopra, sicuri che quella sia l’unica soluzione per venire a capo del problema. Questo significa che volutamente ignoreremo la complessità della questione per dare solo la nostra versione dei fatti o, se preferite, le nostre prove.

Che ciò sia un buon metodo crediamo sia confermato dai post precedenti che, per esempio, ma solo per esempio, collocano la data di nascita di Gesù nel 15 a.C., cosa sinora mai considerata, ma l’unica che riesce a costruire una cronologia biblica dal 70 d.C. al 1425 a.C. (esodo).

Infatti è solo quel 15 a.C. che colloca con precisione le 14 generazioni matteane fino a Babilonia, seguendo una traccia di 490 anni, se una generazione conta 35 anni, come noi sosteniamo.

Sempre con la traccia di Matteo 1,17 possiamo calcolare altre 14 generazioni e ottenere il primo anno di regno di Davide, cioè il 989 a.C . e di lì il quarto anno di regno di Salomone, cioè il 945 a.C., anno in cui si gettano le fondamenta del primo tempio e a cui si possono sommare i 480 anni di 1Re 6,1 per ottenere l’esodo, avvenuto nel 1425 a.C.

Questa ricostruzione non si avvale di molte prove storiche, tuttavia ha dalla sua che i 490 anni di Matteo sono la ghematria di κλείς Δαυίδ (chiave di Davide); mentre 989 a.C. richiama la ghematria di βιβλίον ζωή (libro della vita) e da ultimo il 1425 a.C. che offre la stessa cifra di ξύλον ζωή (albero della vita). Ed ecco dunque le nostre prove, quelle che ci dicono che siamo nel giusto e che ci consigliano di non addentrarci nel dedalo, ma di volarci sopra.

Tra l’altro la data di nascita di Gesù neanche è la questione principale del post, perchè esso vuol dare ragione, tramite essa, dei quaranta giorni che Gesù ha passato nel deserto e che noi giudichiamo inverosimili se tali, cioè se giorni e se tentazioni, perchè il diavolo non può tentarti per così poco tempo, dal momento che vuole la tua vita.

Oltre a ciò c’è un punto dei Vangeli che sconsigliano quel “mesetto di deserto” ed è quando leggiamo che Satana condusse Gesù sul pinnacolo più alto del tempio (Lc 4,9), perchè ciò significa che gli offrì la carica religiosa di maggior prestigio, verosimilmente il sommo sacerdozio, affinchè desistesse dal suo scopo (promoveatur ut amoveatur).

Una carriera religiosa non la si improvvisa, neppure se siamo Gesù, quindi tutto ciò richiese tempo e ciò giustifica la lettura di quei quaranta giorni nel deserto (spirituale) come anni, i quali non rimane che collocarli nell’anagrafe di Gesù (15 a.C.-35 d.C.)

Dai Vangeli sappiamo che quando il Diavolo si allontanò da Gesù, Egli fa ingresso in Nazaret, nella sinagoga e leggendo il passo di Isaia 61 dà inizio al suo ministero. Ciò rende coincidente la fine delle tentazioni e della “permanenza nel deserto” con l’inizio del ministero pubblico, per cui abbiamo un termine a quo per i calcoli che è il 32 d.C., anno che secondo noi dà luogo all’attività pubblica di Gesù.

Stabilito quest’anno è sufficiente togliere 40 anni/giorni per ottenere un 8 a.C. che segna l’inizio delle tentazioni, subite dall’età di sette anni (8 a.C.) fino a quella di quarantasette (32 d.C). a cui si aggiungono i tre anni di ministero e otteniamo l’anno della crocefissione (35 d.C.) a cinquanta anni, lasso di tempo che solo può giustificare la nostra ipotesi dei quaranta giorni/anni di tentazioni.

Ma l’8 a.C. deve essere giustificato, non può essere solo il frutto di un calcolo, deve avere un appiglio storico che lo giustifichi ed esso non manca perchè segna il censimento di Quirino circa il quale scrive Luca (Lc 2,2) e che è datato proprio nell’8 a.C., tanto che quella data è la base per la datazione della nascita di Gesù indicata dalla maggioranza degli studiosi, cioè il 6/7 a.C.

A nostro parere tutto ciò prova che non è necessaria la conoscenza mnemonica del dedalo, perchè un semplice volo radente ha offerto una panoramica del problema sinora sconosciuta, la quale apre a nuove suggestive ipotesi sulla cronologia del Vangelo di Luca il quale, quando ha dato le indicazioni riportate in 2,1-6, non si è preoccupato dell’anagrafe stricto sensu, ma di una nascita che fu in realtà un rivelarsi (8 a.C.) e da ultimo un proclamarsi (32 d.C.) Messia.

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