No, la camicia con la pin-up no!

massimoCome quel coglionazzo di scienziato (Matt taylor, questo è il suo nome) che dopo un ottimo lavoro si presentò al mondo accademico con la camicia raffigurante una pin-up, rimanendo sulle “scatole” a tutti i suoi colleghi, abbandono per un attimo il numero per dedicarmi alla lettera, al commento di un passo a me caro, che dall’alto dei miei ormai cinquantuno anni posso forse in qualche maniera comprendere, se la mia esperienza è tale e se ventuno anni di ricerche possano mai essere sufficienti per dare consigli.

I Padri della Chiesa ben sapevano distinguere tra la gloria del mondo (vanagloria) e la gloria di Dio. Ora, non so se mai qualcuno di loro abbia affrontato l’argomento come ho intenzione di affrontarlo io (conosco poco la patristica), ma un’eco di quanto sto per scrivere la troviamo però in un grande classico della spiritualità cristiana: L’imitazione di Cristo di autore ancora ignoto (i grandi non sono come me: amano nascondersi).

Lì possiamo leggere (non ricordo in quale capitolo, ma non ha importanza) che “molti Lo  seguono [seguono Cristo, ndr] fino allo spezzare il pane (della conoscenza, aggiungo io);” ma quasi tutti fuggono quando si tratta di bere il calice, il calice della passione. Parole sacrosante. Tuttavia è proprio il calice della passione il viatico per la gloria di Dio. E’ Gesù stesso che ce lo dice in Mc 10,35.

Lì leggiamo, infatti, che Giovanni e Giacomo chiedono al Signore di poter sedere l’uno alla Sua destra; l’altro alla Sua sinistra. Ma cosa è la destra e la sinistra di Gesù se non la gloria stessa del Cristo, cioè la gloria di Dio? Cosa hanno chiesto in fondo se non di renderli partecipi di tale gloria?

Bene, quale fu la risposta di Gesù? Disse loro che si dovevano ben preparare, che dovevano studiare molto? Chiese loro la conoscenza mnemonica delle Scritture? Fu questa la Sua risposta? No, Gesù, rispondendo a una domanda con un’altra domanda, chiese se entrambi sarebbero stati capaci di bere quello stesso calice che Egli avrebbe bevuto, lo stesso identico calice della passione, la quale riassume, in un unica parola, molte cose e non sempre piacevoli: disprezzo, infamia, menzogna, rovina, scherno, violenza, tradimento, dolore, calunnia, tortura, incomprensione, solitudine e quant’altro vi passa in mente, perchè quel calice è ampio e profondo e deve essere bevuto fino all’ultima amarissima goccia.

Ecco questo chiese Gesù a Giovanni e Giacomo. Immaginarsi allora degli intellettuali di Gesù, per quanto operosi e zelanti, è molto distante dalla realtà, perchè essa è ben diversa. Immaginarsi degli intellettuali di Gesù significa seguirLo fino allo spezzare il pane della conoscenza, per poi immancabilmente fuggire a gambe levate al momento della passione se non addirittura rinnegarLo quando ci viene offerto il calice traboccante.

Anzi vi dirò che a mio parere se c’è una categoria di persone di cui Gesù dubita -intendo dire che non sa di preciso cosa farsene- sono proprio gli intellettuali,  i quali hanno un modo tutto loro di soffrire, perchè spesso un cattivo caffè è per loro motivo di tormento, quando Gesù ha conosciuto il tormento della croce, cioè il supplicium taeterrimum (Cicerone).

Eh sì, i sogni di gloria si dice che svaniscano all’alba, mentre quelli della gloria di Dio sembra si materializzino tra gli ulivi, meglio se di notte e magari con il bacio di un amico, perchè satana è entrato in lui. Ops, scusate ho parlato del diavolo, non è corretto e tra l’altro nessuno ci crede più, in particolare gli intellettuali di Gesù il quale, secondo loro, ha certamente confuso lo spirito del male con una sindrome.

Mi dispiace deluderli, ma se casomai avessero intenzione di tentare la sorte, di accedere cioè alla gloria di Dio, è proprio con lui che dovranno fare i conti: con il diavolo in persona, se le cose gli si mettono male; altrimenti manderà contro di loro i suoi accoliti o una torma di utili idioti (Dio santo, sapeste quanti ce ne sono!).  

Va da sè che tutto questo è compensato dalla entusiasmante vita della prima linea, mentre l’alternativa è una noiosissima vita di caserma a parlar di guerre mai combattute e a pavoneggiarsi al circolo ufficiali con medaglie di plastica vinte all’ennesimo torneo di scacchi.

Vorrei dire altro ma lo rimando a un secondo momento certo che già questo sia sufficiente a sgombrare il campo da idee fuorvianti e a far sì che ,magari, i giovani si affascinino alla cara vecchia leva…cristiana

Dunque, ricapitolando:

Fortificatevi nel Signore e nella forza della sua potenza. Rivestitevi della completa armatura di Dio, affinché possiate stare saldi contro le insidie del diavolo; il nostro combattimento infatti non è contro sangue e carne, ma contro i principati, contro le potenze, contro i dominatori di questo mondo di tenebre, contro le forze spirituali della malvagità, che sono nei luoghi celesti. Perciò prendete la completa armatura di Dio, affinché possiate resistere nel giorno malvagio, e restare in piedi dopo aver compiuto tutto il vostro dovere. State dunque saldi: prendete la verità per cintura dei vostri fianchi; rivestitevi della corazza della giustizia; mettete come calzature ai vostri piedi lo zelo dato dal vangelo della pace; prendete oltre a tutto ciò lo scudo della fede, con il quale potrete spegnere tutti i dardi infocati del maligno. Prendete anche l’elmo della salvezza e la spada dello Spirito, che è la parola di Dio; pregate in ogni tempo, per mezzo dello Spirito, con ogni preghiera e supplica; vegliate a questo scopo con ogni perseveranza. Pregate per tutti i santi. (Ef 6,10-18)

Ps: la foto, sebbene perfettamente in sintonia con Efesini 6, potrebbe ricevere un giudizio addirittura peggiore di quello che ha ricevuto la camicia con la pin-up durante una serata di gala, ma sappiate che ho conosciuto, dopo una sbronza solenne solo parzialmente smaltita sul divano, dapprima il finale, mentre il film completo l’ho invece amato -e lo amo tuttora-da sobrio, perchè c’è tutto, tutto quello che c’è da sapere. Guardatelo, interpretandolo alla luce dello spirito.

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