Un viva voce sui sincronismi di 1-2 re

Finora avevo utilizzato questo blog per comunicare. Poi mi son chiesto se il tubo (youtube) potesse essere di qualche utilità. Niente di male, un canale come gli altri che il web mette a disposizione

Gli anni sabbatici e giubilari nel regno d’Israele (989 a.C.-638a.C.)

RE DURATA DEL REGNO ANNI SABBATICI GIUBILEI
DAVIDE 989-949 983

976

969

962

955

968
SALOMONE 949-909 948

941

934

927

920

913

 918
GEROBOAMO IS. 909-887 906

899

892

 
NADAB IS. 887-886 885

878

871

 
BASA IS. 886-863 864  868
ELA IS. 863-862    
ZIMRI IS. 862-858  
OMRI IS 858-851 857  
ACAB IS. 851-830 850

843

836

 
OCOZIA IS 830-829 829  
JORAM IS. 829-816 822

 

 818
JEU IS. 816-786 815

808

801

794

787

 
JOACAZ IS. 786-772 780

773

 
GIOAS IS. 772-755 766

759

 768
GEROBOAMO IS 755-690 752

745

738

731

724

717

710

703

696

 

 718
ZACCARIA IS. 690-690  
SALLUM IS. 689-689 689  
MENEM IS. 689-678 682  
FACEIA IS. 678-676  
FACEE IS 676-647 675

668

661

654

647

 668
OSEA IS. 647-638 647

640

 

 

Giuseppe Flavio e l’anno sabbatico del 37/38 d.C.

Forse a conclusione del nostro viaggio negli anni sabbatici, credo si debba parlare anche della citazione che G. Flavio ne fa in Ant. 12,378; 15,7. La datazione del passo, cioè l’anno sabbatico lì considerato, è il 37/38 d.C. Tale data, se da una parte conferma la cronologia considerata da questo blog, potrebbe avvalorare anche quella riconosciuta da una parte importante degli storici ed esegeti perchè collocherebbe la crocefissione nel 33 d.C., assumendo l’anno sabbatico del 30 d.C. e le tre pasque di Giovanni (così mi pare si possa riassumere brevemente il problema).

Per uscire dall’imbarazzo e stabilire una data precisa circa l’anno sabbatico utile per il calcolo della cronologia gesuana (battesimo, inizio ministero e crocefissione) credo torni di nuovo utile Tedoreto di Cirro e il suo Commento a Daniele, in cui abbiamo visto che egli calcola che dal XX° di Artaserse al battesimo passano le  prime 69 settimane di anni. Assumendo la datazione del primo anno di regno di quel re nel 465 a.C. ci rendiamo conto che siamo costretti ad ammettere che il Padre compie un errore di 10 anni circa, perchè 483-445=38, cioè il 38 a.C. che è oltremodo difficile sostenere che sia l’anno del battesimo.

Allora non rimane che considerare di nuovo il 471 a.C. che la cronologia di Dio indica come primo anno di regno di Artaserse e ottenere il 451 a.C. e vedere se incrocia almeno un anno indicato da Flavio. Se l’anno sabbatico di Antichità è il 37/38 d.C. togliendo 7 anni rintracciamo l’anno sabbatico precedente, quello cioè che si colloca nel periodo utile o conosciuto dall’esegesi e dagli storici riguardo alla cronologia gesuana, fu o il 30 d.C. o il 31 d.C. Dalla seconda data appare chiaro che il calcolo di Teodoreto coglie nel segno perchè il XX° di Artaserse, stando alla cronologia di Dio, fu il 451 a.C. a cui si devono togliere i 483 anni (69 settimane) per ottenere il 32 d.C., come anno del battesimo. Lo scarto di un anno che si genera (esso indicherebbe il 31 d.C.) non è grave per i motivi che diremo in seguito. In ogni caso si deve notare che in fondo noi non imputiamo errori grossolani, ma solo leggere approssimazioni ai conti di Teodoreto.

L’obiezione che si potrebbe muovere è circa la datazione straordinaria del primo anno di regno di Artaserse, ma al riguardo bisogna considerare che:

1) essa non esce dal range suggerito dagli studiosi per quel primo anno di regno (465 a.C.-475a.C.)

