Solo una metafora?

Il fatto che Fomenko si sia interessato ai miei studi, non cambia lo stile di gestione di questo blog, che spesso indulge in un linguaggio colorito e ricco di metafore. Quanto segue, dunque, rispetterà a pieno tali caratteristiche, usando una metafora militare.

I sincronismi di 1-2 Re sono il fianco scoperto dello schieramento avversario: l’hanno combinata troppo grossa e troppo stupida, manomettendo solo il calcolo del deuteronomista e lasciando esatta la scaletta di accessione al trono. Nel post precedente  abbiamo visto che i copisti non hanno nessuna colpa, essendo gli errori da una parte sola e non diffusi. E’ altresì da scartare l’ipotesi assurda che il deuteronomista o chi per lui si sia accinto a scrivere la storia dei regni di Giuda e Israele senza saper far di conto, nonostante che per la sua opera sia indispensabile calcolare gli anni di regno di tutti i re.

Dunque è quel fianco scoperto che andrebbe attaccato a fondo, fino alla resa, cosa che lascerebbe il re avversario senza difesa. Quel re non è solo fantasia, ma ha un nome: Ciro, il grande, grandissimo falso biblico. E’ lui che detta i tempi di una cronologia secolare che fa a pezzi l’intero impianto cronologico biblico, che sono certo nell’originale riportava Artaserse. Attaccarlo non sarebbe solo metterlo in discussione senza prove: le prove ci sono, perchè è possibile ricostruire una cronologia biblica perfettamente alternativa a quella storica che non solo dà ragioni proprie a fatti già creduti risolti, ma risolve anche quelli in cui la cronologia storica è naufragata (Ez. 4; il Seder Olam Rabbath e i 480 anni tra primo e secondo tempio; le profezie di Daniele; l’anagrafe di Gesù e altro).

Tale cronologia è la Cronologia di Dio, un impianto cronologico lineare, armonico e coerente che copre oltre mille anni di storia biblica, l’unico che può vantare la soluzione del millenario problema dei sincronismi di 1-2 Re. Essa non mette in discussione l’esistenza storica di Ciro, nega solo alla radice ogni suo coinvolgimento nelle vicende legate all’esilio. Tagliata la sua testa -la testa di Ciro- tutto diviene possibile, perchè attorno a lui ruota l’intero castello delle fonti storiche avvelenate, se non -come sostiene Fomenko- inventate di sana pianta.

Da ultimo, non rimarrebbe che fare razzia nel campo avversario impugnando quel 586 a.C., data assolutamente insostenibile biblicamente e che Giovanni (Ap. 12,9) bolla come οφις (serpente) ghematricamente. Nelle tende e nei forzieri vi posso garantire che ne troveremo delle belle, perchè già da lontano è possibile scorgere gli inestimabili tesori di falsità, considerando la strana sequenza che vede οφις valere 586; Gerusalemme (in ebraico) valere anch’essa ghematricamente 586 e da ultimo la datazione storica dell’esilio babilonese, anch’essa 586 a.C (distruzione del tempio). Tale sequenza ci dice che non si tratta di un caso.

Poi non rimarrebbe che farci una matta bevuta, che ci faccia dimenticare il sangue versato e amplifichi a dismisura l’ebbrezza della vittoria.                 

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