Il sabato deuteroproto di Lc. 6,1

battesimoLuca 6,1 ha finora avuto ragione di tutti gli sforzi per comprenderlo, tanto che quel sabato “deuteroproto” è scomparso dal Vangelo di Luca perchè nessuno è riuscito a darne ragione. Questo non significa che non abbia rappresentato un cimento per moltissimi studiosi, prova ne sono le innumerevoli spiegazioni e teorie offerte.

Questo post non vuole proporre una sintesi delle posizioni, ma contribuire alla soluzione del problema attraverso un passo sinora non pienamente compreso: Lc.4,16-19 in cui è riportato Isaia 61, letto di sabato nella sinagoga di Nazaret da Gesù e che precede cronologicamente Lc. 6  Continua a leggere “Il sabato deuteroproto di Lc. 6,1”

Il 32 d.C., due calendari per un’unica festività

La cronologia di Dio e lo studio degli anni sabbatici e giubilari seguono scopi diversi, ricorrono a calcoli diversi ed hanno una materia completamente diversa, tuttavia in alcuni punti devono assolutamente coincidere, pena l’inesattezza dell’una, l’inesattezza dell’altro o di entrambi.

I punti di contatto sono il 507 a.C. e il 32 d.C. perchè rappresentano rispettivamente l’anno sabbatico che precedè di due anni la caduta di Gerisalemme e l’esilio,mentre la seconda data segna l’inizio del ministero pubblico di Gesù che si apre con la lettura d’Isaia 61, brano che era calendarizzato alla fine dell’anno sabbatico, all’ingresso del Giubileo, da parte di Gesù nella sinagoga di Nazaret dove, di fronte alle autorità religiose, rivela il suo programma. Appare subito chiaro che, in quelle date, la cronologia biblica e il calendario sabbatico si saldano e debbono assolutamente coincidere. Vediamo come partendo dal 32 d.C  Continua a leggere “Il 32 d.C., due calendari per un’unica festività”

Le chiavi di Apocalisse

Come appare chiaro sin dal titolo, ci occuperemo del sostantivo “chiave” che solo tre volte appare in Apocalisse ed ogni volta indica un possesso o una funzione diversa. Se la ghematria non  fosse quella luce primigenia (Sapienza) che illumina tutta la storia, capite che le combinazioni possibili condurrebbero al caos. Ma non è così, perchè “chiave di Davide”; “chiave del pozzo dell’abisso” e “chiave dell’abisso” individuano tappe fondamentali della cronologia biblica, oltre che far luce su un aspetto finora sconosciuto: il sigillo di Dio  Continua a leggere “Le chiavi di Apocalisse”

Abaddon e Apollion (Ap. 9,11), quando il nome fa la differenza

apollioAlcuni autori fanno riferimento a un caso particolare per provare la fondatezza della scienza ghematrica. In ebraico la somma dei valori delle lettere che compongono i sostantivi “madre” e “padre” è uguale al valore ghematrico del sostantivo “figlio”. Quest’evidenza ci dice che la ghematria spesso ci sorprende, tanto riesce a far luce. Essa infatti, su un piano storico, è la luce primigenia che illumina tutta la storia. Nell’esempio citato si ricorre a una somma, in quello che io vi riporto si ricorre invece a una sottrazione. Vediamo perchè.

Nel capitolo 9 di Apocalisse leggiamo che un astro cade sulla terra aprendo il pozzo dell’abisso dal quale escono le cavallette, il cui re è chiamato Abaddon in ebraico e Apollion in greco. Prima di entrare nel dettaglio del calcolo ghematrico è bene notare che Giovanni esprime i due differenti nomi con cui è chiamato l’angelo dell’abisso re delle cavallette. Bisogna chiedersi, allora, perchè Giovanni presenti i due diversi, differenti nomi. Non sarà mica perchè vuole invitarci a “fare la differenza” per uscire dal linguaggio criptico di Apocalisse? Continua a leggere “Abaddon e Apollion (Ap. 9,11), quando il nome fa la differenza”