Ezechiele e Giovanni, la porta come simbolo di abominio o di santità

porta-delle-pecoreAbbiamo visto che il capitolo 10 di Giovanni riesce a collocare esattamente l’anno di nascita di Mosè nel 1485 a.C. Questo sarebbe già di per sè motivo d’interesse, perchè la chiave di lettura  che permette tutto ciò era finora sconosciuta e dai più (forse tutti) considerata pseudoscienza. Tuttavia la Scrittura da sempre si qualifica come Sacra, per cui mi pare ovvio aspettarsi qualche sorpresa, nel senso che va oltre i nostri giudizi e i nostri criteri d’indagine.

Vorrei proporvi allora un’altra delle sorprese che essa ci riserva se non ne vincoliamo lo studio ai nostri parametri, in particolare se non limitiamo la Sapienza nei limiti talvolta angusti della scienza. Il passo di Giovanni che esamineremo ha radici profonde che affondano in Ezechiele, nel profeta cioè che per primo ha scritto un capitolo dedicato alle porte dell’abominio.

Sì perchè il capitolo 8 del suo libro così lo potremmo sintetizzare, poichè leggiamo

1 Nell’anno sesto, nel sesto mese, il cinque del mese, mentre mi trovavo in casa e dinanzi a me sedevano gli anziani di Giuda, la mano del Signore Dio si posò su di me2e vidi qualcosa dall’aspetto d’uomo: da ciò che sembravano i suoi fianchi in giù, appariva come di fuoco e dai fianchi in su appariva come uno splendore simile al metallo incandescente. 3Stese come una mano e mi afferrò per una ciocca di capelli: uno spirito mi sollevò fra terra e cielo e in visioni divine mi portò a Gerusalemme, all’ingresso della porta interna, che guarda a settentrione, dove era collocato l’idolo della gelosia, che provoca gelosia. 4Ed ecco, là era la gloria del Dio d’Israele, simile a quella che avevo visto nella valle. 5Mi disse: “Figlio dell’uomo, alza gli occhi verso settentrione!”. Ed ecco, a settentrione della porta dell’altare l’idolo della gelosia, proprio all’ingresso. 6Mi disse: “Figlio dell’uomo, vedi che cosa fanno costoro? Guarda i grandi abomini che la casa d’Israele commette qui per allontanarmi dal mio santuario! Ne vedrai altri ancora peggiori”. 7Mi condusse allora all’ingresso del cortile e vidi un foro nella parete. 8Mi disse: “Figlio dell’uomo, sfonda la parete”. Sfondai la parete, ed ecco apparve una porta. 9Mi disse: “Entra e osserva gli abomini malvagi che commettono costoro”. 10Io entrai e vidi ogni sorta di rettili e di animali obbrobriosi e tutti gli idoli della casa d’Israele raffigurati intorno alle pareti. 11Settanta anziani della casa d’Israele, fra i quali vi era Iaazania, figlio di Safan, ritto in mezzo a loro, stavano davanti ad essi, ciascuno con il turibolo in mano, mentre il profumo saliva in nubi d’incenso. 12Mi disse: “Hai visto, figlio dell’uomo, quello che fanno gli anziani della casa d’Israele nelle tenebre, ciascuno nella stanza recondita del proprio idolo? Vanno dicendo: “Il Signore non ci vede, il Signore ha abbandonato il paese””.
13Poi mi disse: “Vedrai che si commettono abomini peggiori di questi”. 14Mi condusse all’ingresso della porta del tempio del Signore che guarda a settentrione e vidi donne sedute che piangevano Tammuz. 15Mi disse: “Hai visto, figlio dell’uomo? Vedrai abomini peggiori di questi”. 16Mi condusse nel cortile interno del tempio del Signore; ed ecco, all’ingresso dell’aula del tempio, fra il vestibolo e l’altare, circa venticinque uomini, con le spalle voltate al tempio e la faccia a oriente che, prostrati, adoravano il sole. 17Mi disse: “Hai visto, figlio dell’uomo? Come se non bastasse per quelli della casa di Giuda commettere simili abomini in questo luogo, hanno anche riempito il paese di violenze, per provocare la mia collera. Eccoli, vedi, che si portano il ramoscello sacro alle narici. 18Ebbene, anch’io agirò con furore. Il mio occhio non avrà pietà e non avrò compassione: manderanno alte grida ai miei orecchi, ma non li ascolterò”.

Come si capisce al volo, il rapimento in spirito del profeta ha lo scopo di mostrare cosa accade alle porte e agli ingressi del tempio e di Gerusalemme, porte e ingressi ormai preda degli idoli, cioè profanati.

L’altra cosa importante da notare è che il passo è precisamente datato da Ezechiele, il quale lo colloca nel sesto anno di Sedecia. Penso che quasi unanimemente tale anno sia riconosciuto nel 592 a.C., ma forse sarebbe più corretto indicare il 510 a.C., come vorrebbe la nostra cronologia di 1-2 Re, qui riassunta.

Affermo questo perchè, come abbiamo introdotto all’inizio del post, è il capitolo 10 di Giovanni, letto nuovamente nella sua chiave ghematrica, che indica tale anno, perchè quello è il capitolo certamente del buon pastore, ma anche della porta santa, cioè Cristo, e questo crea un parallelismo con le porte dell’abominio descritte da Ezechiele.

Il termine che Giovanni usa in 10,7 per indicare se stesso come “porta delle pecore”, cioè porta santa, è θύρα ed ha un valore ghematrico di 510, che nel calendario ebraico credo potrebbe indicare proprio quel 510 a.C. come sesto anno di regno di Sedecia (lo abbiamo visto poco sopra linkando la tabella dei re di Giuda)e anno a cui risale il rapimento in spirito di Ezechiele.

Il netto contrasto tra le porte dell’abominio descritte dal profeta e la porta santa di Giovanni tra l’altro ha la sua perfetta cornice in Gv 10,8 in cui appunto leggiamo che “Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti”, ladri e briganti che ben si accompagnano con gli idoli e gli abomini descritti da Ezechiele.

Detto questo, mi pare ovvio concludere che  l’esatta sequenza dei regni di Giuda e Israele sia quella descritta da questo blog, che non a caso riesce a dare ragione di 2Re 15,35, dove leggiamo che Jotam costruì la porta superiore del tempio. In quella che potrebbe apparire come una semplice nota di cronaca confluiscono, lo abbiamo visto qui, due calendari (quello sabbatico e quello giubilare); una cronologia particolare (quella di 1-2 Re); una cronologia generale e una cronaca, tutti elementi che confluisco in un unico anno, cioè il 668 a.C. come sesto anno di regno di Jotam.

Non fa meraviglia, dunque, che altre porte, le une dell’abominio, l’altra santa, trovino la loro collocazione cronologica con precisione grazie a un profeta e un evangelista che hanno voluto indicarci esattamente dove e come guardare.

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