Ἱεροσάλημα, la forma alternativa della storia

gerusalem-580x348Gli anni della dinastia davidica, secondo questo blog, furono 484 e 6 mesi (vedi tabella). Quei sei mesi rendono difficile approssimare, perchè o lo fai per difetto e divengono 484 anni; o lo fai per eccesso e divengono 485 anni.

Di per sè il tutto apparirebbe come la più classica questione di lana caprina, quasi una pignoleria antipatica, ma tutto cambia quando entra in gioco il calcolo ghematrico, sempre preciso e scevro da approssimazioni.

Ecco allora che, per avere la certezza di quale anno si tratta o per avere, magari, la certezza che l’ambiguità dovuta a quei 6 mesi è inevitabile, intervengono fattori apparentemente esterni, quali appunto il calcolo ghematrico di parole chiave, in questo caso due sostantivi perfettamente connaturati con l’oggetto del post: le sorti di Giuda (quali ad esempio la durata della dinastia e la durata del suo esilio) e il ruolo (simbolo) di Gerusalemme.

Per spiegare il primo caso è sufficiente richiamare un post già scritto, quello cioè sul nome proprio di Ἰούδα presentato certamente in una sua variante minoritaria della LII, ma tuttavia quella corretta, perchè il valore ghematrico di Ἰούδα è 485, a fronte dei 484 e sei mesi che il blog calcola come durata della dinastia davidica.

Nel secondo caso dobbiamo affrontare un problema nuovo che però non mi è sconosciuto, poiche alla luce della mia piccola esperienza ho sempre pensato che, dal momento che la lettura ghematrica solitamente si nasconde dietro termini chiave della Scrittura, Ἱεροσάλημα  (Gerusalemme) non potesse costituire un’eccezione avendo un ruolo semplicemente insostituibile nella storia di Giuda e nella lettura simbolica.

Certo di questo, mi pare che a suo tempo feci una ricerca a tappeto nel greco neo-testamentario, ma non saltò fuori nulla e questo, alla luce di quanto sto per scrivere, mi genera qualche sospetto sulla loro originalità, perchè se le Scritture sono ispirate, dovrebberlo essere in toto, e non a singhiozzo, affidando il tutto alla fantasia del lettore, costretto a trovare rifugio in qualche forma alternativa e magari minoritaria, come Ἱεροσάλημα.

Alcuni di voi, ben ferrati nelle Scritture greche, avranno già notato la variante che abbiamo scelta per il nome proprio di Gerusalemme. Essa è indicata dai dizionari (io ho consultato questo) come forma alternativa e dunque non principale. Infatti nelle precedenti ricerche le lettura ghematrica rimaneva muta.

Tutt’altra cosa è se assumiamo Ἱεροσάλημα perchè il suo valore ghematrico è di assoluto rilievo, direi fondamentale sia per quella storia di Giuda di cui dicevamo; sia per il simbolismo che evoca. Infatti, riguardo al primo aspetto, il 465 a.C. (come sempre abbiamo introdotto il valore ghematrico in un calendario, in una cronologia)  fu l’anno che segnò l’avverarsi della profezia di Ezechiele  sui 40 anni di esilio di Giuda (cfr. Ez 4,6) perchè, fermo restando che si assuma la cronologia di questo blog, esso iniziò nel 505/4 a.C. per cui 40 anni dopo ci fu la sua fine, cioè nel 464/5.

