Gli anni sabbatici, la ritmica della teologia

dodicenneAbbiamo visto che il calcolo degli anni sabbatici può dirci molto della vita di Gesù. Infatti Il brano d’Isaia 61 che Egli legge nella sinagoga di Nazaret era calendarizzato e ricorreva al termine di un ciclo di 7X7 anni e all’ingresso del Giubileo.

Alla luce degli studi attuali sugli anni sabbatici è possibile stabilire quando tale passo fu letto e l’unico anno utile che è possibile rintracciare è il 31/32 d.C.  Ad esso è possibile associare l’intero ciclo di letture della Torah che durava 3 anni e mezzo e cadere quindi nel 35/36 d.C. come sua fine, cioè l’anno che la cronologia di Dio indica come quello della crocefissione.

In pratica ciò significa che il ministero pubblico di Gesù durò quanto il ciclo delle letture, facendo emergere quindi il significato teologico del tutto: Gesù nuova Torah. Senza il calcolo degli anni sabbatici non sarebbe stato possibile far emergere ciò, come non sarebbe stato possibile individuare l’anno giubilare seguente al 31/32 d.C. che ci ha permesso di stabilire il perfetto sincronismo con un altro fondamentale anno giubilare: il 418 a.C che la cronologia di Dio indica essere l’anno della dedicazione del secondo tempio.

Appare subito chiaro che la vicenda terrena di Gesù è scandita seguendo il ritmo del calendario religioso ebraico, ritmo al quale noi vogliamo aggiungere una semplice nota, ma importante: quella di Gesù dodicenne al tempio. E’ la precisa nota lucana (Lc. 2,42) che ce lo permette, perchè con essa è possibile fare un semplice calcolo e sapere in che anno Gesù avesse quell’età.

La cronologia di Dio colloca la Sua nascita nel 15 a.C. e dunque Egli aveva dodici anni nel 3 a.C., anno che alla luce del sabbatico 31/32 d.C. fu anch’esso sabbatico. Ciò significa che il colloquio che Gesù dodicenne ebbe con i dottori della legge avvenne in un anno sabbatico.

Seppur questione controversa, a quell’età gli adolescenti erano alle soglie della maturità che li rendeva responsabili di fronte alla legge. E’ sempre a quell’età, quindi, che i genitori non erano più responsabili, essendo al figlio riconosciuta quella che noi chiamiamo capacità giuridica.

Ora non è nello scopo di questo blog esplorare le implicazioni teologiche (Maria  e Giuseppe perdono per tre giorni Gesù perchè Gesù è ormai indipendente da loro e può dedicarsi alla volontà del Padre, ad esempio) quanto evidenziare come quel colloquio con i dottori della legge, di tutta la legge si sia tenuto in un anno sabbatico. Dunque quell’anno sabbatico assume un importante valore simbolico che completa quell’armonico ritmo che contrassegna l’intera vita di Gesù prima, di Cristo poi.

Non fu il caso che Lo volle a colloquio con i dottori poco tempo prima della Sua maturità, come non fu un caso che ne sapesse molto circa la Torah (Legge), perchè quell’anno sabbatico in cui avvenne è lì a dirci che la Legge era Lui, come del resto affermò nella sinagoga di Nazaret leggendo Isaia: la nuova Torah (Legge) sarebbe stata scritta nei 3 anni e mezzo (stesso tempo che s’impiegava per il ciclo di letture sinagogali) del Suo ministero.

La figura di Cristo nuova Torah trova quindi piena conferma da una questione solo in apparenza marginale: gli anni sabbatici, che al di là della loro fredda, ripetitiva cadenza aprono a fondamentali questioni teologiche.

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