L’Apocalisse in gioco

paccoIn queste festività natalizie cosa c’è di meglio che proporre un gioco che allieti le veglie? Non sono forse le notti preda dei giochi dei bambini e dei camini accesi? Allora aggiungo ai tradizionali passatempo natalizi quello che credo sia un gioco affascinante, cosciente che, sebbene le premesse siano assolutamente promettenti, sia all’oscuro dell’esito (altrimenti che gioco sarebbe?).

Il kit ce l’offre il post precedente, in cui si mostrano le sette chiese di Apocalisse accompagnate dai paesi di riferimento e dagli spiriti che contraddistinguono le chiese stesse i quali, mi pare di poter dire, sono ben lungi dall’essere semplice dossologia.

Lì abbiamo visto che:

Efeso: Ebrei, potenza

Smirne: Russia, ricchezza

Pergamo: Italia, sapienza

Tiatira: Germania, forza

Sardi: Inghilterra, gloria

Filadelfia: Francia, onore

Laodicea: Spagna, lode

Ma non è tutto, perchè in Apocalisse 14,7 sono nominati anche gli elementi naturali, cioè:

Cielo

Mare

Fonti delle acque

Inferi

Terra

Questo ci permette di aggiungere un altro elemento alla prima scaletta che diviene:

Efeso: Ebrei, potenza, cielo

Smirne: Russia, ricchezza, mare

Pergamo: Italia, sapienza, fonti delle acque (terra)

Tiatira: Germania, forza, terra

Sardi: Inghilterra, gloria, inferi

Filadelfia: Francia, onore, terra

Laodicea: Spagna, lode, terra

Se a prima vista l’ordine potrebbe essere casuale, vi prego di considerarlo attentamente e notare, ad esempio, che Apocalisse cita quattro angoli della terra (Ap 7,1), come quattro risultano essere, appunto le chiese della terra.

Altri elementi di “ordine” si ricavano da Efeso nella cui lettera leggiamo (forse sarebbe meglio dire traduciamo, ma non sottiliziamo, che è un gioco) “ricorda da dove sei caduto” (Ap. 2,5) e questo richiama il cielo, elemento naturale che accompagna quella chiesa.

Inoltre abbiamo Pergamo, fonti delle acque, cioè le acque simbolo della sapienza, cioè lo spirito di Pergamo, che è la terza chiesa, quella stessa su cui, non a caso, il terzo angelo versa la sua coppa sui fiumi (vedi Ap. 16, 4 ma anche 8,10 che segue la stessa logica e forse la illustra addirittura meglio) i quali, mi pare ovvio dirlo, hanno tutti la loro fonte.

Infine abbiamo Sardi, cioè gli inferi e la loro gloria, la cui conquista vince la morte, quella stessa morte simboleggiata, appunto, dagli inferi.

Potrei dilungarmi (prendete in attenta considerazione anche Ap. 8,8), ma adesso è solo importante darvi l’abbrivio, le regole basilari del gioco che sto per proporre e di cui, lo ripeto, conosco solo le premesse, ma ignoro la conclusione. Tale gioco s’ispira proprio ad Apocalisse e ai “quattro angoli della terra” citati in 7,1.

Adesso munitevi di ciò che non ho io, cioè una bella e grande cartina; qualcosa per calcolare i km in linea d’aria e una buona dose di pazienza perchè dovete rintracciare proprio i quattro angoli. Io vi faciliterò il compito, indicandovi i primi due che sono:

Bologna,  che se letto a rovescio diviene angoloB

Catalogna, che se sempre letto a rovescio diviene angolataC

Se il primo è semplicemente evidente, il secondo lo è meno per cui bisogna investigare e magari scoprire che in Catalogna c’è il monastero di Montserrat e il santuario della Madre di Dio, donato nell’888 , quando 888 è, appunto, la ghematria di Ιησουσ (Gesù, vedi qui).