2) tale data riesce non solo a far quadrare i conti di Teodoereto (non gli dobbiamo imputare nessun errore di calcolo come fa l’esegesi attuale), ma riesce pure a far quadrare i conti che da essa dipendono, cioè il VII° anno di regno in cui rientra Esdra; il XX ° anno in cui rientra Neemia con lo scopo di riedificare le mura e i conti che da esso dipendono; il Seder Olam Rabbath e i 480 anni tra primo e secondo tempio.

3) solo assumendo quel 471 a.C. è possibile, infine, (ri)portare alla luce il perfetto sincronismo giubilare tra secondo tempio  il nuovo tempio rappresentato da Gesù stesso (vedi qui).

La complessità, l’articolazione e l’esattezza dei calcoli ci dicono che quello straordinario 471 a.C. come I° anno di regno di Artaserse non è una fortunata ipotesi, ma che è biblicamente quello da considerare, impegnando non noi, ma coloro che lo volessero criticare nella dimostrazione che il così preciso percorso cronologico che parte dal 471 a.C. è frutto del caso.

Risposto alla eventuale critica, possiamo addentrarci adesso e brevemente nei conti che c’interessano. Stando a Teodoreto  il 32 d.C. fu l’anno del battesimo. Questo genera un leggerissimo margine di errore con la nota di Flavio circa l’anno sabbatico del 31 d.C. e che noi abbiamo assunto come esatto e segnante l’inizio del ministero. Prego però di considerare come tutto si giochi nell’arco di qualche mese e che dunque l’impianto cronologico di fondo regge, perchè esso considera e rispetta quel 31/32 d.C. che ci permette di considerare non solo le 3 Pasque di Giovanni, ma anche e nuovamente Teodoreto per la durata del ministero, poichè egli ci parla di  3 anni e mezzo. e dunque la crocefissione non può che avvenire nel 35 d.C., come sostiene la cronologia di Dio. In altre parole ciò significa che stando anche a Teodoreto e il suo conto non usciamo dal fondamentale 31/32 d.C., anno che detta i tempi per la cronologia gesuana in esame (battesimo, ministero pubblico e crocefissione).

Volendo essere più precisi possiamo anche considerare che se il 31/32 d.C.,  fu un anno a cavallo tra il sabbatico e il  giubilare esso non altera affatto la scaletta liturgica delle letture sinagogali che vogliono la lettura d’Isaia 61 aprire il ciclo delle letture all’entrata del Giubileo, perchè tale ciclo durava 3 anni e mezzo (quanti cioè indica Teodoreto per il ministero pubblico) e ciò ci proietta di nuovo nell’anno della crocefissione del 35 d.C.

In conclusione credo che possiamo sostenere che anche alla luce di Antichità e degli anni sabbatici lì indicati l’impianto cronologico della cronologia di Dio è solido e riesce ad armonizzare la Bibbia con le fonti storiche -nonchè la patristica- con un’unica scala cronologica che se messa alla prova persino degli anni sabbatici e giubilari non delude.

Giuseppe Flavio e l’anno sabbatico del 37/38 d.C.

Forse a conclusione del nostro viaggio negli anni sabbatici, credo si debba parlare anche della citazione che G. Flavio ne fa in Ant. 12,378; 15,7. La datazione del passo, cioè l’anno sabbatico lì considerato, è il 37/38 d.C. Tale data, se da una parte conferma la cronologia considerata da questo blog, potrebbe avvalorare anche quella riconosciuta da una parte importante degli storici ed esegeti perchè collocherebbe la crocefissione nel 33 d.C., assumendo l’anno sabbatico del 30 d.C. e le tre pasque di Giovanni (così mi pare si possa riassumere brevemente il problema).

Per uscire dall’imbarazzo e stabilire una data precisa circa l’anno sabbatico utile per il calcolo della cronologia gesuana (battesimo, inizio ministero e crocefissione) credo torni di nuovo utile Tedoreto di Cirro e il suo Commento a Daniele, in cui abbiamo visto che egli calcola che dal XX° di Artaserse al battesimo passano le  prime 69 settimane di anni. Assumendo la datazione del primo anno di regno di quel re nel 465 a.C. ci rendiamo conto che siamo costretti ad ammettere che il Padre compie un errore di 10 anni circa, perchè 483-445=38, cioè il 38 a.C. che è oltremodo difficile sostenere che sia l’anno del battesimo.

