Da Cristo al sesto di Dario secondo: il sincronismo giubilare tra Tempio e tempio

I post che si sono occupati dell’anno della dedicazione del secondo tempio sono più di uno. In ogni caso tutta la questione è affrontata e a mio parere risolta nel paragrafo dedicato alla ricostruzione del tempio post esilico contenuto ne La cronologia di Dio. Lì ho dimostrato come l’anno della sua dedicazione non sia, biblicamente, il 515 a.C., ma il 418 a.C., ovvero il sesto di Dario secondo.

In questo post faremo ulteriori considerazioni e calcoli su quell’anno fondamentale per il giudaismo, perchè il tempio ne era il centro spirituale e culturale. In particolare ritengo necessario aggiungere che la sua dedicazione segnò, dato il suo enorme valore simbolico, l’anno della rinascita, del pieno ritorno alla libertà dopo la schiavitù babilonese.

Quell’anno, abbiamo detto, fu il 418 a.C. e noi lo indagheremo alla luce dell’anno giubilare introdotto da Lc 4,18-19, dal passo di Isaia lì citato dove, vedremo, non a caso si parla di liberazione degli schiavi, cosa che crea sin da subito un parallelo con il tempio post esilico, il tempio ricostruito dopo la soggezione babilonese.

In particolare vedremo come Cristo nuovo tempio (Gv. 2,20-21) sia perfettamente collocabile nella precisa linea cronologica che Lo collega, di 50 anni in 50 anni,  al tempio post esilico e alla sua dedicazione nel 418 a.C.

In questo post abbiamo visto che la lettura d’Isaia, a detta degli stessi Ebrei, non fu casuale, perchè le letture sinagogali erano calendarizzate. Dunque quel passo d’Isaia ci permette di dire che siamo  nell’anno sabbatico che introduce al Giubileo, che cadde l’anno successivo. Ciò significa che se l’anno sabbatico cadeva il 49° anno, il Giubileo cadeva il 50°. Sapendo e avendo dimostrato che tale anno fu il 31/32 è possibile sin da subito calcolare se la linea cronologica che collega gli anni sabbatici e ben tesa. Ciò e facilmente ottenibile sommando  418 + 32 = 450 che diviso per 50 dà 9, cioè il multiplo di 50 che permette il calcolo.

Come è ben visibile, quella linea cronologica di cui stiamo parlando esiste: dal 32 d.C. (anno del battesimo di Gesù e anno del Cristo nuovo tempio stando a Gv. 2,20-21) si risale fino alla data della dedicazione del secondo tempio creando un perfetto sincronismo giubilare. Lascio ad altri le notevolissime implicazioni teologiche (questo blog si occupa di numeri) per occuparmi di un’altra questione cronologica: il calcolo esatto degli anni sabbatici.

Come abbiamo visto gli anni di riferimento per il loro calcolo sono il 164/165 a.C. (tesi maggioritaria) e il 163/164 a.C. (Soggin). Questo obbliga a una piccola approssimazione che noi crediamo possa essere risolta proprio in virtù di quel 418 a.C., il quale ha dalla sua importantissimi conti (vedi il paragrafo della cronologia di Dio dedicato all’argomento) che ci dicono che esso fu con certezza l’anno biblico della dedicazione del secondo tempio.

Infatti è assumendo il 164 a.C. che abbiamo stabilito che l’anno sabbatico precedente il giubileo del 32 d:C. che siamo riusciti a datare il 418 a.C. e dunque esso è l’anno sabbatico certo. Del resto  è così anche per ‘altro fondamentale anno sabbatico indicato da Ger 34,9-11: il 507 a.C., l’anno ciòè che non solo precede di due anni la caduta di Gerusalemme nel 505 a.C. (ovvio che questo post tenga presente esclusivamente quanto scritto nella cronologia di Dio) e anno che fu il nono di regno di Sedecia.

In altre parole ciò significa che pure il 507 a.C. deve essere sabbatico alla luce dei calcoli fatti e basati sul 164 a.C. Ed è proprio così: 507 – 164 = 343 che diviso 7 dà 49, il multiplo che ci permette il calcolo. Dunque quel 164 a.C. è l’anno sabbatico esatto che permette di una maggior precisione nel calcolo degli anni sabbatici (qualche problema si crea con il 464 a.C. considerato sabbatico anche da questo blog, tuttavia tale data non è importante quanto le prime due).

Alla luce di quanto sopra, credo di poter dire che l’aver affrontata la questione spinosa degli anni sabbatici ha permesso di risolvere:

1) Il problema dell’esatta datazione degli anni sabbatici.

2) Il problema apertissimo di quelli giubilari di cui finora non si aveva notizia certa. Ciò implica il poter adesso sfruttare le notizie bibliche ed extra-bibliche che aprono a nuovi calcoli.

3) A tutto questo va aggiunto tutto quel microcosmo cronologico che attorno ad essi ruota.

Concludo dicendo che non so se la Bibbia abbia mai giocato con i numeri, so solo che questa è veramente la cronologia di Dio, perchè nessun uomo potrebbe mai creare un sistema cronologico-teologico di questa portata e complessità.

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