Se tutto questo è sensato, voi adesso avrete un lato di quello che verosimilmente comporrà un quadrato (se si trattasse di un rettangolo il gioco si complicherebbe non poco) per cui, avendo gli strumenti adatti e sopra accennati, sarà un gioco da ragazzi ricomporre la figura geometrica di riferimento, in particolare i suoi angoli mancanti, cioè l’A e il D che dovrebbero collocarsi, rispettivamente, in Germania e in Francia.

Se il gioco vi vedrà vincitori e giungerete alla soluzione, la vostra gioia e il vostro stupore saranno i miei, perchè non potete immaginare quanto mi sia dispiaciuto e mi dispiaccia non poter giocare di persona e rimanere spettatore.

L’immancabile lettera di Natale su carta bianca

Molte sarebbero le cose da dire, anzi moltissime. La gente tuttavia è intelligente, preparata e capisce al volo, forse meglio e prima di me. Eppoi, perchè dilungarsi? Sono solo letterine di Natale, degli auguri e allora è sufficiente soltanto l’indirizzo, perchè quelle lettere sono già state scritte ed eccole qua, con un’unica nota di corredo, tratta da Ap. 5,12 dove sono descritti gli spiriti che animano le sette chiese, quelle stesse che hanno illuminato il mondo.

Efeso: Ebrei, potenza

Smirne: Russia, ricchezza

Pergamo: Italia, sapienza

Tiatira: Germania, forza

Sardi: Inghilterra, gloria

Filadelfia: Francia, onore

Laodicea: Spagna, lode

 

 

Isaia 7,10-14 una polemica senza fine?

ezechiaIl post che sto per scrivere nasce dalla frequentazione di un forum cattolico dal quale, sebbene i molti amici, me ne sono andato in aperta polemica con la moderazione che in un solo caso riuscivo ad apprezzare.

Lì si scrive, proprio oggi, che la prossima domenica le letture proporranno Isaia 7,10-14, brano messianico per eccellenza, ma di una complessità tale che da sola giustifica due millenni di polemiche, perchè riassume -se possibile- tutta la diversità cattolica ed ebrea . Inoltrarsi dunque in quella polemica, significherebbe andare incontro a strafalcioni sicuri, perchè le competenze che richiede sono enormi.

Tuttavia, sull’onda della presunzione, proporremo il nostro parere sulla questione, interrogandoci su chi in realtà Isaia indichi, cioè se Gesù o Ezechia (tertium non datur). Il nostro metodo d’indagine va oltre l’inesplicabile mondo della lettera che nel passo citato raggiunge la sua sublimazione, per addentrarci di nuovo nel numero, in quella (pseudo) scienza che è la ghematria, la quale a volte, come vedrete, semplicemente sorprende.

Come potrebbe mai, vi chiederete, la ghematria venire a capo di una controversia semplicemente insanabile? Laddove fior fiore di studiosi, santi, rabbini e quant’altri vi passino in mente hanno fallito nel raggiungere una soluzione condivisa, possibile che la semplice lettura ghematrica possa far luce?

Tutte domande circa le quali non ho risposta, per cui mi affido ai fatti, alla lettura ghematrica del nome proprio greco di Ἐμμανουήλ (Emmanuele) proposto da Mt 1,23 il quale cita direttamente Is 7,14. Ἐμμανουήλ  ha un valore di 644 che nel calendario o nella storia ebraica, intendo la sua accezione cristiana di a.C./d.C., si colloca nel 644 a.C., per cui non rimane che vedere se in quell’anno successe qualcosa.

In particolare vogliamo sapere se quell’oracolo parlò di Gesù o di Ezechia, perchè altri non sono minimamente accennati o tirati in causa dall’oracolo. Dunque è in Gesù o in Ezechia la risposta e lì e solo lì la dobbiamo cercare.