Allora non rimane che considerare di nuovo il 471 a.C. che la cronologia di Dio indica come primo anno di regno di Artaserse e ottenere il 451 a.C. e vedere se incrocia almeno un anno indicato da Flavio. Se l’anno sabbatico di Antichità è il 37/38 d.C. togliendo 7 anni rintracciamo l’anno sabbatico precedente, quello cioè che si colloca nel periodo utile o conosciuto dall’esegesi e dagli storici riguardo alla cronologia gesuana, fu o il 30 d.C. o il 31 d.C. Dalla seconda data appare chiaro che il calcolo di Teodoreto coglie nel segno perchè il XX° di Artaserse, stando alla cronologia di Dio, fu il 451 a.C. a cui si devono togliere i 483 anni (69 settimane) per ottenere il 32 d.C., come anno del battesimo. Lo scarto di un anno che si genera (esso indicherebbe il 31 d.C.) non è grave per i motivi che diremo in seguito. In ogni caso si deve notare che in fondo noi non imputiamo errori grossolani, ma solo leggere approssimazioni ai conti di Teodoreto.

L’obiezione che si potrebbe muovere è circa la datazione straordinaria del primo anno di regno di Artaserse, ma al riguardo bisogna considerare che:

1) essa non esce dal range suggerito dagli studiosi per quel primo anno di regno (465 a.C.-475a.C.)

2) tale data riesce non solo a far quadrare i conti di Teodoereto (non gli dobbiamo imputare nessun errore di calcolo come fa l’esegesi attuale), ma riesce pure a far quadrare i conti che da essa dipendono, cioè il VII° anno di regno in cui rientra Esdra; il XX ° anno in cui rientra Neemia con lo scopo di riedificare le mura e i conti che da esso dipendono; il Seder Olam Rabbath e i 480 anni tra primo e secondo tempio.

3) solo assumendo quel 471 a.C. è possibile, infine, (ri)portare alla luce il perfetto sincronismo giubilare tra secondo tempio  il nuovo tempio rappresentato da Gesù stesso (vedi qui).

La complessità, l’articolazione e l’esattezza dei calcoli ci dicono che quello straordinario 471 a.C. come I° anno di regno di Artaserse non è una fortunata ipotesi, ma che è biblicamente quello da considerare, impegnando non noi, ma coloro che lo volessero criticare nella dimostrazione che il così preciso percorso cronologico che parte dal 471 a.C. è frutto del caso.

Risposto alla eventuale critica, possiamo addentrarci adesso e brevemente nei conti che c’interessano. Stando a Teodoreto  il 32 d.C. fu l’anno del battesimo. Questo genera un leggerissimo margine di errore con la nota di Flavio circa l’anno sabbatico del 31 d.C. e che noi abbiamo assunto come esatto e segnante l’inizio del ministero. Prego però di considerare come tutto si giochi nell’arco di qualche mese e che dunque l’impianto cronologico di fondo regge, perchè esso considera e rispetta quel 31/32 d.C. che ci permette di considerare non solo le 3 Pasque di Giovanni, ma anche e nuovamente Teodoreto per la durata del ministero, poichè egli ci parla di  3 anni e mezzo. e dunque la crocefissione non può che avvenire nel 35 d.C., come sostiene la cronologia di Dio. In altre parole ciò significa che stando anche a Teodoreto e il suo conto non usciamo dal fondamentale 31/32 d.C., anno che detta i tempi per la cronologia gesuana in esame (battesimo, ministero pubblico e crocefissione).

Volendo essere più precisi possiamo anche considerare che se il 31/32 d.C.,  fu un anno a cavallo tra il sabbatico e il  giubilare esso non altera affatto la scaletta liturgica delle letture sinagogali che vogliono la lettura d’Isaia 61 aprire il ciclo delle letture all’entrata del Giubileo, perchè tale ciclo durava 3 anni e mezzo (quanti cioè indica Teodoreto per il ministero pubblico) e ciò ci proietta di nuovo nell’anno della crocefissione del 35 d.C.

In conclusione credo che possiamo sostenere che anche alla luce di Antichità e degli anni sabbatici lì indicati l’impianto cronologico della cronologia di Dio è solido e riesce ad armonizzare la Bibbia con le fonti storiche -nonchè la patristica- con un’unica scala cronologica che se messa alla prova persino degli anni sabbatici e giubilari non delude.