Il Battesimo e il ministero pubblico di Gesù

Prima di addentrarci nell’oggetto del post (Battesimo e ministero pubblico di Gesù) debbo necessariamente premettere alcune cose. L’intero mio lavoro, riassunto ne La cronologia di Dio, ha sempre considerata eguale a zero l’approssimazione +/- 1 anno. Questo per una serie di motivi facilmente intuibili, primo fra tutti quello che costringe colui che intende ricostruire oltre mille anni di cronologia biblica a procedere per blocchi cronologici, addentrandosi nel particolare solo se strettamente necessario (io l’ho fatto nei Re, ad esempio, dove era indispensabile rintracciare i sincronismi).

Tale approssimazione è più che accettabile, perchè non coinvolge anni, ma mesi; come, del resto, immagina che gli autori incontrati ragionino ora per eccesso, ora per difetto quando calcolano le loro date. Il procedere per blocchi cronologici, quindi, cerca di ricostruire un macro-sistema cronologico che sia lineare, coerente e armonico nell’insieme, rimandando a dopo la realizzazione di una scala cronologica ancora più precisa che risolva anche le singole minute questioni.

Ho premesso tutto questo perchè questo post farà largo ricorso a quell’approssimazione citata senza mai sforarne i termini. Entriamo nel merito adesso e affrontiamo i problemi ancora aperti del Battesimo di Gesù e la durata del Suo ministero. Lo facciamo, per brevità, dando per scontato alcune nozioni contenute nella cronologia di Dio, cioè l’anno di nascita e l’anno di crocefissione, cioè il 15 a.C. e il 35 d.C., che in questo post perdono la loro rigidità per divenire, la prima 14/15a.C. e la seconda 34/35 d.C.

Da Teodoreto di Cirro e il suo Commento a Daniele sappiamo che dal XX° anno di Artaserse al Battesimo passano le prime 69 settimane delle 7o profetiche, passano cioè 483 anni. Se il primo anno di regno di quel re fu -come sostengo io- il 471 a.C., il suo ventesimo anno fu il 451 a.C. e dunque è sufficiente sottrarre 451 a 483  e ottenere il 32 d.C.  cioè l’anno di battesimo. Questa ricostruzione non dipende solo dal calcolo di Teodoreto, ma anche dalla datazione del primo anno di regno di Artaserse, circa il quale è bene dire che quel 471 a.C. non è mai stato da me modificato ed è, quindi, sempre rimasto tale, pure cambiando scopo e cifre di calcolo; inoltre faccio notare che tale data non esce dal range suggerito dagli studiosi, i quali indicano il periodo 465 a.C-475 a.C. come quello contenente il primo anno di regno del re in questione.

Abbiamo quindi individuato il 32 d.C. come anno di Battesimo, ma adesso ci chiediamo se esistano altri calcoli che lo confermano. C’è n’è almeno uno e fa capo a Gv. 2,20 e i 46 anni che Giovanni suggerisce essere  non solo il tempo necessario per la ricostruzione del tempio, ma l’età di Gesù al momento del dialogo con i suoi oppositori. Il fatto che l’apostolo ci suggerisca la Sua età in quel momento ci permette di calcolare e di capire se pure  il Vangelo di Giovanni consideri il 31/32 d.C. come anno del Battesimo e di qui la durata del ministero pubblico.

La cronologia di Dio afferma che la nascita di Gesù è da considerarsi tra il 14 a.C./15 a.C. e dunque basta sottrarre 46 anni a questa data e vedere se otteniamo il 31 a.C./32 a.C., anno cercato. Il conto è facile e individua, appunto i 31 a.C./32 a.C. come anno del battesimo perchè il dialogo con i giudei si tenne all’approssimarsi della prima delle tre Pasque citate da Giovanni e dunque all’inizio del Suo ministero, poco dopo il Battesimo dunque.

Come credo di aver dimostrato la scaletta cronologica offerta da Teodoreto, trova conferma nelle note cronologiche di Giovanni e ciò ci permette di dire che:

1) la datazione del 31 a.C./32 a.C. come anno del battesimo è suffragata da un evangelista, da un Padre e da la cronologia di Dio, cioè da un impianto cronologico di oltre 1000 anni in cui tale data s’innesta senza alterare minimamente l’armonia e la linearità

2) Il ministero pubblico di Gesù, in virtù di quel lievissimo margine di approssimazione, potrebbe essere durato 3 anni e mezzo, come sostengono alcuni studiosi. In ogni caso quel 31 d.C./32 d.C. fa salve le tre Pasque riportate da Giovanni e non  ne immagina nessun’altra  trascurata perchè cronologia di Dio colloca la morte di Gesù nel 34 d.C./35 d.C.. Ma non solo, le innesta perfettamente sempre in quello stesso millenario armonico percorso cronologico disegnato dal link.

Concludo dicendo che abbiamo rinvenuto un’altra tessera cronologica molto importante nelle pieghe della Scrittura. Tale tessera non costituisce un cameo a se stante  -come spesso accade negli studi cronologici capaci sì di ricostruire le singole parti, ma impossibilitati ad assemblarle- ma una piccola, definita porzione del mosaico al quale dà completezza, armonia e precisione. Bene, credo di avere aggiunto cose importanti, che contribuiscono a fare chiarezza in questioni ancora aperte e dibattute.

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