Stando alla cronologia ufficiale,  non otteniamo niente, perchè assumendo le cronologie dei Re attualmente più citate (Albright; Thiele e Galil) il 644 a.C. segna la fine imminente del regno di Manasse e dunque non solo non ha nessun legame con Ezechia, ma neppure con Gesù perchè la profezia si colloca ai tempi di Acaz

Questo però non significa che la lettura ghematrica abbia fallito perchè, permettetemi la presunzione, c’è anche la cronologia dei Re proposta da questo blog e riassunta in questa tabella, la quale più e più volte ha colto nel segno.Non rimane quindi che guardare lì e vedere  che quel 644 a.C., emerso dalla lettura ghematrica di Ἐμμανουήλ, fu proprio il primo anno di regno, lo ripeto, il primo anno di regno (quello cioè che simbolicamente riassume tutto il passo isaiano) non di un re qualsiasi ma proprio di Ezechia, come vuole assolutamente il senso dei versetti citati i quali, è bene ricordarlo, sono controversi perchè delle due l’una:o è Gesù colui di cui si parla; o è Ezechia.

Vista la complessità del passo, lascio le conclusioni agli altri, i quali sapranno certamente far tesoro o ignorare quello che talvolta il caso o la Sapienza propongono quasi per gioco, come a voler spazzare via con la ramazza della semplicità due millenni di polemiche.

Una tunica sulla scena del crimine

tunicaRicostruire la cronologia biblica originale, quella cioè esistente prima delle pesanti manipolazioni del testo e della storia, è una sorta di gioco, tant’è che la sintesi (per la verità ormai abbondantemente superata) che a suo tempo feci del mio lavoro porta il titolo La cronologia di Dio. Quando la Bibbia gioca con i numeri.

L’idea di fondo della ricerca  s’ispira infatti al puzzle, gioco in cui si deve, tessera dopo tessera, ricostruire l’originale proposto alla rinfusa. Gli elementi che compongono il gioco sono tre: la cornice, lo sfondo e i personaggi. Ovvio che le tessere appartengano all’uno o agli altri.

In teoria nei puzzles esistono tessere importanti e meno importanti, se stiamo al focus dell’immagine, ma in fondo tutte hanno la loro importanza, tanto che il gioco si può considerare concluso solo quando tutte quante le tessere hanno trovato collocazione nella cornice.

Con questo post ci occuperemo di una tessera che compone lo sfondo. In apparenza poco importante, essa però permette la comprensione degli elementi centrali o in ogni caso li colloca in una scena.

Un’altra breve premessa è però importante. Riguarda un altro post in cui facevo notare, dopo quello dedicato alla costruzione della porta superiore del tempio, che secondo noi costituisce la prova materiale dell’attendibilità della cronologia  offerta dal blog, oltre che dell’evidente falso storico legato alla figura di Ciro, nonchè della sistematica falsificazione del tessuto storico-cronologco biblico, dove facevo notare, dicevamo, la curiosa coincidenza che vuole la numerazione del versetto di 2Re perfettamente coincidente con gli estremi dell’anagrafe di Gesù (il deuteronomista scrive della costruzione della porta in 15,35, quando il blog pone in quelle stesse cifre l’anagrafe di Gesù, nato il 15 a.C. e morto nel 35 d.C.).

Non che tutto ciò provi qualcosa, ma è curioso che la numerazione del versetto che ha dato origine alla prova materiale di tutta una ricostruzione cronologica offerta presenti le stesse cifre che riassumono l’anagrafe del protagonista di quella cronologia, quasi a voler dire che, in quell’ipotetico “Testamento”, oltre ai numeri, oltre ai calcoli Qualcuno, in calce, ha voluto apporre la propria firma.

Stesso discorso vale per quanto tra poco esamineremo, il quale ha anch’esso una storia curiosa, perchè ho sempre pensato e scritto (potete convincervi con questo post)  che la cronologia di questo blog deve essere considerata e utilizzata nella sua interezza, altrimenti essa perde di senso, perchè le singole parti non sono assolutamente in grado di auto-giustificarsi e da sole sono semplicemente incomprensibili.

