Il velo del tempio

veloLa morte di Gesù è accompagnata da segni che spesso -ma talvolta invano- si è cercato d’interpretare. Uno fra questi, proprio perchè densissimo di significati, è stato oggetto di studi e interpretazioni, cioè il fatto che il velo del tempio si sia squarciato.

Io credo che una possibile interpretazione del fatto possa risiedere anche nella reazione del centurione, che riesce a contestualizzare il fatto e il simbolo. Leggiamo dunque il passo

51 Ed ecco il velo del tempio si squarciò in due da cima a fondo, la terra si scosse, le rocce si spezzarono, 52 i sepolcri si aprirono e molti corpi di santi morti risuscitarono. 53 E uscendo dai sepolcri, dopo la sua risurrezione, entrarono nella città santa e apparvero a molti. 54 Il centurione e quelli che con lui facevano la guardia a Gesù, sentito il terremoto e visto quel che succedeva, furono presi da grande timore e dicevano: «Davvero costui era Figlio di Dio!» (Mt 27,51-54)

Il clamore e la sensazionalità degli eventi nasconde l’umana reazione del centurione che grida : “Davvero costui era figlio di Dio!”. Ciò significa che il centurione ha visto Dio e questo ci rimanda al versetto 51, quando cioè il velo si squarcia e diviene visibile il Sancta Sanctorum, cioè la Dimora di Dio e dunque Dio. Questa teofania si allinea con quanto leggiamo nel Vangelo di Giovanni in cui Gesù dice “Chi ha visto me, ha visto il Padre” (Gv 14,9).Tutto insomma diviene visibile e comprensibile agli occhi dell’umanità di cui il centurione è simbolo.

Se sul Golgota l’uomo vide Dio, quando noi lo possiamo scorgere, quando anche per noi si squarcia il velo? Al di là delle singole esperienze che ognuno ha o potrebbe avere, quando l’esperienza di Dio diviene razionalmente comprensibile e condivisibile? Io credo che sia la storia nel suo significato più alto, a cui si associa la figura del Cristo nuovo tempio simbolo della nuova alleanza.

Ecco allora che la cronologia del tempio squarcia di nuovo il velo e rende visibile Dio nella storia come del resto sembrerebbe confermare la lettura ghematrica proprio di καταπέτασμα (velo) che è 949, il quale ci conduce al 949 a.C., prima anno di regno di Salomone secondo la cronologia dei Re del blog.

Salomone fu il re che costruì il primo tempio: le fondamenta furono gettate nel suo quarto anno di regno, cioè nel 945 a.C.; mentre la sua dedicazione è del 937/8 a.C. Questi anni sono cruciali per due cronologie del tempio: quella conosciuta e quella che crediamo di aver portata alla luce nel post precedente, ma unite dal fatto che entrambe riconducono all’esodo. Vediamole sinteticamente in una tabella

CRONOLOGIA APERTA CRONOLOGIA CHIUSA
1425 a.C. esodo -480 anni indicati da 1Re 6,1 tra l’esodo e il primo tempio 1423 a.C. Erezione della Dimora (40,17) -486 anni
945 a.C. Si gettano le fondamenta -480 anni indicati dal Seder Olam Rabbath 937 a.C. Dedicazione del tempio -486 anni
465 a.C. VII° anno di regno di Artaserse. Rientra Esdra. Iniziano i lavori per il II° tempio -46 anni indicati da Gv 2,20 per i lavori 451 a.C. Rientro di Neemia. XX° anno di regno di Artaserse. Pronunciata la parola sul rientro (Dn 9,25) -486 anni
418/9 a.C. Dedicazione e anno giubilare -9 cicli giubilari (450 anni)
32 d.C. Inizio del ministero pubblico. Anno giubilare e sabbatico 35 d.C. Crocefissione. E’ dedicato il nuovo tempio in Cristo

La tabella è più facilmente consultabile se si assume e si conosce la cronologia del blog che risulta confermata in tutto e con estrema precisione. Coloro che conoscono il blog se ne saranno certamente accorti, come si saranno accorti che se due cronologie s’intersecano alla perfezione ciò non può imputarsi al caso, ma erano precedenti al blog il quale ha -diciamolo pure- l’unico merito di averle riportate alla luce, permettendo a tutti di chiedersi che fine avessero fatto o perchè chi di dovere ne avesse perse le tracce, ma questo è un altro discorso.

Vorrei interpretarla alla luce dei significati teologici suggeriti ad ogni riga e colonna, ma lascio eventualmente il compito a coloro che ne sono in grado per fare, invece, qualche breve osservazione su quanto avevamo scritto in apertura, cioè che la presenza e la visibilità del Cristo nella storia si concentra nella cronologia del tempio, come Cristo fu ed è il nuovo tempio.

Sono proprio gli occhi del centurione che permettono ciò, permettono cioè di dis-velare la storia, di squarciarla dall’alto in basso, da quel 1425 a.C. della cronologia aperta; e da quel 1423 a.C. di quella chiusa. La storia della salvezza così si apre sin dai suoi albori per concludersi nella teofania piena: il ministero e la crocefissione di Gesù.

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