Come Cristo ti adoro, come legno ti spezzo: la ragione sociale della Fabbrica dei miracoli

sisto VLa cronaca mi offre lo spunto per aggiungere un post dopo un lungo silenzio. In tempi non sospetti ho dedicato due post alla figura di Sisto V Peretti, indicandolo come il Falso profeta di Apocalisse.

Sono giunto a quella conclusione grazie al calcolo ghematrico che ha incrociato alla perfezione il dato storico. Potete leggere tutto in questo e questo post, anche se adesso la cronaca ci fornisce un altro importantissimo dettaglio.

Fu lui a mettere in piedi quella “fabbrica di miracoli” di cui ci parla l’articolo del Fatto Quotidiano, quella stessa fabbrica che vuole santi solo coloro che mettono sul piatto cifre da capogiro (potete leggere tutto qui).

Non è solo questione di soldi, però perchè in ballo c’è molto di più: c’è la falsificazione sistematica della Bibbia (non a caso se n’è fatta una tutta sua, cioè la Sistina) e la purga e l’occultamento (distruzione) di tutte le fonti che provavano Gesù e il Cristo.

A questo si aggiunge un altro particolare che credo di non aver mai inserito nei post dedicati al caro Sisto: fu lui che coniò il motto “Come Cristo ti adoro; come legno ti spezzo” quando si recò presso una croce di legno che sanguinava, armato di un’ascia.

La maledizione passata alla storia (vedi Wiki) non si ferma alla semplice brutalità del fatto, ma credo apra a una considerazione più ampia, se cerchiamo dei significati in quella frase. Il Cristo che lui è disposto ad adorare è un Cristo teologico; mentre il legno che vuole spezzare è Gesù. la Sua umanità, e ancor più la Sua storicità. Ed è quello che ha fatto. Ed è quello che è.

Il cattolico è costretto a perdersi nelle tracce del Cristo teologico, complicato, astratto, filosofico. Al cattolico, oggigiorno, è preclusa ogni possibilità di contemplare il Verbo fatto carne, fatto storia cioè, tanto che l’esegesi cattolica ai suoi massimi livelli non sa dare neppure una risposta univoca sulla data di nascita e di morte di Gesù, ad esempio.

Si spiega tutto addossando la colpa agli evangelisti, di cui si dice che non avessero una necessità storica (ai profeti è toccata una sorte peggiore, avendoli uccisi perchè ridotti a meri intellettuali, capaci solo di interpretare il presente e il passato, mai il futuro, come addirittura sembra indicare la Dei verbum), ma in realtà essi sono stati ferocemente falsati proprio nelle loro note storiche, come Luca.

Concludo dicendo che l’attualità ci dà ragione, per cui non rimane che sperare che la Provvidenza la renda pubblica, come spero che un giorno sia pubblico che la Fabbrica di S. Pietro ai tempi di Sisto V era in mezzo a un mare di debiti e con lavori ancora lontani dall’esser terminati. Si era già raschiato il fondo del barile con la vendita delle indulgenze e questo era costato lo scisma tedesco, la riforma di Lutero,.

Non rimanevano che gli Ebrei per finanziare quella faraonica opera e in questo contesto s’inserisce la bolla a loro favore promulgata proprio da Sisto V. Gli Ebrei, verosimilmente quei soldi li dettero, ma non credo si siano accontentati di una semplice bolla, vollero il tradimento del Fidei depositum, cioè quella falsificazione sistematica di cui parlavamo all’inizio. In una parola ci hanno venduti.

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