Ecco allora che l’immagine che ne ho sempre avuta è quella di una tela, meglio, di una tunica, la tunica di valore perchè “tessuta tutta d’un pezzo”di Gesù (Gv 19,23), che i soldati non si sentono di stracciare, ma tirano a sorte per stabilire chi di loro dovesse, nella sua integrità, divenirne possessore. Tale immagine mi sembra calzante, perchè effettivamente è così e per questo motivo, quasi per gioco,  ho cercato nella ghematria una conferma, quando , lo abbiamo detto, spesso la ghematria (pseudoscienza) credo possa solo individuare le tessere dello sfondo riuscendo, per la verità, a provare ben poco sul piano della ricerca, terreno ormai di assoluto dominio della scienza.

Detto questo, però, non possiamo non far notare la stranezza che Giovanni nel suo Vangelo usi, a proposito della tunica di valore e tessuta “tutta d’un pezzo”, il termine ἄραφος la cui ghematria è 678. Considerando tale cifra come un anno del calendario ebraico o della storia ebraica, quel 678 diviene il 678 a.C. che fu il cinquantesimo anno di regno di Ozia se consideriamo la cronologia dei Re proposta dal blog (vedi qui)

Già così il discorso presenta spunti interessanti, perchè quel cinquantesimo anno rappresenta anche l’età di Gesù al momento della crocefissione, se stiamo all’anagrafe proposta sempre dal blog e di cui Cristo, lo abbiamo già detto, è il protagonista assoluto. Ma possiamo anche notare un’altra coincidenza: quel cinquantesimo anno di regno di Ozia fu anche l’anno dell’unzione di Peckachia, re d’Israele (cfr 2Re 15,23) ucciso dopo solo due anni di regno in una congiura, quella stessa congiura che, stando ai Vangeli, condusse Gesù alla croce quando, è importante ricordarlo, la tunica di valore fu proprio allora tirata a sorte, fu tirata a sorte cioè sotto la croce, culmine cruento della congiura stessa.

Come abbiamo scritto all’inizio, non tutte le tessere hanno uguale importanza in un puzzle, alcune compongono la cornice (le ipotesi di partenza); altre compongono i protagonisti (le prove materiali); altre ancora lo sfondo (gli indizi) che in questo caso, nel caso della tunica, s’identifica con la scena del crimine.

Vieni avanti cretino!

ciboCon il post dedicato alla camicia con la pin-up ho messo in guardia gli aspiranti suicidi, cioè quelli che, ritenendosi ben preparati nelle Scritture, pensano di cogliere i dolcissimi frutti della gloria umana.Adesso credo sia giunto il momento di dare alcune indicazioni, ma poche in verità, certo dell’intelligenza dell’uditorio.Partiamo dal metodo che caratterizza gli studi del blog.

Nella mia poca esperienza in merito, mi sono accorto che spesso il metodo si riduce a una serie di nozioni che spesso giustificano se stesse. Insomma un protocollo per cui il paziente è deceduto, ma l’operazione è riuscita perfettamente.

Credo che potremmo adottarne un altro che si riassume in

  1. Fidati dell’intuizione
  2. Provala con i fatti
  3. Procedi

Il nemico principale del punto numero 2 è la fretta

Il nemico principale del punto numero 3 sono invece le opinioni altrui, anche se qualificate; ma quando vi farete certi delle stronzate che si spacciano per scientifiche, non solo imparerete a fregarvene dell’opinione altrui, ma vi farete anche certi del punto numero 1.

Allo studio e alla ricerca della verità dovrete aggiungere una bella dose di pazienza, perchè faranno di tutto per farvi desistere. Questo tutto sulle prima sarà un cortese muro di gomma; poi passeranno alle maniere forti e se avete scheletri nell’armadio li tireranno fuori, perchè il diavolo sa tutto di voi, tranne quello che accade nella vostra coscienza (in questo senso è sempre bene parlare poco, in ogni caso poco!).

E’ qui che entra in gioco la loro tecnica che principalmente si basa sui 7 vizi capitali, i quali conviene imparare a memoria. Essi saranno la mazza con cui cercheranno di farvi infrangere i Comandamenti e così potervi accusare o anche peggio (con l’ira si finisce in galera o al manicomio, occhio!).

