Isaia 7,10-14 una polemica senza fine?

ezechiaIl post che sto per scrivere nasce dalla frequentazione di un forum cattolico dal quale, sebbene i molti amici, me ne sono andato in aperta polemica con la moderazione che in un solo caso riuscivo ad apprezzare.

Lì si scrive, proprio oggi, che la prossima domenica le letture proporranno Isaia 7,10-14, brano messianico per eccellenza, ma di una complessità tale che da sola giustifica due millenni di polemiche, perchè riassume -se possibile- tutta la diversità cattolica ed ebrea . Inoltrarsi dunque in quella polemica, significherebbe andare incontro a strafalcioni sicuri, perchè le competenze che richiede sono enormi.

Tuttavia, sull’onda della presunzione, proporremo il nostro parere sulla questione, interrogandoci su chi in realtà Isaia indichi, cioè se Gesù o Ezechia (tertium non datur). Il nostro metodo d’indagine va oltre l’inesplicabile mondo della lettera che nel passo citato raggiunge la sua sublimazione, per addentrarci di nuovo nel numero, in quella (pseudo) scienza che è la ghematria, la quale a volte, come vedrete, semplicemente sorprende.

Come potrebbe mai, vi chiederete, la ghematria venire a capo di una controversia semplicemente insanabile? Laddove fior fiore di studiosi, santi, rabbini e quant’altri vi passino in mente hanno fallito nel raggiungere una soluzione condivisa, possibile che la semplice lettura ghematrica possa far luce?

Tutte domande circa le quali non ho risposta, per cui mi affido ai fatti, alla lettura ghematrica del nome proprio greco di Ἐμμανουήλ (Emmanuele) proposto da Mt 1,23 il quale cita direttamente Is 7,14. Ἐμμανουήλ  ha un valore di 644 che nel calendario o nella storia ebraica, intendo la sua accezione cristiana di a.C./d.C., si colloca nel 644 a.C., per cui non rimane che vedere se in quell’anno successe qualcosa.

In particolare vogliamo sapere se quell’oracolo parlò di Gesù o di Ezechia, perchè altri non sono minimamente accennati o tirati in causa dall’oracolo. Dunque è in Gesù o in Ezechia la risposta e lì e solo lì la dobbiamo cercare.

Stando alla cronologia ufficiale,  non otteniamo niente, perchè assumendo le cronologie dei Re attualmente più citate (Albright; Thiele e Galil) il 644 a.C. segna la fine imminente del regno di Manasse e dunque non solo non ha nessun legame con Ezechia, ma neppure con Gesù perchè la profezia si colloca ai tempi di Acaz

Questo però non significa che la lettura ghematrica abbia fallito perchè, permettetemi la presunzione, c’è anche la cronologia dei Re proposta da questo blog e riassunta in questa tabella, la quale più e più volte ha colto nel segno.Non rimane quindi che guardare lì e vedere  che quel 644 a.C., emerso dalla lettura ghematrica di Ἐμμανουήλ, fu proprio il primo anno di regno, lo ripeto, il primo anno di regno (quello cioè che simbolicamente riassume tutto il passo isaiano) non di un re qualsiasi ma proprio di Ezechia, come vuole assolutamente il senso dei versetti citati i quali, è bene ricordarlo, sono controversi perchè delle due l’una:o è Gesù colui di cui si parla; o è Ezechia.

Vista la complessità del passo, lascio le conclusioni agli altri, i quali sapranno certamente far tesoro o ignorare quello che talvolta il caso o la Sapienza propongono quasi per gioco, come a voler spazzare via con la ramazza della semplicità due millenni di polemiche.

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