Il sabato deuteroproto di Lc. 6,1

battesimoLuca 6,1 ha finora avuto ragione di tutti gli sforzi per comprenderlo, tanto che quel sabato “deuteroproto” è scomparso dal Vangelo di Luca perchè nessuno è riuscito a darne ragione. Questo non significa che non abbia rappresentato un cimento per moltissimi studiosi, prova ne sono le innumerevoli spiegazioni e teorie offerte.

Questo post non vuole proporre una sintesi delle posizioni, ma contribuire alla soluzione del problema attraverso un passo sinora non pienamente compreso: Lc.4,16-19 in cui è riportato Isaia 61, letto di sabato nella sinagoga di Nazaret da Gesù e che precede cronologicamente Lc. 6 

Il taglio del post è volutamente non personale, cioè non considera quanto da me scritto sugli anni sabbatici e giubilari (vedi categoria in home) e sulla cronologia della storia ebraica di quegli anni anche se sarebbe molto importante farlo, poichè quegli studi dimostrano che nel 32 d.C. cadde un anno giubilare e sabbatico e ciò, ai fini del nostro discorso, è fondamentale, come vedremo.

La questione di Lc. 4,16-19 l’ho affrontata qui, per cui adesso serve solo dire che gli Ebrei, consultati, sostengono che Isaia 61 era letto allo scadere dell’anno sabbatico e all’ingresso del Giubileo. Ciò significa che le letture sinagogali erano calendarizzate, per cui hanno anche un preciso valore cronologico che, qualora compreso, permette di collocare la lettura in un particolare periodo liturgico, come appunto lo scadere dell’anno sabbatico e l’ingresso del Giubileo in cui si colloca Isaia 61.

Tuttavia il calendario delle letture liturgiche ha subito variazioni che sicuramente hanno fatta salva la nota cronologica, la quale però ha forse perso in precisione, tanto che credo sia lecito chiedersi se quello stesso passo d’Isaia fosse letto non allo scadere dell’anno sabbatico e giubilare, ma all’ingresso di quello sabbatico e giubilare.

Che anni sabbatici e giubilari coincidessero ogni 350 anni è dimostrato dal fatto che l’anno giubilare cadeva ogni ciclo di 7X7 anni sabbatici più 1, cadeva cioè al 50° anno. Questo significa che l’anno giubilare successivo cadeva dopo altri 7X7 anni sabbatici, ma più 2 anni; mentre il terzo giubilare dopo 3 anni rispetto a quello sabbatico di riferimento, perchè quello scarto di 1 anno tra sabbatico e giubilare si somma nel lungo periodo fino a 7 anni, momento in cui sabbatico e giubilare coincidono. Questo avveniva ogni 350 anni.

Una delle ipotesi per risolvere la questione del “deuteroproto” immagina che la grande folla al Giordano di cui ci parlano i sinottici era dovuta alla concomitanza di una grande festività, tanto che si è immaginato che si trattasse di un biennio che comprendeva un anno sabbatico e uno giubilare. L’idea di fondo, a mio parere, è giusta, solo che non considera la possibilità che quell’anno sabbatico e il giubilare successivo, potessero cadere in realtà nello stesso anno.

Quella grande festa di cui si scrive per dare ragione del testo lucano che ci descrive una grande folla al Giordano non ha tenuto conto che potesse essere una festa ben superiore a quella riservata agli anni sabbatici e giubilari in genere. Una festa, cioè, che ricorreva solo ogni 350 anni, di qui la grande folla.

L’ipotesi che io avanzo è dipendete dalla soluzione che diamo a Isaia 61 e al Giubileo lì descritto. E’ andando a fondo nel calendario delle letture liturgiche che possiamo avere ragione della spinosissima questione del sabato “deuteroproto” lucano; ed è conoscendo se quel passo era letto all’ingresso dell’anno sabbatico e giubilare che possiamo avere la prova che quel “deuteroproto” richiamava una grande solennità che si celebrava solo ogni 350 anni.

I miei studi -che come ho detto non ho citati, ma solo linkati- mi dicono quella grande solennità cadde nel 32 d.C., anno successivo al 31 d.C. che gli studi sinora hanno individuato. Ma conviene affrontare una cosa per volta: prima dobbiamo sincerarci circa il momento liturgico in cui veniva letto Isaia 61; poi collocarlo esattamente in un contesto cronologico ampio e profondamente diverso, ma che in alcuni punti si salda con il calendario sabbatico e giubilare.

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