La conversione di S. Paolo

Quello di cui tratteremo in questo post è in fondo una questione marginale: l’anno di conversione di S. Paolo. Tuttavia l’anno conversione di S. Paolo, molto probabilmente, dipende da un dato storico, per cui è capace di mettere in crisi parte dell’impianto cronologico della cronologia di Dio. 

Infatti, dipendentemente dall’anno in cui il dato storico (il vuoto di potere che permise la lapidazione di Stefano) cade, è possibile saggiare la tenuta di parte del mio lavoro, perchè S. Paolo si convertì certamente dopo la crocefissione e dunque quel vuoto di potere deve essersi necessariamente verificato in Gerusalemme dopo il 35 d.C., anno che la cronologia di Dio indica per la morte di Gesù.

Come potete capire, sebbene la questione in sè sia marginale, essa assume una certa importanza se consideriamo il mio lavoro che metteremo alla prova

Innanzi tutto bisogna considerare la dinamica della lapidazione di Stefano. Egli fu ucciso per mano dei Giudei, quando invece Cristo, nei cui confronti è lecito supporre ci fosse ben altra urgenza di farlo fuori, fu consegnato disciplinatamente ai romani, perchè i Giudei non avevano potestà di gladio, non potevano cioè comminare pena di morte senza l’autorizzazione dei romani.

Dunque cosa accadde perchè fu possibile la lapidazione a morte di Stefano? Cosa rese possibile agli Ebrei  comminare una sentenza di morte? Alcuni studiosi, seguendo questa dinamica dei fatti, sostengono che ciò sia potuto accadere solo nel vuoto di potere che si verificò a Gerusalemme tra la deposizione di Pilato, avvenuta nel 36 d.C., e l’arrivo di Marcello.

Già così potete vedere che il dato storico è perfettamente allineato con la cronologia di Dio che indica il 35 d.C. come anno della crocefissione, a cui fa seguito la deposizione di Pilato (36 d.C.), la lapidazione di Stefano e dopo poco la conversione di Paolo. Tra l’altro che i tempi siano quelli sinora descritti, cioè stretti (crocefissione, deposizione di Pilato, lapidazione di Stefano e conversione di Paolo in breve tempo) lo testimonia pure la trama letteraria di Atti, in cui leggiamo, tra le righe, che il clima era da resa dei conti e dunque l’arresto, il processo e la crocefissione erano fatti recenti, ancora molto vivi nell’opinione pubblica che lapida Stefano e lancia Paolo in un galoppo sfrenato a caccia di cristiani. Riconosco che la trama letteraria dei Vangeli non è il mio campo, tuttavia non si può non far notare come gli eventi tradiscano un odio anti-cristiano non stemperato dal tempo.

Questa era una piccola questione rimasta in sospeso in questo blog, ma affrontata in vari forum. Adesso l’abbiamo affrontata pure qui.

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