464/465 a.C. l’anno dell’imbarazzo

Nel post di ieri abbiamo accennato al dualismo che caratterizza la durata del regno di Giuda, preso com’è tra due date possibili per via di quei 6 mesi che segnano il totale. Esse impediscono una facile approssimazione, perchè si pongono alla metà precisa dell’anno. In particolare rendono difficile la scelta tra i 484 anni o i 485 anni della durata della dinastia davidica.

Sulle prime si potrebbe pensare che tutto dipenda dal caso, il quale ha voluto metterci in difficoltà, ma l’ispirazione delle Scritture ce lo impedisce e ci costringe a un esame più attento grazie al quale, magari, è possibile dar ragione o almeno ipotizzare una logica se non una soluzione.

Ecco allora che di nuovo la ghematria ci viene in soccorso, perchè noi conosciamo quali termini hanno un valore uguale a quelli in esame e conosciamo anche che la ghematria in genere individua sempre parole chiave, cioè importanti che in questo caso sono Ναζαρέτ (Nazaret) e Ἱεροσάλημα (Gerusalemme) le quali hanno, rispettivamente un valore di 464 e 465 che, se ricondotti a un calendario, individuano il 464 a.C. e il 465 a.C., anni che emergono dai 40 anni di esilio (Ez. 4,6) di Giuda, se questo è iniziato nel 504 a.C. o 505 a.C., dipendentemente dall’approssimazione che scegliamo per la durata del regno di Giuda.

In teoria la scelta sarebbe facile se prendessimo in esame la ghematria proprio di Ἰούδα (regno di Giuda) che è 485 che segna gli anni totali della dinastia di Davide iniziata nel 989 a.C., ma purtroppo le cose si confondono quando dobbiamo porre un termine ai calcoli relativi all’esilio che immancabilmente cadono nel 465 a.C. o 464 a.C., perchè entrano in gioco altri valori ghematrici, cioè quelli sopra accennati, cioè Ναζαρέτ e Ἱεροσάλημα.

Per non rimanere nel dubbio, potrebbe essere una soluzione immaginare due logiche di calcolo, cosa tra l’altro possibile perchè effettivamente Ναζαρέτ e Ἱεροσάλημα segnano due opposte fasi della vita di Gesù: l’una la vita nascosta, l’altra quella pubblica e questo giustificherebbe le due logiche di cui parlavamo.

Non rientra nella nostra competenza indagare sui significati, quanto porre in evidenza le evidenze (scusate il gioco di parole), lasciando ad altri il compito di darne ragione. Partiamo dal 464 a.C. che indica Ναζαρέτ e subito facciamo notare che il 465/4 a.C. non solo fu sabbatico, ma segna l’inizio dei lavori al tempio che terminano nel 419/8 a.C. giubilare (vedi tabella).

Questo in apparenza accomunerebbe gli anni in esame, tuttavia il calcolo con il 464 a.C. (anno d’inizio dei lavori al tempio) rende perfetta la sincronia con il dato storico, che vede nel 418 a.C., individuato grazie a Gv 2,20 e i 46 anni per la ricostruzione del tempio, il sesto anno esatto del regno di Dario secondo in cui ci fu la dedicazione (Esd. 6.15).

Tuttavia non bisogna assolutamente ignorare l’altro calcolo che si basa sulla lettura ghematrica di Ἱεροσάλημα il quale segna il 465 a.C., a cui vanno tolti i 46 anni sempre di Gv 2,20, collocando la dedicazione nel 419 a.C., quando 419 è la ghematria di Δαυίδ (Davide).

Come vedete l’imbarazzo è giustificato e ci ha accompagnato sin dall’inizio del post, dove abbiamo fatto notare che Ναζαρέτ e Ἱεροσάλημα sono due simboli diversi che indicano rispettivamente la vita nascosta e la vita pubblica di Gesù e forse è lì che dobbiamo guardare per capire perchè la Scrittura non voglia o non possa essere precisa come vorremmo.

 

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