L’immagine della bestia

Spesso Apocalisse ci presenta passi enigmatici che necessitano della loro chiave di lettura, la quale non sempre è quella conosciuta o quella solita dell’esegesi. Questo blog ha proposto la ghematria per risolverli, quando tale scienza è riconosciuta presente in Apocalisse dalla stessa esegesi che però si fermata all’apparenza, cioè all’apparire della ghematria nel contesto di Apocalisse (Ap. 13,18).

Molti sono i casi che ho proposto e forse risolto a cui ne aggiungo uno a mio avviso particolarmente importante: l’immagine della bestia di Ap. 13,15. Ci concentreremo sul valore ghematrico di εἰκών (immagine) che è 885 e lo collegheremo all’885 a.C. come anno della fine del regno di Zimri, re d’Israele, e all’inizio del regno di Omri, sempre d’Israele.

In questo particolare anno, conosciuto da BJ (Bibbia Gerusalemme) e CEI 2008 -dunque dall’esegesi cattolica- si consuma uno strano caso che rende a mio parere impossibile parlare di casualità, affermare cioè che il valore ghematrico colleghi il sostantivo “immagine” (εἰκών) a una cronologia, cioè a 1-2 Re.

Come potete vedere qui, tale anno è indicato da tutte le più importanti cronologie, a cui hanno fatto seguito le edizioni bibliche, tuttavia esse non tengono conto che Zimri regnò dal 27° di Asa, re di Giuda, mentre Ori dal 31 ° (cfr. 1 Re 16,15 e 16,23). Questo significa che tra il primo re e il suo successore (Zimri-Omri) passarono quattro anni e dunque non è possibile, se si vuole risolvere la cronologia di 1-2 Re, ignorarli., come invece hanno fatto tutti rendendo contigui i due regni (alla morte di Zimri succede Omri).

Questo non è assolutamente permesso dall’economia di 1-2 Re basata sui sincronismi tra Giuda e Israele, dove 4 anni anni sono un’enormità tale da far perdere o rendere inutile qualsiasi sforzo per venire a capo dei sincronismi. Una cronologia che non tiene conto di questo non ha nessun valore. ma non solo: una cronologia che non tiene presente quei 4 anni tra Zimri e Omri non può assumere – come tutti fanno- il 586 a.C. come fine della linea dinastica dei re di Giuda e Israele, a meno che non voglia, non avendo considerato prima quegli anni vacanti, ricalcolare tutte le co-reggenze e con esse tutta la datazione dei regni di Giuda e Israele. che, per come viene presentata e per le ragioni esposte, non ha nessun valore ed è solo un’immagine, distante dall’originale storico e cronologico biblico.

Prova ne è che la cronologia di Dio riesce a proporre una cronologia biblica alternativa che non solo presenta tutti i sincronismi dichiarati necessari dall’esegesi e dagli storici, ma fa salvi anche tutti profeti che in quella cronologia s’innestano, in primis Daniele ed Ezechiele. Una cronologia dei Re “immagine” non uccide solo la verità storica, ma prima ancora i profeti, tanto che di Ezechiele 4 si dice e si scrive di cifre simboliche; mentre della profezia delle 70 settimane si parla di leggenda maccabica, perchè incapaci di risolvere la profezia.

Io credo appaia chiaro che le più blasonate cronologie, fallaci già dall’885 a.C in un percorso cronologico che arriva al 586 a.C., siano solo un’immagine, un’icona di scientificità a cui tutti si rivolgono in attesa del miracolo: la soluzione di uno dei più intricati casi che la Bibbia possa offrirci: la cronologia di 1-2 Re. Ma come tutte le immagini sono ben distanti dalla realtà, in questo caso storica e scientifica sebbene la spaccino.

E’ un’immagine cattiva, un’immagine che mette a morte, perchè ha respiro, cioè autorità stando ad Ap. 13,15 perchè come tutte le menzogne, ricorre alla violenza -in questo caso intellettuale- per imporsi quando gli argomento la smentiscono. Ed è un’immagine violenta perchè uccide i profeti e la verità storica e scientifica, ma quell’ εἰκών è lì a dirci che è solo apparenza, un fantasma di un passato (Cristo) che troverà il modo d’imporsi nuovamente.