Insomma colpirà proprio lì, lo schema è sempre quello. Attenti allora alla vanità che rimane, come dice Al Pacino ne L’avvocato del diavolo il suo peccato preferito. E’ una buccia di banana terribile, perchè il diavolo spesso ti aspetta all’angolo del riso, del gioco e della spensieratezza.

Un altro vizio capitale da tenere particolarmente d’occhio, non ci credereste, è la gola e sapete perchè? Perchè i Padri della chiesa sostenevano, sulla base dell’osservazione naturale, che il serpente striscia sul ventre. Questo significava per loro che s’insinua attraverso le parti molli, cioè gola e stomaco. Bene attenti adesso:non a caso si parla di appetito sessuale che il diavolo cercherà di stimolare usando la gola.

Se capite che vi stanno tentando attraverso la gola, associando cioè il piacere della gola a quella del sesso, state certi che di mezzo c’è il diavolo perchè la tecnica di Gesù per gli esorcismi è ben altra: digiuno e preghiera (Mt 17,21) e dunque se di mezzo c’è la tentazione della gola con lo scopo di stimolare il vostro naturale appetito sessuale c’è di mezzo il diavolo e non Gesù. Insomma dimmi che tecnica usi e ti dirò chi sei (vi potrei raccontare un aneddoto in cui sono stato trattato come un gatto scemo, ma lasciamo perdere perchè tutto si è concluso con una risata e con la certezza che le trappole riflettono sempre il quoziente intellettivo di chi le escogita e quello è veramente idiota).

Un altro vizio capitale da tenere d’occhio è l’orgoglio perchè apre le porte all’ira. Anche qui l’osservazione della natura è importante, perchè ci permette di capire il motivo per cui il rospo o la rana sono le vittime naturali del serpente. Come mai secondo voi o, meglio, che lezione possiamo trarre da tutto ciò? Cosa fanno i rospi e le rane quando sono attaccati dal serpente? Lo avete mai visto? Si gonfiano, si gonfiano appunto come rospi. Questo significa che quando sarete tentati o attaccati non gonfiatevi d’ira nè d’orgoglio, ma fatevi piccoli e salti lunghi e ben distesi. A volte sarà semplicemente impossibile, ma dovrete fare l’impossibile e rimanere umili, rimandando magari il conto al momento giusto o, come dice S. Paolo, fate posto all’ira di Dio che è addirittura meglio .

Non crediate che tutto ciò vi metta al riparo dai lacci del diavolo, nessuno vi può dare garanzie in merito anche perchè molto dipenderà da voi. Se dovesse capitare, se doveste cioè cadere in qualche laccio, non usate mai la forza per liberarvi, bensì la calma e poche mosse e ben studiate, oltre a una buona dose di preghiera che non a caso recita “fa che non cadiamo nella tentazione, ma liberaci dal maligno”.

Da ultimo ricordate che un peccato è mortale solo quando ci sono la materia grave; la piena vertenza e il deliberato consenso. Vi confido una cosa, sebbene in molti casi ricorra la materia grave (talvolta gravissima) non ce ne ho neanche uno sulla coscienza, neanche uno! Perchè poco importa l’essere stato battezzato, comunicato e cresimato:tutto ciò accade senza coscienza. Le cose cambiano radicalmente quando Dio ti fa la grazia di comprendere la realtà del peccato. E’ allora che le tue azioni mettono a rischio la Sua amicizia.

Ho scritto che al momento non ho peccati mortali sulla coscienza, ma del domani nessuno è padrone. Ben dicevano i Padri del deserto quando ammonivano i discepoli dall’aspettarsi la tentazione fino all’ultimo respiro.

Ps: lascio per ultimo questa nota perchè amarissima: dai figli al canarino, tutto sarà di gioco per il diavolo. E’ fatto così, è stronzo così, per natura.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ento non ho nessun peccato mortale sulla coscienza, ma non so cosa mi riserverà il domani, perchè come dicevano i Padri del deserto, bisogna asettarsi la tentazione fino all’ultimo respiro.