Dario I il Medo, la caduta di Babilonia e la fine di un ministero profetico.

dariusNel panorama della cronologia vetero testamentaria, a nostro avviso pochi sono gli anni che per carica simbolica e storicità superano il 486 a.C. Per quanto riguarda i primi aspetti sappiamo già che 486 è la ghematria di υἱός (figlio) e quella di  πατήρ (padre) alludendo i termini  all’identità di sostanza tra l’uno e l’altro.

Inoltre, sempre simbolicamente, 486 è anche la ghematria di πέτρα (pietra), quella stessa che Cristo invita a portare alla luce e su cui edificare (Mt 7,24)

Sotto il profilo storico abbiamo invece visto che il 486 a.C., oltre che essere anno sabbatico, è anche, seguendo la nostra cronologia, il trentasettesimo anno di regno di Nabucodonosor, l’anno cioè dell’eclissi descritta dal VAT 4956, che determina la datazione astronomica della caduta di Gerusalemme avvenuta, per noi, nel 505 a.C.; per la cronologia ufficiale nel 586 a.C.

Sempre sotto il profilo storico si deve assolutamente aggiungere che il 486 a.C. fu il trentesimo anno di cui ci parla Ez 1,1 come vedremo in seguito e come abbiamo scritto qui

Se già tutto questo fa del 486 a.C. un anno fondamentale, siamo ora in grado di aggiungere addirittura aspetti forse ancora più importanti, perchè il 486 a.C. fa luce sulla una delle figure più enigmatica del Vecchio testamento, cioè Dario il Medo, da cui consegue l’anno della caduta di Babilonia.

Iniziamo dal primo caso proposto, cioè l’enigmatico Dario il Medo di cui ci parla Dn 5,31 dicendoci che prese il potere (su Babilonia) al sessantaduesimo anno di età. Inutile qui elencare tutte le ipotesi proposte per venire a capo della questione, occupiamoci piuttosto di quella che a nostro avviso potrebbe essere la soluzione.

Il dato anagrafico che Daniele propone è stato finora privato del suo contesto, perchè è la datazione della fine dell’esilio babilonese nel 586 a. C. che ha impedito di scorgere l’esatta nota cronologica di Daniele e ha privato la ricerca d’ipotesi di lavoro fondamentali.

Se assumiamo la cronologia di questo blog sopra linkata tale nota trova invece facile collocazione, perchè la fine dell’esilio avvenne nel 447 a.C. e dunque permette d’ipotizzare la perfetta identità tra Dario I e Dario il Medo.

Tuttavia rimane necessaria l’esatta anagrafe di Dario I, perchè è solo con quella che è possibile datare l’anno della caduta di Babilonia che avvenne, lo ripetiamo, nel suo sessantaduesimo anno di età.

L’anno di nascita di Dario I attualmente indicato non produce buoni risultati indicando il 550 a.C. come l’anno di nascita e il 486 a.C. come quello di morte. Questa anagrafe però non è l’unica possibile perchè ne esiste un’altra che calcola l’anno di nascita nel 548 a.C. e quello di morte nel 485 a.C.Riteniamo che questa seconda sia quella esatta perchè permette di far quadrare tutto (chi volesse approfondire l’argomento può leggere questi uno due tre  link)

Infatti se Dario I nacque nel 548 a.C. il suo sessantaduesimo anno di regno cadde nel 486 a.C. che fu anche l’anno della caduta di Babilonia, mentre quello successivo segna la morte del re. E’ così che allora trova senso pieno la nota di Ez 1,1 e il trentesimo anno lì citato, perchè il profeta lo indica per segnare, seppure indirettamente, due cose:

1 L’anno della caduta di Babilonia

2 La durata del suo ministero che dalla deportazione di Ioiakim (516 a.C.) giunge sino alla caduta di Babilonia (486 a.C.)

Quest’ultimo punto credo permetta non solo di dare senso a Ez 1,1, ma anche di ordinare tutta la cronologia del libro di Ezechiele, il quale ha fatto precedere tutte le sue precisissime note cronologiche da quella che avrebbe dovuto essere l’ultima, cioè il trentesimo anno di ministero, la cui fine coincise con la caduta di Babilonia.

Non è infatti un caso che Ez 1,1 sia la nota cronologica più bassa, mentre Ez 1,2 è quella più alta ed è immediatamente successiva. Le incongruenze (poche in verità) che s’incontrano immaginando quest’ordine non credo siano dovute al profeta, ma a manipolazioni successive che hanno voluto il caos, seppur parziale, laddove regnava un ordine cronologico perfetto.

Ecco allora quella che credo sia l’esatta cronologia del Libro di Ezechiele:

Ez 1,2 anno quinto = 511 a.C.

Ez 8,1 anno sesto   = 510 a.C.

Ez 20,1 anno settimo 509 a.C.

Ez 24,1 anno nono 507 a.C.

Ez 29,1 anno decimo 506 a.C.

Ez 26,1 anno undicesimo 505 a.C.

Ez 30,20 undicesimo anno 505 a.C.

Ez 31,1 undicesimo anno 505 a.C.

Ez 32,1 dodicesimo anno 504 a.C.

Ez 32,17 anno dodicesimo 504 a.C.

Ez 32,17 anno dodicesimo 504 a.C.

Ez 33,21 anno dodicesimo 504 a.C.

Ez 40,1 anno venticinquesimo 491 a.C.

Ez 29,17 anno ventisettesimo 489 a.C.

Ez 1,1 anno trentesimo 486 a.C.

Se la chiarezza dell’esposizione di un argomento che richiederebbe ben altro numero di pagine è sufficiente, credo che adesso il lettore sia al corrente di almeno tre cose

1 Il 486 a.C. fu veramente l’anno descritto dal VAT 4956 perchè troppi sono gli inidizi e le prove che conducono a tale anno. Manca solo la prova regina che solo un nuovo calcolo dell’eclissi descritta nella tavoletta può dare.

2 Dario il Medo fu in realtà Dario I e Daniele ha fatto bene a disancorarlo dalla storia suggerendocene solo l’età. A mio parere la sua visione profetica gli ha permesso di conoscere in anticipo la successiva falsificazione ed è dando informazioni solo in apparenza marginali come l’età di un re che si è preso gioco dei truffatori. Nel suo Libro ciò non è una novità, perchè anche la sua “dieta” è rientrata tra gli strumenti utili per la beffa e ce ne siamo occupati qui.

3 Babilonia è ben lungi dal cadere nel 539/38 a.C. Questa datazione è certamente posticcia o in ogni caso completamente estranea alla cronologia profonda della Bibbia, che indica il 486 a.C., perfettamente allineato con un asse cronologico molto più basso rispetto a quello ufficiale.

Come si può facilmente comprendere, parlare del 486 a.C. come anno fondamentale nella cronologia biblica non è eccessivo, anche perchè se Gesù ne fa la Sua roccia credo che abbia ragioni, appunto, fondate.

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