Anche la Sapienza ha il suo copyright

copyrightI due post precedenti, in particolare quello dedicato alla costruzione della porta superiore del tempio, credo siano la prova che il percorso cronologico che contraddistingue questo blog è valido.

Affermiamo questo perchè riteniamo impossibile che due calendari (quello sabbatico e quello giubilare); una cronologia particolare (quella di 1-2 Re proposta da noi); una cronologia estesa (sempre offerta dal blog e che si estende dal 70 d.C. fino al 1425 a.C. -anche se potremmo dire fino all’Anno Mundi- e una trama letteraria riassunta dalla nota di 2Re 15,35, che ci narra della costruzione della porta superiore del tempio, possano, per puro caso, coincidere in un unico anno, cioè il 668 a.C., anno sabbatico, anno giubilare e sesto anno di regno di Jotam, cioè quel re che aprì il cantiere al tempio, unica volta dalla sua fondazione se si eccettuano i grandi lavori di Erode.

In particolare crediamo ancor più che la cronologia estesa, cioè quella che dal 70 d.c. giunge sino al 1425 a.C. (anno dell’esodo), ne esca confermata nella sua interezza, perchè essa mai procede per singole tranches cronologiche, ma si sviluppa in connessione, cioè facendo sì che un calcolo uniformi sempre il successivo e sia uniformato dal precedente. Essa dunque è una connessione continua, tanto che riteniamo impossibile accettare una singola parte, dimenticando o mettendo in dubbio il tutto.

Ma qual è la caratteristica di questa cronologia? Qual è la sua peculiarità? Noi crediamo che essa sia cristica, non perchè genericamente confessa Cristo, ma perchè lo dimostra perfettamente inserito in un contesto cronologico e storico, i cui cardini sono costituiti dall’anagrafe di Gesù stesso, nato nel 15 a.C. e morto nel 35 d.C. a 50 anni, sulla scorta delle indicazioni date da Giovanni, Policarpo e Ireneo.

Del resto che l’anagrafe di Gesù sia il cardine di quella cronologia è confermato anche dai calcoli su ci si basa quella cronologia. Infatti è impossibile giungere all’anno dell’esilio babilonese se non si considera l’anno di nascita di Gesù e ad esso non si applicano le 14 generazioni matteane di 35 anni. E’ così che quei 490 anni si sommano al 15 a.C. e si ottiene il 505 a.C.; ed è sempre così che assumono senso pieno le 14 generazioni che Matteo scrive intercorrano “da Cristo a Babilonia” (Mt 1,17).

Se questo unisce il Nuovo all’Antico Testamento, è la profezia delle 70 settimane di Daniele che unisce l’Antico al Nuovo testamento, in un processo cronologico inverso che mostra le prime 69 settimane (483 anni) congiungere la fine dell’esilio e la promulgazione della “parola” sul rientro degli esuli all’uccisione di Gesù che, calcoli alla mano, avvenne 483 anni dopo il 448/ 7 a.C. cioè nel 35/36 d.C. (se stessimo al calcolo di Ezechiele che considera 190 anni di esilio per Israele otterremmo un perfetto 35 d.C., perchè Samaria cadde, secondo noi, nel 638 a.C. per cui tolti 190 anni avremmo il 448 a.C e dunque, 483 anni dopo, il 35 d.C.)

Dicevamo, dunque, che l’anagrafe di Gesù costituisce il cardine su cui ruota l’intera cronologia descritta dal blog che è, nella sua caratteristica principale, cristica perchè dimostra Gesù il Cristo. Dicevamo altresì che i due post precedenti confermano tutto, costituendo la prova matematica della sua validità. In particolare il post dedicato alla costruzione della porta superiore del tempio fa chiarezza. E proprio per questo volgiamo mettere in evidenza una particolarità che lo contraddistingue.

Molti leggendo quanto segue storceranno il naso perchè poco ha a che fare con la scienza; altri -e magari pochi- invece scorgeranno quello che io per primo ho scorto sorridendo e si faranno sicuri che la Scrittura non sa solo di scienza, ma ancor più è maestra di Sapienza, la quale spesso -ma non sempre- si presenta come vezzo che rende elegante quello che solo a prima vista potrebbe apparire essenziale. Ma veniamo a noi.

L’anagrafe di Gesù si riassume, è ovvio, nell’anno di nascita e nell’anno di morte, cioè nel 15 a.C. e nel 35 d.C.. Al contempo il post che prova l’intera cronologia e che ha i suoi cardini in quella stessa anagrafe s’incentra tutto sul versetto 15,35 di 2 Re. Come potete notare, adducendo tutto al caso o tutto alla sapienza poco importa, entrambi propongono le stesse cifre; l’uno un 15-35 che spiega l’anagrafe gesuana; l’altro un 15-35 che numera un versetto.

Se il post dedicato alla costruzione della porta superiore del tempio costituisce la prova dell’intero percorso cronologico, mi piace pensare, concludendo, che la numerazione del versetto a cui l’intero post è dedicato costituisca la firma di Colui che ha preordinato il tutto in maniera tale che la Sua stessa storia ricevesse il copyright.