Lazarus, dead or alive?

bigIl capitolo 11 di Giovanni ci parla, cara amica Sardi, della resurrezione e della vita, sebbene l’episodio descritto raggiunga il suo climax con la morte che colpisce gli affetti di tutti, compreso quelli di Gesù. E’ un capitolo che insegna a chiunque, in particolare nel quotidiano; ma è anche un capitolo che certamente apre all’universale, parlandoci di ciò che inevitabilmente costituisce il dramma o la gioia di ogni esistenza.

La morte, cara amica Sardi, è ciò che tu vivi, perchè dalla tua lettera risulta chiaro:” Ti si crede viva, ma sei morta” Ti chiedi perchè? Indubbiamente la morte a cui si riferisce l’apostolo è una morte spirituale, una fede che, seppur ostentata, non è, appunto, vissuta perchè in realtà morta.

Cos’è allora ciò che l’ha uccisa? Quando, in realtà, siamo morti alla fede? O cos’è una fede viva? Ce lo dice Lazzaro che, perdonami la battuta, di morte se ne intende avendola sperimentata, dando così a noi l’occasione di comprenderla.

Ricorda però che questo blog, cioè la cronologia che esso propone, si caratterizza per avere ricostruito l’albero della vita , quella eterna, della fede; mentre la cronologia millantata come scientifica ha aperto le porte al mito, cioè a qualcosa di completamente disancorato da qualsiasi contesto storico e cronologico, cosa che rende Gesù un enigma storico.

Ma lasciamo parlare Lazzaro di Betania (Βητανίας come riporta Giovanni Crisostomo nella seconda omelia dedicata a Lazzaro), lui sì che ha voce in capitolo tanto da dirci, con la sua metafora, cosa sia la morte, la morte della fede.

E’ di nuovo la ghematria che ci aiuta, perchè la somma di Λάζαρος e Βητανίας (se hanno massacrato Gesù, vuoi che si siano fermati di fronte agli abitanti di un villaggio?) è 593 e dunque ci troviamo a parlare del 593 a.C. esattamente il quinto anno della deportazione di Ezechiele, stando alla cronologia ufficiale che  calcola la prima deportazione nel 598 a.C.

Avrai già capito che, come ho sempre detto, quella cronologia uccide, uccide la fede rendendo prima ciechi. Non è un caso, vedi, che la cronologia di questo blog ci parli dell’albero della vita mostrandolo in tutto il suo vigore; come non è un caso, allora, che lo stesso apostolo ci descriva cosa sia la morte in tutto il suo dramma perchè ha colpito l’amicizia, l’amicizia con Dio.

Ti si crede viva, ma sei morta, carissima Sardi e adesso sai perchè: non s’inganna Dio come s’ingannano gli uomini: con la cronologia che hai credi nel mito e questo ti ha uccisa. Tuttavia -e non a caso, non a caso- in Sardi alcuni (Robert Newton) non hanno macchiato le lor vesti, cioè seppur morti sono ancora vivi, perchè viva è la loro testimonianza della Verità e ancora non si è spenta l’eco della loro denuncia contro la truffa assassina messa in piedi e tenuta in vita da Tolomeo e i suoi accoliti.

“Io sono la resurrezione e la vita” dice Gesù. Mi pare che la strada sia segnata per i Lazzaro di ieri e di oggi, per coloro i quali anche Cristo piange , quando per la Sua sorte si è limitato a sudare sangue.

Ciao carissima.

Giovanni, ma per gli amici psychiatricred

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