Per adesso ricorriamo all’adagio popolare, secondo cui è sempre bene non fidarsi delle apparenze, sebbene così eleganti da presentarsi parlando greco: εἰκών

L’esegesi molto libera del Libro di Ester

La storicità del Libro di Ester è discussa. I pro e contro sono più d’uno, ma a me interessa affrontare quella “cronologia molto libera” che gli si attribuisce quando ci troviamo di fronte un Mordocheo coetaneo di Joiakin, re di Giuda al tempo della prima deportazione, e cortigiano di Serse (BJ,Bibbia di Gerusalemme) o Artaserse (CEI 2008).

Non affronterò il mosaico di problemi che il libro offre, ma mi soffermerò sulla cronologia che lo ordina, in particolare sul versetto 1,1b che citeremo:

Egli (Mordocheo) era un Giudeo che abitava nella città di Susa, un uomo ragguardevole, che prestava servizio alla corte del re 1ce proveniva dal gruppo degli esuli che Nabucodònosor, re di Babilonia, aveva deportato da Gerusalemme con Ieconia, re della Giudea (CEI 2008).

Come appare chiaro dal testo, Mordocheo, risulterebbe essere stato deportato con Joiakin nel 598 a.C., come appare chiaro che sotto Serse (486 a.C.) o Artaserse (465 a.C. secondo la cronologia ufficiale) faceva parte della corte. Questo crea un grosso problema, perche si deve non solo accettare l’idea che un ultracentenario (nell’ipotesi minima 498-486=112, cioè 112 anni se accettiamo l’ipotesi Assuero/Serse altrimenti andiamo ben oltre), ma anche che a quella veneranda età si sia fatto carico della salvezza del suo popolo in esilio, cioè in terra straniera.

Per quanto appena scritto si parla di “cronologia molto libera” (V. BJ, nota al versetto citato), ritenendo tutto quanto un palese errore che gioca a favore della trama letteraria del libro, a discapito della storicità. Tuttavia credo di poter ricordare quanto sinora scritto nel blog, cioè che spesso non si tiene conto che la Bibbia ha una sua cronologia, alterata la quale, passi di per sè coerenti, cadono in confusione, come in questo caso.

Questo blog ha anche sempre evidenziato e creduto possibile un originale cronologico biblico che dal 70 d.C. si estende all’esodo (vedi tabella) e dunque è con esso che vogliamo valutare il passo in questione, per confermare o smentire quella “cronologia molto libera” di cui si parla e che abbiamo sopra descritta.

Non è il nostro un argomento difficile, perchè è sufficiente adottare la cronologia descritta nella tabella linkata,. In particolare crediamo sia sufficiente riportare la datazione del regno di Joiakn e la sua fine che avvenne, secondo noi, nel 516 a.C. (vedi tabella). Tale data rende compatibile la deportazione di Mordocheo (coetaneo di Joiakin) e la sua presenza alla corte di Serse o Artaserse, perchè dal 516 a.C. al 486 a.C. (primo anno di regno di Serse) o al 465 a.C. (primo anno di regno di Artaserse, anche se l’originale cronologico biblico data 471 a.C.) passano al massimo 516-465=51 (se adottiamo il mio 471 a.C. ancora meno), Questo significa che Mordocheo era semplicemente un uomo maturo e non un ultra centenario come appare se al contesto cronologico di Ester applichiamo la cronologia secolare.

A mio parere tutto ciò prova che Il Libro di Ester conosce un’altra cronologia, ben diversa da quella che siamo soliti attribuirgli. Questo è ciò che genera confusione in un tessuto storico e cronologico altrimenti coerente, se stiamo al versetto citato. Ritengo anche che quella “cronologia molto libera” che la BJ gli attribuisce non è un “peccato” attribuibile alla Bibbia, ma alla storia, che si ritiene spesso lei sì molto libera, libera d’imporre calcoli propri, salvo attribuire, altrettanto liberamente, l’errore o gli errori ad altri, come nel caso del Libro di Ester e in altri ancora.