Il tempio velato: dall’erezione della Dimora alla crocefissione (1423 a.C.-35 d.C.)

arca_alleanza2Ci sono alcuni post che richiederebbero uno studio specifico, non tanto per l’argomento, quanto per i simboli di cui si occupano. Non è compito mio sviscerare ogni singolo problema, compito mio è fornire gli elementi perchè altri lo facciano, vuoi perchè più preparati, vuoi perchè più capaci o con i mezzi necessari (io in fondo dispongo di alcune bibbie e del web).

Certo, vorresti avere l’occasione per dedicarti ad aspetti che sono semplicemente fantastici e che, per quanto mi risulta, nessuno prima ha mai affrontato, come l’argomento che proporrò, il quale mi costringe a poche note di corredo, dedicato com’è ai calcoli, a una cronologia che nasce dalla lettura ghematrica di un passo ancora oscuro, cioè Lc 17,37 in cui leggiamo che “Dove sarà il corpo, ivi anche le aquile si raduneranno”. Ho detto che mi occuperò di conti per cui tiro dritto ed entro subito nel merito.

Il passo è tra i più ambigui della Scrittura, tanto che tutti ne hanno data la loro versione, spesso pro domo sua. Noi ne daremo dapprima una lettura ghematrica, poi collocheremo la stessa nella cronologia del tempio, sin dai suoi albori, cioè l’erezione della Dimora di cui ci parla Es 40,17.

Σῶμα (corpo) e ἀετός (aquila) hanno un valore, se sommati, di 1423 che noi ricondurremo al 1423 a.C., quando questo blog colloca l’esodo nel 1425 a.C.(vedi tabella). Cioè significa che quel 1423 a.C. fu il secondo anno dopo l’esodo, quando cioè, stando a Es 40,17 fu eretta la Dimora che ospitava l’arca della Testimonianza (Es 40,3).

Essa fu un primo abbozzo del tempio che Salomone avrebbe dedicato nel 938/7 (vedi tabella) dopo 7 anni e mezzo di lavori (di qui la ragione dell’approssimazione e della datazione doppia). Viene spontaneo allora chiedersi quanti anni fossero passati dal 1423 a.C. ed essi furono 486/485 dipendentemente dall’anno che scegliamo per la dedicazione salomonica, che avvenne o nel 937 a.C. o nel 938 a.C.

L’importante adesso è notare che quel 486/485 segna, se ridotto anche a un calendario, tutta una serie di simboli ed eventi di assoluto rilievo, per cui debbono essere elencati.

Simboli

  1. Ghematria di πατήρ (Padre)
  2. Ghematria di υἱός (Figlio)
  3. Ghematria di πέτρα (roccia)
  4. Ghematria di Ἰούδα (Giuda)

Eventi

  1. Durata complessiva del regno di Giuda
  2. Caduta di Babilonia
  3. Trentesimo anno citato da Ez 1,1
  4. Trentasettesimo anno di regno di Nabucodonosor (VAT 4956)

A tutto ciò si aggiunge che 486 anni segna il lasso di tempo intercorso tra l’erezione della tenda della Dimora ma non solo, perchè l’intera cronologia del tempio, sempre assumendo la cronologia del blog, si muove con tranches di 486 anni, tre in particolare.

Infatti assumendo l’anno della crocefissione nel 35 d.C. e il secondo anno dell’esodo, quando cioè si eresse la Dimora (1423 a.C.) come indica il blog, abbiamo che:

(1423 + 35) : 3 = 486

e questo significa che dall’erezione della Dimora alla crocefissione, cioè al nuovo Tempio nella carne di Cristo, passarono esattamente tre tranches di 486 anni facendo emergere una cronologia perfetta finora rimasta nascosta.

Inutile dire che tutto questo prova che:

  1. L’esodo biblicamente avvenne nel 1425 a.C. come da tempo andiamo scrivendo. E non è un caso che 1425 sia la ghematria di ξύλον ζωή (albero della vita), cioè quell’albero inequivocabilmente simbolo della croce e infatti dal secondo anno dell’esodo quelle tre tranches di 486 anni giungono al Golgota.
  2. Contemporaneamente risulta avvalorata l’intera nostra cronologia perchè non solo l’anno della dedicazione del secondo tempio fu il 937/8 a.C. (vedi tabella); non solo l’anno della crocefissione fu il 35 d.C., ma anche le tappe intermedie risultano avvalorate ed esse emergono dopo la tranche che va dalla dedicazione salomonica al 451 a.C. (937-486 = 451) anno che segna un perfetto XX° anno di regno di Artaserse, quando cioè rientra in Gerusalemme Neemia (Ne 2,1), che fa del primo anno di regno di quel re il 471 a.C. come da sempre sosteniamo.

Coloro che avranno compresa l’importanza di questo post troveranno certamente altri calcoli, altre considerazioni da fare. A noi non rimane che chiarire un ultimo punto, cioè la relazione tra σῶμα/ἀετός e il tempio, cosa che tra l’altro crediamo semplice alla luce di Gv 2,21 in cui si legge che quando Gesù alludeva o sfidava alla distruzione del tempio intendeva “il tempio del Suo corpo”, per cui Lc 17,37 intende dire che laddove sarà la sacralità (il Suo corpo, cioè il tempio) si raduneranno anche le aquile ed è quindi da questo passo oscuro che emerge tutta una nuova cronologia del tempio che crediamo di aver spiegata, anche a coloro che (CEI 1974; CEI 2008) confondono le aquile con gli avvoltoi e il corpo mistico (Tempio) con il cadavere, dimostrando non solo poca dimestichezza con l’ornitologia e la medicina legale, ma anche e più con la Scrittura.

 

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