Daniele, la sincronia di un mito

Nei post precedenti ho adottato la regola biblica universalmente accettata di 1 giorno=1 anno presente in Ezechiele 4. L’ho estesa anche ai 52 giorni che Neemia dice essere stati necessari per la ricostruzione delle mura perchè ritengo assolutamente improbabile che una cinta muraria che ha subito 2 anni di assedio e 141 d’abbandono (adotto la cronologia ufficiale che vuole il 586 a.C. come anno della caduta di Gerusalemme e il 445 come anno della ricostruzione della stessa) possa essere ricostruita in soli 52 giorni letterali.

L’estendere la regola biblica su accennata anche a questo caso, potrebbe espormi a delle critiche circa l’opportunità, visto che essa estende notevolmente i tempi per la ricostruzione delle mura. Dunque è necessario portare prove a conferma della mia ipotesi. Lo farò assumendo ciò che assolutamente non condivido: il Libro di Daniele opera maccabica.

Sappiamo che la profezia delle 70 settimane è suddivisa in 7, 62 e 1 settimana. Daniele 9,25 ci dice che la città sarà ricostruita durante le prime sette settimane, cioè durante i primi 49 anni dei 490 complessivi. Anche in questo caso applichiamo, dunque, la regola di 1 giorno = 1 anno come del resto fa l’esegesi.

I 52 giorni riportati da Neemia per la ricostruzione delle mura, comprendono anche quei 3 giorni in cui Neemia rimane a Gerusalemme senza dir nulla a nessuno circa i suoi propositi (Ne. 2,11-12). Adesso bisogna chiedersi se applicando anche a questo silenzio la regola di 1 giorno =1 anno ciò possa aiutarci a capire, non solo lo strano silenzio, ma anche e più se siamo nel giusto nell’applicare la regola biblica citata. Assumiamo che quei 3 giorni siano 3 anni e togliamoli ai 52 complessivi. Otteniamo che il tempo effettivo per la ricostruzione fu 49 anni, perchè inizia quando Neemia rivela i suoi piani o ciò che Dio gli aveva messo in cuore (Ne 2,12).

L’evidente identità di cifre che otteniamo tra Daniele, che in 9,25 parla della ricostruzione di Gerusalemme e Neemia, il quale parla della ricostruzione delle mura facenti parte integrante della città, non può essere casuale e dimostra che anche i Maccabei -se Daniele è opera loro- conoscono questa tempistica e questa usano per l’elaborazione del mito. Tutto ciò a mio parere prova che avanzare l’ipotesi dei 52 anni, anzichè giorni, è plausibile e non forza assolutamente il contesto biblico.

 

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