Il seduttore, la voce di Apocalisse e la coscienza delle nazioni

Continuiamo la nostra lettura ghematrica el capitolo 12 di Apocalisse, non prima di aver ricordato che questo blog ha inventato niente: la ghematria non solo esiste da millenni prima di me; non solo gli Ebrei tuttora ne fanno una scienza complessa, ma anche che la stessa esegesi, nei suoi elementi di spicco (Ravasi) la indica come elemento fondante del genere apocalittico, senza essere mai andata, però, oltre l’evidenza, oltre il 666, numero della bestia.

E’ questo blog che si è chiesto se, dal momento che Giovanni ce la indica esplicitamente, la ghematria possa essere una chiave di lettura ben più profonda e articolata del seicentosessantasei. Io credo che l’abbiamo dimostrato, come abbiamo dimostrato il sorprendente sincronismo tra la cronologia di Dio e la chiave ghematrica, tanto che possiamo parlare di complementarietà 

Tuttavia riconosco che i risultati ghematrici dipendono molto dalla sensibilità di ciascuno verso il problema, sensibilità, però, che quando si scontra con le evidenze del calcolo probabilistico deve acuirsi. Insomma ciò che evidente, anche se non ce lo sappiamo spiegare, rimane tale. La scienza non sa spiegare tutto, ma quando è vera sa ammettere i propri limiti e sa proporsi nelle vesti d’indagatrice, lasciando al tempo e all’esperienza la soluzione.

Ecco, è proprio il dato statistico di Ap. 12,9 che vorrei proporre, ponendo l’attenzione sui sostantivi e i nomi propri che lì ricorrono, cioè δράκων (drago)  ὄφις (serpente), Διάβολος (diavolo), Σατανᾶς (satana) e πλανων (seduttore). Vorrei dire che ne abbiamo già parlato ne La cronologia di Dio alla luce della ghematria, ma è bene ricordare che tutti quei sostantivi e nomi propri corrispondono a date della cronologia secolare (tre di esse sono date assolute e con quelle non si scherza).

Infatti δράκων (letto nella sua forma tardo bizantina δράκως) corrisponde, calcolato ghemaricamente, al 931 a.C.; ὄφις corrisponde addirittura al 586 a.C., quando la stessa lettura ghematrica di Gerusalemme in ebraico equivale anch’essa a 586; Διάβολος corrisponde, se ne sommiamo il valore ghematrico delle lettere che lo compongono, cioè 194, al 538 a.C. (data assoluta: editto di Ciro), al 732 a.C. cioè il primo anno di regno di Acaz secondo Thiele; Σατανᾶς corrisponde al 559 a.C. (altra data assoluta) cioè al primo anno di regno di Ciro e πλανων (participio di πλανάω) che corrisponde, dato il suo valore ghematrico, al 962 a.C.

Se di tutti quanti, come ho scritto, ne avevo già parlato, di πλανων (seduttore) non lo avevo mai fatto, nonostante sia assolutamente necessario, perchè ha una lettura ghematrica sia il participio πλανων, sia l’infinito πλανάω. Il primo equivale ghematricamente a 1011; il secondo a 962. E se per il primo occorre una marginalissima approssimazione di un anno per ottenere il 1010 a.C. di Galil come primo anno di regno di Davide (bisogna ricordare che  δράκως equivale invece all’ultimo anno di regno di Salmone sempre secondo Galil), nel secondo caso otteniamo perfetta corrispondenza con il 962 a.C. come ultimo anno di regno di Davide secondo W. Albright.

Come mi pare sia chiaro, tutti i sostantivi e nomi propri presenti in Ap. 12,9, l’uno di seguito all’altro e tutti aventi valenza negativa (drago, serpente, diavolo, satana e seduttore delle nazioni) hanno una lettura ghematrica che cade in un unico ristretto insieme cronologico, cioè 1-2 Re. Capite perchè sin dall’inizio ho imbastito il discorso richiamando il calcolo probabilistico?

L’ho fatto nella certezza che già di per sè la combinazione ha probabilità molto basse se riduciamo tutto al caso, ma esse diminuiscono a dismisura se consideriamo che a fronte di una cronologia secolare circa i regni di Giuda e Israele, esiste una precisa alternativa biblica che è la cronologia di Dio. Questo significa che non siamo costretti a fermarci alla solo denuncia del fatto, ma possiamo contare su una validissima alternativa, qualora -come è il caso- la ghematria dimostri la falsità di quella secolare, come ha fatto pure la scienza con Newton

Quell’alternativa biblica, è bene ricordare, è l’unica che riesce a inserire la cronologia dei Re in un contesto cronologico armonico di oltre mille anni, risolvendo addirittura il problema in cui tutti sono naufragati: i sincronismi di 1-2 Re e questo senza il ricorso a espedienti, come le co-reggenze. Tale alternativa, inoltre, può vantare una lettura ghematrica di Antipas e donna vestita di sole dalla sua, creando quindi un aperto contrasto con i sostantivi e nomi propri negativi che invece appartengono alla cronologia secolare.

Come ho detto sin dall’inizio del post, nessuno può pretendere che altri all’infuori di me abbia una sensibilità ghematrica, ma è lecito auspicarsi che di fronte all’evidenza statistica, tale sensibilità non dico si formi, ma sia almeno avvertita, poichè la definizione di ghematria come elemento fondante del genere apocalittico c’è già ed è universalmente riconosciuta.

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