Manasse, il paradigma di un abominio

anasseAbbiamo già affrontata la figura del falso profeta, ma non abbiamo ancora esaminata la sua caratteristica più importante: egli è capace di grandi prodigi, persino di far “scendere fuoco dal cielo” (Ap, 13,13).

Alcuni vorrebbero ricondurre tutto a un’invenzione letteraria che renda potente la scena descritta, ma credo sia più giusto chiedersi se essa invece sia una precisa realtà nascosta da un linguaggio, sì simbolico, ma altamente profetico.

Il cielo nella Bibbia è spesso chiamato a testimone tra vero e falso. Elia è grazie al fuoco che scende sul suo olocausto che prende ragione sui profeti di Baal. E’ l’immutabilità delle sue leggi che supera e vince la malafede degli uomini, che tutto possono corrompere, ma non il cielo.

La figura del falso profeta, capace di far scendere persino il fuoco dal cielo, ci descrive il suo enorme potere, un potere tale che riesce a chiamare a testimone il cielo. Non bisogna dimenticare che il falso profeta, però, è sì profeta (di qui la sua capacità di salire al cielo, di legittimarsi con la sua autorità), tuttavia è falso e dunque la sua opera è menzogna che può essere smascherata, sebbene consumata con l’enorme potere di satana.

Quanto sopra, seppur introducendo l’argomento, non ci dice ancora niente sul come tale abominio si sia consumato. Per comprenderlo dobbiamo tornare alle pagine della cronologia di Dio alla luce della ghematria, dove è possibile leggere che la data cardine, considerata addirittura assoluta in quanto calcolata astronomicamente, per la cronologia dell’esilio babilonese, cioè il 586 a.C., Giovanni la nasconde ghematricemente con οφις (serpente) perchè quello è il valore ghematrico del termine, cioè 586. Non a caso dunque ad esso si oppone il biblico 505 a.C della cronologia di Dio. che invece dà vita a ben altra cronologia.

Dunque nella logica di Apocalisse quel fuoco che scende dal cielo e che è suscitato dal falso profeta è una data calcolata astronomicamente, calcolata chiamando il cielo a testimone; ma tale opera è opera del serpente e dunque è una falsa testimonianza, un abominio perchè sfida apertamente Dio stravolgendone la testimonianza.

Chi segue questo blog sa quante volte io abbia denunciato, sulla scorta di Giovanni e sulla scorta della perfetta e alternativa cronologia che è possibile ricostruire assumendo il 505 a.C., come assolutamente falso il 586 a.C. In questo post ho addirittura io invocato il fuoco dal cielo, cioè un nuovo e corretto calcolo dell’eclissi descritta dal VAT 4956, a testimone del 505 a.C., dunque non è necessario ripetersi, casomai è necessario approfondire la natura del fuoco maledetto fatto discendere dal cielo dal falso profeta, perchè ciò è possibile.

E’ con οὐρανός (cielo) ricorrente sempre in Ap, 13,13 che lo faremo e sempre tenendo fede al calcolo ghematrico, il quale ci dice che tale sostantivo equivale a 697. Se cerchiamo quella data nella storiografia ufficiale che adotta il 586 a.C. la troviamo esattamente espressa nella datazione di Galil (autore di riferimento dell’esegesi attuale), che con essa segna l’inizio del regno di Manasse: un re da brividi, colui che riportò non solo l’idolatria nel tempio di Gerusalemme, ma colui che attirò la maledizione divina su Gerusalemme tanto che su di essa Dio stese la “cordicella di Samaria” (2Re 21,13): esilio ed abbandono. Manasse fu il “prototipo del peccatore” (M. Nobile); Manasse fu il peccato; Manasse fu l’abominio. Leggete i 2Re 21,1-26 e capirete.

Dunque è proprio Manasse che permette a noi di stendere la stessa cordicella e capire che quel 586 a.C. che fa a pezzi la cronologia biblica e che Giovanni bolla come οφις (serpente), stravolge le leggi del cielo e la testimonianza del cielo. Quel 586 a.C. come data assoluta perchè calcolata astronomicamente, ha distrutto la cronologia biblica, ha distrutto la via razionale alla conoscenza di Dio che è e resta la cronologia su cui s’innesta, come una spina dorsale, l’intero organismo profetico e che, spezzata, vede la Parola strisciare e mendicare ai piedi del secolo. Per questo Manasse e il suo primo anno di regno, cioè il 697 a.C. criptato in οὐρανός, è il paradigma per comprendere non solo la natura del fuoco suscitato dal falso profeta, ma anche e più l’abominio perpetrato.

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