Il soggiorno di Gesù in Egitto

fuga in egittoUn problema senza soluzione è rappresentato dalla durata del soggiorno egiziano della Sacra famiglia. E’ ancora insoluto non solo perchè ne dà notizia soltanto Matteo, mentre quello di Luca tace; ma anche perchè ancora non si è certi dell’anno di morte di Erode, anno però universalmente indicato con il 4 a.C. Tuttavia, proprio perchè insoluto, è interessante e indagabile alla luce nostra cronologia.

Entriamo subito nel merito, premettendo che quanto segue parte da un assunto iniziale che però credo sia la condizione necessaria per ogni tentativo di soluzione: la Sacra famiglia rientra appena possibile, rientra cioè solo dopo la morte di Erode avvenuta nel 4 a.C. come abbiamo scritto sulla scorta della maggioranza degli studiosi.

A tale postulato, fanno seguito alcuni corollari:

  • Ci sono solo due episodi che segnano con certezza la presenza di Gesù in Israele: il primo al momento della purificazione cultuale di Maria dopo i 40 giorni dal parto (Lc. 2,39); il secondo fa riferimento alla presenza di Gesù dodicenne al tempio tra i dottori (lc. 2,43).
  • Il soggiorno in Egitto non può che essere avvenuto tra questi due episodi, cioè tra l’anno di nascita e il dodicesimo.
  • Il silenzio di Luca circa il punto 2 non è interpretabile alla luce del problema in questione, perchè egli affermando che

Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era sopra di lui.(lc. 2,40).

non dice assolutamente dove ciò accadde ed è pura ipotesi collocare i fatti nella cornice di Nazaret.

Premesso questo, anche l’ipotesi che vogliamo avanzare diviene possibile, diviene possibile cioè ragionare sui due capisaldi della questione: la presenza di Gesù in Israele poco dopo la nascita e la Sua presenza a dodici anni.

Adesso non rimane che ricordare l’assunto iniziale (Gesù rientra appena possibile, cioè alla morte di Erode) e dire che la fuga, per come ce la descrive Matteo in 2,14, avvenne poco dopo la nascita, che noi collochiamo nel 15 a.C., anno in cui Gesù era certamente in Israele come lo era altrettanto certamente dodici anni dopo, cioè nel 3 a.C., esattamente un anno dopo -forse mesi- la morte di Erode avvenuta nel 4 a.C.

Il sincronismo dei fatti prova l’assunto iniziale del rientro appena ciò fu possibile, descrivendo una consecutio temporum perfetta, la quale da sola pone la questione su un piano sinora sconosciuto e crediamo pure, alla luce di quanto sinora scritto, affidabile a meno che sia la lettera (descrizione dei fatti secondo Matteo e Luca) e i numeri (cronologia) non abbiano voluti metterci nelle mani del caso.

Verosimilmente il soggiorno in Egitto si protrasse più dei due o tre anni solitamente indicati, perchè pensiamo abbia avuto una durata di nove anni, considerando che la cometa di  Halley, la quale segna l’arrivo dei Magi, passò sulla Giudea nel 12 a.C.. Quanto scrive Luca in 2,40 non ha come cornice Nazaret, ma l’Egitto, che lo vide arrivare “bambino” (Lc.2,40) e partirsene “fanciullo” (Lc. 2,43)