La “città diletta”, Saul tra simbolo e ghematria.

saulSappiamo già che la chiave di Davide di Ap. 3,7 non è solo un simbolo, ma rappresenta quei 490 anni che collegano “Cristo a Babilonia” (Mt. 1,17). Abbiamo anche visto che l’esilio babilonese è la porta in cui quella chiave s’inserisce. Infatti se la chiave di Davide ha una funzione cronologica, essa necessariamente deve inserirsi in un contesto e aprire una cronologia. Ed è proprio in questo senso che le 14 generazioni matteane (490 anni, come credo ormai sappiano coloro che seguono il blog) collegano, meglio, “inseriscono” Cristo e la Sua anagrafe nella cronologia vetero testamentaria, permettendo di ricostruire il quadro cronologico originale della Bibbia forse fino all’Anno Mundi. (vedi tabella delle date notevoli).

Tuttavia si pone, seppur nella sua semplicità, un interrogativo: se esiste una chiave e se esiste una porta, quest’ultima a cosa appartiene, dove si colloca? A un edificio, a una casa o a una città? Più che semplice sembra una domanda banale, ma resta il fatto che essa si pone. Sulle prime, parlando di Gesù e della sua chiave (Ap. 3,20) si potrebbe pensare che il simbolo riconduca alla dimora, sempre simbolica, di Gesù, ma in realtà non è proprio così, stando alla ghematria, che ha una visione più ampia .

Prima di affrontare l’argomento dobbiamo fare alcune considerazioni sul regno di Saul, ancora tutto da scoprire, nel senso che non esiste un calcolo preciso. Per non sintetizzare personalmente il problema, citerò un’ottima panoramica che ne fa un sito piuttosto importante e conosciuto: La Parola. Essa scrive che:

Le varie versioni della Bibbia danno risposte diverse a questa domanda. Il motivo è che il numero manca nel testo ebraico, essendo stato perso durante i secoli che il testo fu copiato. Il versetto dice letteralmente, “Saul era il figlio di … anni quando diventò re “. Per tradurre, dobbiamo per forzare decidere quale numero inserire. Possiamo solo dire che deve essere almeno 20, siccome la parola ebraica per “anni” è nel singolare, come è grammaticalmente corretto per i numeri da 20 in su. Alcune versioni mettono 30, prendendo il numero da qualche traduzione antica dell’Antico Testamento [Nuova Riveduta e Riveduta/Luzzi (con una nota in piè di pagina che la parola 30 manca), C.E.I. 1974 edizione, Nuova Diodati (in corsivo, per indicare che la parola è stata aggiunta), Nuovissima]. Altre versioni traducono letteralmente “figlio di (un) anno” ma cambiano le parole seguenti, cioè “Saul aveva regnato un anno” [Diodati, che poi aggiunge “quando queste cose avvennero”]. La C.E.I. 2008 edizione, traduce invece, “Saul era nel pieno degli anni quando cominciò a regnare”.

Un’altra difficoltà è nella seconda metà del versetto, che dice letteralmente, “e regnò due anni sopra Israele”. La difficoltà è che è molto difficile mettere tutti gli eventi del regno di Saul che sono racconti nel libro di 1Samuele in un periodo di due anni, e inoltre At 13:21 afferma che Saul regnò per 40 anni. Una possibile soluzione è supporre un errore nella trasmissione (non inverosimile, siccome sappiamo già di un errore nella prima metà del versetto), e tradurre 40 anni (Nuovissima), 42 anni supponendo che At 13:21 sia un numero tondo per il vero valore (Nuova Riveduta, Riveduta/Luzzi), oppure 20 anni (C.E.I. 1974 edizione). L’altra possibilità è di tradurre 1Sam 13:1-2, “Quando [invece di ‘e’] regnò due anni sopra Israele, Saul si scelse tremila uomini…” [Nuova Diodati e Diodati]. Altre invece lasciano i due anni come il tempo del suo regno [C.E.I. 2008 ]edizione].

La TILC tralascia il versetto 1Sam 13:1 completamente, forse perché manca nella Septuaginta e/o perché ci sono questi ovvi errori nella trasmissione del testo.

Come si può ben comprendere sul regno di Saul e sull’età di quel re regna il caos, ma resta il fatto che il suo regno è d’importanza fondamentale per ricostruire la cronologia dei regni che da lui si sono succeduti fino a Sedecia. Anzi, credo che si possa dire che senza di esso non è neppure possibile conoscere quando David ha iniziato a regnare, tant’è che le cronologie di 1-2Re danno ognuna la sua datazione del regno davidico.

Una soluzione che è stata proposta dagli studiosi riguarda l’anno di nascita di Saul che sembra essere il 1082 a.C. (Wiki) considerando, presumo, 30 di vita quando divenne re; 40 di regno come indica At. 13,21 e il primo anno di regno di David secondo G. Galil, cioè il 1011 a.C. Al di là di questi conti (non condividiamo in nessun modo la datazione del primo anno di regno di David che offre Galil e siamo autorizzati a farlo poichè l’anno di nascita di Saul non dice niente riguardo la sua unzione a re e la durata del suo regno, visto il caos di cifre che regna) assumeremo anche noi il 1082 a.C. solo perchè data conosciuta dagli studiosi e data che richiama esattamente la lettura ghematrica di τὴν πόλιν τὴν ἠγαπημένην (città diletta, πόλις+ἀγαπάω= 1082) di Ap. 20,9.

Sin da ora credo sia chiaro che l’interrogativo iniziale, cioè di cosa “Davide” sia la chiave, possa trovare una risposta: della città diletta, la cui skyline è riassunta in 1-2Re. Non a caso riteniamo, allora, che sempre in Apocalisse 17,14 Gesù è definito “Re dei re”, perchè è proprio nei Re che ha la sua dimora, la sua città e il suo regno. Di essi Saul, in particolare la data di nascita di quel re, ne è il fondamento, perchè  con lui non nasce solo un uomo illustre, ma una  monarchia, tanto che quel 1082 a.C. segna certamente un prima e dopo nella storia d’Israele, perchè anche sotto uno stretto profilo cronologico il 1082 a.C. è l’inizio di tutta una cronologia, essendone il termine a quo.

Prima di concludere due parole sul caos che regna nell’anagrafe e nel regno di Saul. Tale caos è perfettamente in linea con quello che regna in tutta la cronologia di 1-2Re, dove s’incontrano errori di calcolo di 25 anni; dove si sono cercati sincronismi ovunque, ma non dove essi erano, cioè nella scaletta basata sull’anno di accessione; dove si è fatta di un’eccezione (la lebbra di Ozia) una regola per le co-reggenze, cioè un sistema di governo che la Bibbia assolutamente non conosce, e dove da ultimo si è inserita una datazione dell’esilio babilonese -il 586 a.C. coincidente con l’ultimo anno di regno di Sedecia- altrettanto sconosciuto alla  Bibbia. E se quest’ultimo caso poi ha significato sostituire la “porta originale della città diletta” il caos che regna in tutto 1-2Re ha significato darle fuoco, un incendio doloso appiccato alla alla città del Re dei re.

 

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