Il lago di Tiberiade e una sua insenatura scritturale dove gettare le reti

fiordoIl capitolo 21 di Giovanni contiene non a caso l’episodio della pesca miracolosa, perchè è veramente ricchissimo di spunti, i quali non sempre sono colti a una prima o una seconda lettura, ma bisogna affidarsi alla riflessione e all’ispirazione del momento per poterli cogliere.

Il lago di Tiberiade, nella sua accezione simbolica, ha certamente dei confini, i quali però s’insinuano anche nel resto della Scrittura, la cui conoscenza, nel mio caso sommaria, è sempre garanzia di una pesca fruttuosa.

Ecco allora che compare ai nostri occhi quasi un’insenatura scritturale dove gettare la rete e catturare l’ennesima nota ghematrica, che ben si presta ad essere inserita in un contesto che vede la misura tra la barca degli apostoli e Gesù il suo leitmotive.

Abbiamo visto qui e nel post precedente che quei 200 cubiti che separano i protagonisti, non sono una misura data a occhio, ma hanno la funzione di riassumere la distanza che separa gli apostoli da Gesù, che si svela ai loro occhi grazie al pescato.

La nota sulla distanza, quei 200 cubiti, ha a mio parere la stessa funzione, perchè 200 cubiti equivalgono, lo abbiamo visto qui, a 8887,5 cm quando 888 è la ghemtria di Ιεσουσ (Gesù).

Un’obiezione che potrebbe essere sollevata potrebbe riguardare l’unità di misura che abbiamo adottato per il calcolo, cioè il cubito romano e non quello ebraico che misurava 44,45 cm, per cui 200 cubiti misuravano 8890 cm.

In questo caso non compare 888, per cui uno potrebbe dubitare che nel caso del cubito romano si tratti solo di una coincidenza. Tuttavia bisogna, prima di esprimere un giudizio, osservare bene la cifra e notare che il numero si compone di 88 e 90, quando 88 è un chiaro richiamo al numero che emerge dal cubito romano, cioè 888; mentre 90 non è immediatamente comprensibile e necessità di addentrarsi nella Scrittura.

Infatti, a titolo di esempio, è con la lezione che ci dà Apocalisse che è possibile interpretarlo, cioè alla luce della ghematria, la quale ci dice che 90 è il valore ghematrico di θεός (Dio). Tutto ciò è perfettamente in sintonia con quanto scrivevamo in apertura, cioè che i 200 cubiti di distanza tra la barca e gli apostoli disvelano, assieme alla pesca miracolosa, Dio, cioè Gesù.

La location del post, una simbolica insenatura scritturale, ci permette anche di parlare di messaggio ai naviganti, cioè coloro che gettano ancora reti tessute secondo il cubito ebraico, convinti di avere, nonostante il lago sia lo stesso, un pescato diverso.

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