Luca 4,16-18, solo un valore programmatico?

sinagogaAffidando la mia ricerca alle risorse presenti in rete, è ovvio che m’imbatta a posteriori su argomenti che altri hanno trattato che in un primo momento erano sfuggiti alla ricerca.

E’ il caso di Lc 4,16-18 e l’anno giubilare lì presentato con la lettura nella sinagoga di Nazaret d’Isaia 61. Questo studio è opera della Commisione teologico-storica che ha curato, per conto del Vaticano, il Giubileo del 2000. E’ dunque un documento ufficiale, che ben riflette il Magistero.

Nello studio della commissione si fa notare quanto da me scritto in questo post circa il passo lucano citato, cioè che la lettura d’Isaia lascia chiaramente intendere un anno giubilare, però ad esso sfugge un particolare molto importante, tanto che, proprio per questo, si afferma che Luca non ha intenzioni cronologiche nel citare Isaia .

Il particolare sfugge perchè  Lc 4,16-18 non è ben contestualizzato, cosa che permette agli autori della studio linkato, di generalizzare e “conferire all’episodio un valore programmatico” che magari ha, ma non è l’unico.

Secondo me non bisogna dimenticare,infatti, che la lettura d’Isaia avviene in una sinagoga e che a Gesù  viene offerto il rotolo della legge per leggere quanto il calendario liturgico -lo ripeto, siamo in una sinagoga- prevedeva.

Se Isaia fosse stato semplicemente riportato da Luca per narrarci un colloquio con i Farisei; se lo stesso passo biblico fosse stato tirato in ballo durante un discorso tenuto di fronte al tempio o in altre occasioni, allora certamente l’unica interpretazione che gli si potrebbe dare è quella programmatica.

Ma quella lettura era vincolata la calendario liturgico, calendario che prevedeva Isaia 61 all’entrata del Giubileo, cioè negli ultimi giorni del ciclo sabbatico di 7X7 anni. Da questo emerge quello che lo studio della commissione ha ignorato: il preciso valore cronologico che Luca dà all’episodio, tanto che, alla luce degli studi sinora condotti sugli anni sabbatici, è possibile addirittura datarlo.

Tutto ciò è molto importante a mio parere, perchè se quegli studi sugli anni sabbatici raggiungessero un giorno una maggior precisione (al momento l’anno sabbatico di riferimento per i calcoli oscilla dal 165 a.C. al 163 a.C.) noi saremmo in grado di datare con esattezza matematica quando tale lettura isaiana si tenne, aprendo prospettive certe sull’intero ministero di Gesù, perchè l’episodio lucano rappresenta, a mio parere, l’ufficializzazione dello stesso, essendosi Gesù presentato alle autorità religiose.

Credo anche che il passo lucano in questione riapra una questione troppo facilmente archiviata: Luca che attinge a una cronologia di massima da Marco. Abbiamo visto qui che il suo Vangelo potrebbe avere un preciso taglio, cioè l’ultimo anno di vita di Gesù. Adesso abbiamo scoperto che sa ben collocare cronologicamente gli eventi, prendendo come riferimento la scaletta delle letture liturgiche e da quelle offrirci lo spunto per il calcolo degli anni sabbatici e giubilari.

Tutto questo si addice a colui che ha fatto “accurate ricerche e un resoconto ordinato” (Lc. 1,3), non a colui che attinge una cronologia di massima da un altro evangelista, Marco.

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