Vi prego di notare che esso non è solo il frutto di una semplice sottrazione, perchè il tutto si cala in una struttura cronologica complessa, lunga almeno 1500 anni, che vuole, ad esempio, che quel 464/5 sia anche il settimo anno di regno di Artaserse, cioè quando rientra Esdra con il compito, affidato da Artaserse stesso, di ricostruire il tempio (Esd. 7,7-8) e questo ci obbliga ad avere chiare almeno due cose:

1 Il primo anno di regno di Artaserse, che storicamente sembra abbia iniziato a regnare nel 465 a.C., ma è sbagliato, perchè come ho sempre scritto tale anno fu il 471 a.C. tanto che nella cronologia di questo blog risulta essere una data fondamentale, crocevia di numerosi altri calcoli quali, come vedremo al punto 2, l’intera cronologia del secondo tempio. E’ solo assumendo il 471 a.C. che non solo ci viene incontro la lettura ghematrica, ma anche la profezia, perchè automaticamente il settimo anno di regno diviene il 465/4 a.C. che segnò sia la fine dei 40 anni di esilio di Giuda (iniziato come abbiamo detto nel 505/ a.C.); sia la ricostruzione del tempio simbolo stesso di un intero popolo e della sua rinascita. E veniamo così al punto 2

2 Il Libro di Esdra ci dice che nel settimo anno di regno di Artaserse rientrarono a Gerusalemme, assieme a Esdra stesso, i leviti (Esd 7,7-8) con l’ordine di ricostruire il tempio distrutto da Nabucodonosor. Dunque è proprio grazie a quel settimo anno che è possibile ricostruire tutta la cronologia del secondo tempio, sebbene integrandola con la nota di Gv 2,20 il quale ci dice che occorsero 46 anni per la sua ricostruzione.

Non è il caso adesso di ripetere quanto a suo tempo scritto circa la nota giovannea (si veda qui), quanto di riportare il calcolo che con quel settimo anno è possibile fare, tanto che vogliamo subito mostrare che tolti i 46 ani al 465/4 a.C. cadiamo nel 419/8 a.C. che non solo fu storicamente il “sesto anno di Dario”, come vuole Esd 6,15 per datare la fine dei lavori al tempio, ma ci permette anche di avvalorare un’intera cronologia che sin dall’esilio del 505/4 a.C. segnava, rispetto a quella storica, uno scarto di 81 anni, se storicamente l’esilio iniziò nel 586 a.C.

Il fatto dunque di avere rintracciato un 419/8 a.C. ci permette di provare che fu sì il “sesto di Dario” l’anno della fine dei lavori, ma di Dario secondo, non primo e questo non solo giustifica il gap cronologico, ma allinea tutta quanta una cronologia biblica perfettamente alternativa a quella storica, la quale cronologia ha trovato, oltre che nei calcoli, proprio nella storia la sua conferma, perchè il 419/8 a.C. fu esattamente il “sesto anno di Dario” sebbene secondo.

A tutto questo aggiungo una semplice ma interessante nota che ben si adatta ala contesto (Giuda e Gerusalemme): 419 è anche la Ghematria di Davide (Δαυίδ) e questo rende a nostro parere ancora più difficile parlare di caso, perchè fu il re di quello stesso regno di Giuda che aveva per capitale Gerusalemme e così il gioco ghematrico, a a nostro parere, da interessante diviene sorprendente.

Ecco allora che Ἱεροσάλημα non solo è la dizione corretta, sebbene forma alternativa, ma diviene pure, grazie al calcolo ghematrico, storia e simbolo di un intero popolo, se Giuda (Ἰούδα), Gerusalemme (Ἱεροσάλημα) Davide (Δαυίδ) sono sufficienti a riassumerli e ad avvalorare una cronologia biblica data per dispersa -se non mai esistita- quando essa altro non potrà mai essere che la fedele testimonianza di Gesù, come del resto conferma la lettura ghematrica di Ἀντιπᾶς, il fedele testimone, metafora della verità, che indica, con il suo 448, il 448 a.C. anno della “parola” ( Dn 9,25) e della profezia: la prima uscita dalla bocca di Artaserse circa la ricostruzione di Gerusalemme; la seconda dalle visioni di Ezechiele che segna 190 anni per l’esilio di Israele (Ez 4,5), quando quella stessa fedele testimonianza (cronologia) lo fa iniziare nel 638 a.C.

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