Abaddon e Apollion (Ap. 9,11), quando il nome fa la differenza

apollioAlcuni autori fanno riferimento a un caso particolare per provare la fondatezza della scienza ghematrica. In ebraico la somma dei valori delle lettere che compongono i sostantivi “madre” e “padre” è uguale al valore ghematrico del sostantivo “figlio”. Quest’evidenza ci dice che la ghematria spesso ci sorprende, tanto riesce a far luce. Essa infatti, su un piano storico, è la luce primigenia che illumina tutta la storia. Nell’esempio citato si ricorre a una somma, in quello che io vi riporto si ricorre invece a una sottrazione. Vediamo perchè.

Nel capitolo 9 di Apocalisse leggiamo che un astro cade sulla terra aprendo il pozzo dell’abisso dal quale escono le cavallette, il cui re è chiamato Abaddon in ebraico e Apollion in greco. Prima di entrare nel dettaglio del calcolo ghematrico è bene notare che Giovanni esprime i due differenti nomi con cui è chiamato l’angelo dell’abisso re delle cavallette. Bisogna chiedersi, allora, perchè Giovanni presenti i due diversi, differenti nomi. Non sarà mica perchè vuole invitarci a “fare la differenza” per uscire dal linguaggio criptico di Apocalisse?

Tali ipotesi parrebbe suffragata dal fatto che si calcola il valore ghematrico dei rispettivi appellativi dell’angelo dell’abisso non troviamo niente d’interessate, mentre se noi facciamo la differenza, cioè calcoliamo il valore ghematrico dell’uno e poi dell’altro e li sottraiamo otteniamo 599, cioè, come nostro solito, il 599 a.C., un anno tutto fuorchè anonimo.

Partiamo dal calcolo: Ἀβαδδών dà una somma di 862; Ἀπολλύων dà una somma di 1461. La differenza che si genera con la sottrazione è, come abbiamo detto, 599. Essa indica il 599 a.C. con cui si data la profezia di Ger. 49,28-33 e che precede di un anno l’assedio e la caduta di Gerusalemme governata da Joachin.

Ma quel 598 a.C. è assolutamente importante perchè in 2Re 24,13 si scrive che fu l’anno in cui si compì la Parola del signore circa la desolazione di Gerusalemme e i 70 anni d’esilio, tanto è vero che in quell’anno si portarono via tutti gli arredi sacri del tempio.

Ciò significa che il 598 a.C. è il termine a quo da cui far partire i 70 anni d’esilio e dunque è una data assolutamente fondamentale nella cronologia biblica, la quale però ha un’altra scaletta, perchè colloca la profezia di Gereremia citata nel 518 a.C. e dunque l’assedio e la caduta nel 517/516 a.C. (vedi qui), generando, anche stavolta una differenza notevole tra il punto di vista storico e quello biblico.

Il problema sono gi archetipi che il calcolo ghematrico richiama, cioè l’angelo sterminatore o dell’abisso. Quel 599 a.C. che emerge dalla differenza tra Abaddon e Apollion detta i tempi per il 586 a.C (esilio babilonese). che emerge dal calcolo ghematrico di οφις (serpente); e detta pure i tempi per il 559 a.C. (primo anno di regno di Ciro) che a sua volta emerge dal calcolo ghematrico di Σατανας (satana).

Tutto ciò denuncia, come ho detto infinite volte, la natura falsa della cronologia secolare in uso, denuncia che anche la scienza ha “depositato” grazie agli studi di Newton, che ha parlato, senza mezzi termini, come del resto fa la cronologia di Dio, del crimine di Tolomeo. 

Il problema che però si pone sono gli archetipi che il calcolo ghematrico richiama, cioè l’angelo sterminatore chiamato in ebraico Abaddon e in greco Apollion; un angelo che è il re dell’abisso e che i vacobolari definiscono angelo distruttore (Strong) 

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