Il mio incontro con Anatolij Fomenko

Per puro caso mi sono imbattuto nel caso Fomenko, illustre matematico accademico russo. Egli sostiene, in scala incomparabilmente superiore, un progetto per molti versi simile al mio, simile allo scopo di questo blog: la denuncia della falsificazione della Storia.

Non avendo ancora avuta la possibilità di leggere “400 anni d’inganni”, la versione italiana dell’opera di Fomenko, mi limito all’impressione avuta dalla lettura del sito e a quelle ricevute con un breve scambio di mail con la traduttrice del libro, Vera Bani, che mi ha messo in contatto con Fomenko, il quale ha riconosciuta la validità de “La cronologia di Dio. Quando la Bibbia gioca con i numeri” e del lavoro specifico sui sincronismi di 1-2 re, tanto che lo scienziato ha permesso la pubblicazione degli studi nel sito italiano  di Chronologia.

Dicevo che, circa studi di Fomenko, posso solo limitarmi alle impressioni , impressioni che sin da subito sono state molte positive, tanto da scrivere a Vera Bani che l’intuizione di Fomenko è “sacrosanta”. L’aggettivo non è affatto casuale, perché se il matematico scopre il quadro delle relazioni tra i fenomeni, uno studio biblico come il mio scopre il quadro profetico.

Chi ha seguito questo blog sa che ritengo Dn. 7,25 altamente profetico: io, infatti, sostengo che quei “tempi e legge” cambiati dal “piccolo corno” siano la cronologia (la Storia) e la Torah/Bibbia (Torah significa infatti Legge). Inoltre mi spingo fino a dire che se Daniele ha denunciato il fatto, Giovanni con Apocalisse e la sua evidentissima, innegabile chiave interpretativa ghematrica lo illustra, facendo i nomi degli artefici del falso.

Certo, tutto ciò non ci mette al riparo dall’esegesi ufficiale che vorrebbe quei tempi e la legge cambiati essere le festività ebraiche soppresse da Antioco, ma allora si deve spiegare come sia possibile rintracciare prima e ricostruire poi un originale cronologico biblico, lineare e coerente, che contraddice profondamente la cronologia ufficiale. Vogliamo forse dire che è un caso che oltre un centinaio di calcoli disegnino un armonico quadro cronologico perfettamente alternativo a quello conosciuto, che interseca alla perfezione un quadro ghematrico di denuncia del falso? Ormai che stiamo scherzando perché non dire che è attribuibile al caso pure il battesimo che invece quel quadro ghematrico celebra per le date contenute ne “La cronologia di Dio”?

Così facendo, allora, è responsabilità pure del caso il fatto più assurdo che io abbia incontrato in venti anni di ricerche: l’approccio a 1-2 Re. Tutti sanno che non c’è pagina biblica che non abbia il suo bel frego rosso a indicare una parola o un versetto corrotto. Da ciò appare chiaro come la Bibbia sia stata passata sotto la lente d’ingrandimento, alla ricerca dell’errore. Quando però arriviamo a 1-2 Re e ci scontriamo con i calcoli del deuteronomista che non danno i necessari sincronismi, nessuno immagina il testo corrotto. No, le cifre sono esatte anche se i conti non tornano, così che due interi libri biblici appaiono storicamente inutilizzabili, nonostante il pietoso ricorso alle co-reggenze, le quali però gettano ombre malevole sull’intero impianto cronologico dei libri citati, tanto che nessuno si sognerebbe di riconoscere a 1-2 Re la qualifica di fonte storica. Capite perché trovo strano che si sia immaginato l’inimmaginabile come corrotto nella Bibbia, ma non i conti del deuteronomista?

A questo poi si aggiunge l’altro fatto strano: gli errori sono solo nel calcolo fatto dal deuteronomista, non nella scaletta di accessione al trono, fonte di quei calcoli, la quale scaletta ha tutti gli indispensabili sincronismi e dunque è esatta. Insomma gli errori sono da una parte sola e questo -scartata l’ipotesi che l’autore di 1-2 Re non sapesse fare operazioni di calcolo elementari, sebbene si sia preso la briga di contare gli anni di regno di tutti i re di Giuda e Israele (un po’ come Teodoreto di Cirro, Padre della Chiesa, che si è accinto a scrivere un “Commento a Daniele” non in pieno possesso delle sue facoltà logiche e matematiche, stando all’esegesi attuale che gli attribuisce, in un solo semplice calcolo, dieci anni d’errore) -questo, dicevo, mi convince che il testo sia stato manomesso, altrimenti i copisti avrebbero disseminato errori ovunque e non da una parte sola, cioè nel calcolo della durata dei regni.

Dato l’indizio solido fornito circa la possibile falsificazione della Bibbia, viene spontaneo citare ancora Dn. 7,25 che denuncia il fatto, parlando di colui che avrebbe alterato “tempi e legge”, tornando così al quadro profetico di cui parlavamo all’inizio, quadro estremamente utile a Fomenko, perché potrebbe dare alle sue ricerche una prova scritturale importantissima. Ecco perché ho scritto che la sua intuizione è sacrosanta: un profeta prima di lui aveva scritto in merito ed un apostolo – Giovanni e la sua Apocalisse- ha confermato tutto.

Non so se il breve incontro con Fomenko darà altri frutti oltre la pubblicazione di parte delle mie ricerche nel sito di Nuova cronologia , certo è che un accademico russo ha riconosciuto una certa validità alle mie ricerche, cosa che ben promette per il futuro di questo blog, che continuerà a denunciare che la via razionale (matematica, direi, dato il larghissimo ricorso alla cronologia) a Dio esisteva, ma è stata distrutta e la segnaletica divelta, per far posto alla Grande impostura religiosa, la quale è inutile aspettarla: è già in atto.  

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