Una tormentata storia d’amore nelle pagine di Apocalisse

1 Poi un grande segno apparve nel cielo: una donna rivestita del sole, con la luna sotto i piedi e una corona di dodici stelle sul capo. 2 Era incinta, e gridava per le doglie e il travaglio del parto.
3 Apparve ancora un altro segno nel cielo: ed ecco un gran dragone rosso, che aveva sette teste e dieci corna e sulle teste sette diademi. 4 La sua coda trascinava la terza parte delle stelle del cielo e le scagliò sulla terra.
Il dragone si pose davanti alla donna che stava per partorire, per divorarne il figlio, non appena l’avesse partorito. 5 Ed ella partorì un figlio maschio, il quale deve reggere tutte le nazioni con una verga di ferro; e il figlio di lei fu rapito vicino a Dio e al suo trono. 6 Ma la donna fuggì nel deserto, dove ha un luogo preparato da Dio, per esservi nutrita per milleduecentosessanta giorni. (Ap. 12,1-6)

Quando il dragone si vide precipitato sulla terra, perseguitò la donna che aveva partorito il figlio maschio. 14 Ma alla donna furono date le due ali della grande aquila affinché se ne volasse nel deserto, nel suo luogo, dov’è nutrita per un tempo, dei tempi e la metà di un tempo, lontana dalla presenza del serpente. 15 Il serpente gettò acqua dalla sua bocca, come un fiume, dietro alla donna, per farla travolgere dalla corrente. (Ap, 12,13,15)

Ho già affrontato l’argomento quando ho sommato i valori ghematrici di γυνη e Αντιπας, cioè della donna vestita di sole e Antipas, ma non mi sono soffermato sui significati di quell’unione, perchè di un’unione sponsale si tratta.

Antipas (Αντιπας) e la Donna (γυνη) ci dicono che la ghematria è capace di rivelare, nel contesto di Apocalisse, una dinamica sponsale tra la fedele testimonianza (Antipas) e la Donna, verosimilmente una chiesa, una comunità. Il valore ghematrico di Αντιπας è 448; il valore ghematrico di γυνη è 461. La loro somma, la loro unione partorisce 909, cioè il 909 a.C. come ultimo anno di regno di Salomone secondo la cronologia di Dio.

Che ciò non sia un caso è provato dal fatto che quello stesso ultimo anni di regno è indicato anche dal suo mortale nemico; il 931 a.C. che emerge dalla lettura ghematrica di δραακως (drago), cioè di colui che il versetto citato  indica come l’attentatore alla vita del figlio di Antipas e della Donna. Il 909 a.C. e il 931 a.C. pongono i protagonisti (la Donna e il drago) in un unico cielo cronologico, in quello stesso cielo dove appaiono come segni grandiosi.

Il frutto della relazione amorosa tra Antipas e la Donna ha salva la vita solo perchè è rapito presso Dio e il Suo trono, è rapito cioè dalla fedele scala cronologica reale di Giuda e Israele e dunque è rapito dal messaggio fedele trasmesso da Antipas. I re di Giuda e Israele rappresentano la regalità, per cui qualunque cronologia innestandovisi ne assume il potere e il prestigio.

E’ l’anagrafe di Gesù, così come indica Matteo 1,17, quella cronologia e dunque è essa che assume carattere regale, è essa che trova nei Re il suo trono. E’ così che da una cronologia dinastica si giunge, non a caso, a una cronologia di Dio, perchè è lì che il protagonista diviene “Re dei, signore dei signori” (Ap. 19,16) come ha scritto nella veste il cavaliere.

Ma se il bambino frutto della fedele testimonianza e della celeste sposa ha salva la vita perchè rapito dalla Verità, la Donna si vede costretta a subire la furia del serpente, che vomita un fiume d’acqua per farla annegare. Anche stavolta il calcolo ghematrico ci aiuta a capire che non sono solo immagini letterarie, ma eventi comprensibili.

Ποταμος (fiume) ha un valore ghematrico di 567, cioè il 567 a.C. come 37° anno di Nabucodonosor secondo la cronologia secolare, quella stessa che indica il 931 a.C. per l’ultimo anno di regno di Salomone, quando 931 è la somma delle lettere che compongono δραακως (drago). Quel 567 a.C. non solo è rivelato falso dalla cronologia di Dio, non solo dalla ghematria, ma anche e più da coloro che hanno tacciato di falsità l’intera cronologia tolemaica, in particolare la lista dei re babilonesi (Newton).

Quel 567 a.C. è, allora, la storia falsa, in particolare la cronologia, che esce dalle viscere del drago. È una cronologia omicida che nulla può ormai del suo intento iniziale (divorare il figlio), ma che tenta di annegare la madre, in un estremo impeto d’odio che vuole cancellare quella relazione amorosa. Tale relazione ha avuto già un epilogo cruento con Antipas, messo a morte nella dimora di satana ( Ap. 2,13), ma che ha anche dato alla luce il figlio destinato a governare quello stesso mondo sino ad allora dominio incontrastato di satana. Satana il cui valore ghematrico in lettere greche è 559, cioè quel 559 a.C. come primo anno di regno di Ciro, che la cronologia di Dio ha sempre denunciato come il grande falso biblico.

Vero è che in Apocalisse ποταμος (fiume) ricorre in altri versetti che descrivono contesti ben diversi, cioè positivi, ma non ci è dato di capire tutto in un momento, ma di capire solo ciò che è necessario in quel momento quando affrontiamo Apocalisse. Limitiamoci a comprendere a fondo il sorprendente gioco ghematrico finora proposto, limitiamoci a leggere in Apocalisse quella meravigliosa storia d’amore tra Antipas e la Donna vestita di sole

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