Anche Cristo ha i documenti per la frontiera della Storia

Come abbiamo visto, la lettura d’Isaia riportata dal Lc 4,18-19 lascia intendere che il calendario liturgico la prevedesse perchè quello era un anno sabbatico. Abbiamo altresì visto che gli anni sabbatici utili, calcolati sulla scorta degli studi sinora compiuti, sono il 31/32 d.C.

La data indicata permette di giungere ad alcune importanti considerazioni e di fare una sintesi. In particolare adesso ci è permesso di mettere alla prova l’affidabilità del quadro cronologico gesuano che finora abbiamo ricavato e dimostrato sul filo dei calcoli, ma non sul filo di un calendario in qualche maniera “altro” rispetto alle fonti usate.

Tutto ciò significa che i nostri conti circa battesimo, ministero pubblico e crocefissione di Gesù devono compiersi in quel 31/32 d.C. Qualora accada abbiamo la prova della concretezza e affidabilità del lavoro svolto. Bene, procediamo con ordine: occupiamoci di battesimo e inizio del ministero  pubblico.

La cronologia di Dio colloca la data di nascita di Gesù nel 15 a.C. e la Sua morte nel 35 d.C. a 50 anni. Tale anagrafe fa perno su Gv. 2,20 e i 46 anni che sì -lo abbiamo dimostrato- indicano il tempo necessario alla ricostruzione del secondo tempio, ma ancor più fanno riferimento all’età di Gesù al momento descritto da Giovanni, momento che accade alla vigilia della prima Pasqua e dunque agli inizi della predicazione, agli inizi del ministero..

Avendo calcolato il 15 a.C. come anno di nascita e facile calcolare anche quando quel dialogo avvenne, quando cioè inizia il ministero pubblico. Basta sottrarre 15 a 46 e ottenere 31, il 31 d.C. che certamente fissa l’inizio del ministero. ma anche quel 31 d.C. -lo abbiamo visto- che è sabbatico sia se assumiamo i calcoli che collocano l’anno sabbatico  di Mac. 6,49-54  nel 164/165 a.C. (tesi maggioritaria) sia se assumiamo il 163/164 a.C. (Soggin), dipendentemente dal fatto che consideriamo il 31 d.C. o il 32 d.C. come sabbatico. Ciò significa aver dimostrato che veramente il 31/32 d.C. fu tale.

Qualcuno potrebbe obiettare che siamo ricorsi a un’approssimazione nel calcolare l’anno sabbatico di riferimento e che i nostri calcoli sono, seppur minimamente, incerti. A tale obiezione è facile replicare ricordando che Teodoreto di Cirro non a caso nel suo Commento a Daniele indica la durata del ministero pubblico in 3 anni e mezzo e ciò spiega tutto, trasformando l’eventuale critica, in un’ulteriore prova circa l’esattezza dei calcoli.

La citazione di Teodoreto di Cirro ci è utile anche per ricordare e dimostrare che i suoi conti, al di là delle conclusioni dell’esegesi attuale che gli imputa un errore di calcolo di 10 anni, sono perfetti. Infatti, nell’opera citata, il Padre calcola le prime 69 settimane delle 70 profetiche di Daniele, tra il XX° di Artaserse e il battesimo. Dunque, adesso che abbiamo calcolato l’anno del battesimo e provato che esso fu sabbatico come deve essere, è facile con un conto a ritroso vedere se cadiamo nel XX° di Artaserse per come lo calcola la Cronologia di Dio, cioè se cadiamo nel 451 a.C. Sì, cadiamo proprio in quella data se sottraiamo 32 a 483 (69 settimane), perchè il risultato è 451 a.C.

Si potrebbe criticare quel 471 a.C. come primo anno di regno di Artaserse, tuttavia credo sia da tenere presente quanto quanto l’esegesi ha scritto circa il settimo anno dello stesso re, anno in cui rientra Esdra e che la Bibbia presenta con le caratteristiche di un anno sabbatico. L’ipotesi sabbatica è stata valutata attentamente, tanto che Soggin nel suo Introduzione all’Antico testamento la riporta, sebbene scriva che per far quadrare i conti (per trovare cioè l’anno sabbatico cercato) dobbiamo immaginare che Esd. 7,7 debba essere letto non settimo anno, ma trentasettesimo. Ciò non è necessario, perchè assumendo il 471 a.C. come primo anno di regno di Artaserse è giocoforza calcolare il suo settimo anno nel 464 a.C. che fu sabbatico, secondo gli stessi calcoli di Soggin.

Dunque, alla luce degli anni sabbatici, abbiamo provato non solo che l’inizio del regno di Artaserse fu nel 471 a.C. ma anche e più che il calcolo di Teodoreto è esatto e conduce alla data dell’inizio del ministero pubblico di Gesù, immediatamente seguente al battesimo, cioè nel 31/32 d.C.  Credo sia inutile spendere altre parole sulla prima e sulla seconda questione che il calcolo sabbatico permette di risolvere.

L’ultima questione che ancora rimane da affrontare è l’anno della crocefissione. Anche qui gli anni sabbatici, dal momento che quello del battesimo e quello dell’inizio del ministero pubblico devono esserlo, ci danno una mano, perchè avendo calcolato con esattezza che il 31/32 d.C. lo fu sabbatico, non rimane che aggiungere a tale data non solo i 3 anni e mezzo di ministero indicati da Teodreto, ma anche, se vogliamo, le tre Pasque indicate da Giovanni nel suo Vangelo e ottenere un preciso 35 d.C., data della crocefissione da sempre indicata dalla cronologia di Dio.

La conclusione di tutto quanto segue è una sola e molto importante: dal calcolo degli anni sabbatici emerge la conferma dell’anagrafe gesuana come descritta da la cronologia di Dio: un Gesù cinquantenne, nato nel 15 a.C. e morto nel 35 d.C. Emerge cioè il documento della Sua identità che lo rende, a tutti gli effetti, cittadino della Storia e non un apolide mito.

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