“L’abominio della desolazione”ipotesi per una lettura ghematrica

La fine della dinastia davidica fu a lungo profetizzata da Geremia, il cui ministero profetico spesso si scagliava contro l’idolatria. Questo ci permette di avanzare una ipotesi sul passo ancora oscuro di Mt 24,15 e Mr 13,14 in cui si preannuncia l’abominio della desolazione predetto da Daniele.

Il passo richiede molta attenzione, quasi a voler sottolinearne non solo l’importanza, ma anche la complessità, perchè Gesù ammonisce in Matteo e Marco “chi legge comprenda/capisca” e in questo senso sembra che l’appello sia caduto nel vuoto perchè il passo è ancora oscuro.

Mi è venuta, allora, l’insana voglia di esaminarlo alla luce della ghematria e il risultato, seppur non deludente, richiede cautela nell’interpretazione, sebbene presenti aspetti molto interessanti.

Prima di addentrarci nel caso ho bisogno un attimo di contestualizzare e citare Mc 13,14 per esteso

Quando vedrete l’abominio della desolazione stare là dove non conviene, chi legge capisca, allora quelli che si trovano nella Giudea fuggano ai monti.

Come potete notare l’appello di fuggire sui monti è rivolto a Giuda, per cui Giuda è in relazione con l’abominazione, la quale alcuni dizionari (Tayer) traducono più precisamente con idolatria, quella stessa denunciata da Geremia e che sarà la causa principale dell’esilio e della fine della dinastia davidica.

Ecco allora che diviene chiara la relazione tra Giuda e “l’idolatria/abominazione”, relazione che si fa ancora più forte quando il tutto viene letto ghematricamente perchè Ἰούδα (Giuda) e βδέλυγμα (idolatria/abominazione. I motivi perchè preferiamo Ἰούδα anzichè Ἰούδας sono spiegati qui) hanno lo stesso identico valore ghematrico di 485, quasi a voler evidenziare non solo le ragioni della caduta di Gerusalemme e la deportazione, ma anche l’esatto ammontare degli anni di regno di Giuda, che fu 484 e 6 mesi, i quali si possono approssimare o con 484 anni o 485.

Il contesto idolatrico evidenziato dalla lettura ghematrica riconduce all’esilio, cioè agli ultimi anni di regno di Sedecia, ultimo re di Giuda e questo ci permette un’ulteriore lettura ghematrica, abbastanza interessante, la quale conduce di nuovo all’esilio, sebbene la datazione sia quella storica, per noi falsa.

Infatti “l’abominio [della desolazione predetto da] Daniele” permette di sommare i valori ghematrici di βδέλυγμα (Idolatria/abominio.) e Δανιήλ (Daniele) e ottenere un totale di 485  103 = 588, che se ricondotto a un calendario diviene il 588 a.C., ossia il nono anno di regno di Sedecia, quando cioè Gerusalemme fu assediata da Nabucodonosor (2Re 25,1), il quale l’espugnò due anni dopo, cioè nel 586 a.C.

Come la lettura ghematrica, sebbene attraverso il totale degli anni di regno dei sovrani di Giuda, individua l’ultimo anno di regno di Sedecia, così fa la seconda lettura ghematrica, la quale ci parla non dell’ultimo in senso cronologico, ma simbolico perchè il nono anno segno l’inizio della fine del regno di Giuda perchè Gerusalemme fu assediata.

Tirare delle conclusioni è difficile, l’argomento è molto complesso, per cui si rischia di far dire ai numeri quello che neppure hanno “pensato”. Lascio allora libero il lettore di farlo, qualora abbia trovato interessante l’esposizione.

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