La Grande spada

Torno solo adesso sull’argomento Nuova Cronologia perchè mi è ormai abbastanza chiara l’enorme mole del lavoro di Fomenko. Un’opera di cui qualcuno detto che sa demolire, ma ha difficoltà a costruire. Questo pare  anche a me. Manca la testa all’enorme corpo della sua ricerca e per testa intendo una linea guida che conduca a un preciso obiettivo. Non si può affrontare a mani nude la Storia tutta: dobbiamo saper dire perchè tutto ciò è avvenuto e dar ragioni diverse, più stringenti, di quella che dà Fomenko: la storia come potente mezzo di controllo delle masse.
Nelle mail che ho scritto a Vera Bani, traduttrice di Fomenko,, ho cercato di suggerire che non si deve assolutamente ignorare il quadro profetico: esso fornisce la necessaria linea guida che organizza tutto il lavoro dandogli un fine. Questo quadro profetico è tutto riassunto in Dn 9,25 in cui leggiamo che il piccolo corno cambierà “tempi (storia/cronologia)” e “legge (Biibba/Torah)”. Il passo citato di Daniele non solo offre una importante prova scritturale al lavoro di Fomenko, ma ci ricorda che la Storia, volenti o nolenti, è divisa in avanti Cristo e dopo Cristo, per cui è con Cristo che dobbiamo fare i conti.
Personalmente sono convinto e credo di aver dimostrato che l’AT è stato falsato, ma è stato falsato pure il NT, perchè quel “circa 30 anni” lucano è un falso, come è falsa e diffamante l’affermazione che Luca ha attinto una cronologia di massima da Marco, quando sin da subito si è premurato di scrivere che ha compiuto “accurate ricerche e un resoconto ordinato”, cosa che crea la più classica delle contraddizioni in termini e nella sostanza con la cronologia di massima marciana. E’ dimostrabile che il vangelo di Luca ha un preciso taglio,  chirurgico direi, derivato dalla forma mentis: era un dottore.
Se per la falsificazione dell’Antico Testamento si deve tirare in ballo gli Ebrei, per il Nuovo si deve tirare in ballo la cristianità. giungendo così a concludere che nella vergognosa opera di falsificazione c’è la mano di chi ha comprato, ma pure la mano di chi si è venduto.
Ecco il quadro profetico, la linea guida per non affrontare la Storia tutta a mani nude. E’ la “grande spada” di Ap. 6,4. E allora..:”In bocca al lupo, Anatolij: falli a pezzi, iniziando dai Re “.

Ciro, quando la storia cambia il suo volto

Più e più volte ho scritto che il Ciro biblico è un grande falso. Ho scritto anche che lui è la testa di un’ intera ricostruzione cronologica completamente falsa. A suffragio di tale affermazione avevo solo la Cronologia di Dio che esclude ogni suo coinvolgimento nelle vicende legate all’esilio babilonese, studio a sua volta suffragato dalla prova archeologica, che nelle vesti del Cilindro di Ciro ci dice che nell’elenco dei popoli liberati mancano proprio gli Ebrei: questo chiude il cerchio, perchè se da una parte abbiamo una cronologia lineare, coerente e armonica che esclude Ciro, dall’altra abbiamo che Ciro esclude gli Ebrei.

Tuttavia è possibile, attraverso la lettura ghematrica di Κυρος (Ciro), ottenere un’ulteriore importante indizio che egli sia il re del gran falso. Il calcolo ghematrico ci dice infatti che Κυρος equivale a 596, cioè equivale alla prima data della cronologia secolare circa gli interventi di Nabucodonosor contro Gerusalemme (596a.C.-586 a.C.). In pratica quel 596 a.C. detta tutti i tempi, essendo il primo. Per esteso, tale data, crea la cronologia storica dell’esilio babilonese, in completa antitesi a quella biblica, la quale esce a pezzi, visto che il tessuto cronologico innestato è incompatibile.

Si potrebbe pensare che tutto ciò è il necessario prezzo che la Bibbia deve pagare alla scienza, alla storia, ma non è così, perchè quelle date e quel Ciro sono stati introdotti solo per distruggere. Non a caso infatti Giovanni bolla come οφις (il serpente di Ap. 12,9) il 586 a.C. (la solita chiave ghematrica ce lo dice), che dipende dal 596 a.C., data che corrisponde ghematricamente a Κυρος ,cioè Ciro, legando quindi, già in questo sommario esame, il nome di quel re al Falsario per eccellenza: il serpente.

Abbiamo anche visto sempre in Ap. 12,9, che σατανας (satana) equivale a 559, cioè a quel 559 a.C. che gli storici indicano essere come il primo anno di regno di Ciro. Ciò non può che rafforzare il già solido e triste legame tra Ciro e il Falso illustrato con οφις (serpente), perchè si aggiunge l’unico nome proprio presente in Ap. 12,9: σατανας

Vogliamo andare più a fondo, però, e analizzare quel 596 a.C. che nasce dalla lettura ghematrica di Κυρος.. Qualcuno di voi ricorderà certamente quanto detto con circa ψευδοπροφήτης (il falso profeta di Ap. 16,13). La sua lettura ghematrica dà 2181, che non è stavolta una data, ma permette un semplice, chiaro calcolo per individuarla. Infatti è sufficiente prendere in considerazione il Papa, Sisto V (1585 d.C.-1590 d.C.), che è passato alla storia come colui che “ha stuprato la Vulgata” (Padre Alberto Maggi) per ottenere, togliendo quel 2181, il 596 a.C. Il conto è semplice: 2181-1585=596.

Appare subito chiaro che quel 596 a.C. non solo “riassume” Ciro, ma tira in ballo anche il falso profeta, che non a caso ci è stato consegnato dalla Storia della Chiesa come colui che ha “stuprato la Vulgata” (Padre A. Maggi). Questa qualifica con cui la storia ce lo consegna è importante, perchè ci dice che lui, Sisto V, è l’artefice della manomissione del testo biblico e dunque è verosimilmente l’artefice del grandissimo falso circa Ciro, il cui ruolo fu ricoperto invece da Artaserse, come dimostra la Cronologia di Dio.

Le considerazioni da fare sarebbero tantissime, ma due sono veramente indispensabili: la prima, sappiamo adesso chi ha permesso l’innesto di Ciro in un tessuto cronologico incompatibile, tanto da creare vere crisi di rigetto nel delicato organismo biblico. Secondo, sappiamo quando ciò accadde, perchè se prima, io credo, c’era stata una crisi involutiva profonda tra Chiesa e messaggio evangelico, con Sisto V si giunse a ciò che neppure si può immaginare: la falsificazione della Bibbia, creando le premesse per quel caos che caratterizza molti studi vetero e neo testamentari, in primis quelli gesuani.

Concludo dicendo di rileggere con calma quanto sopra e chiedersi poi se dati storici e calcoli ghematrici mostrano tale evidente concordanza solo per un fortuito caso

 

 

 

I miei studi in Chronologia

Per un piccolo malinteso, solo oggi ho visto pubblicati i miei studi nella pagina italiana d Chronologia.org  (il sito gestito da Fomenko). Ringrazio pubblicamente Il professor Fomenko e Vera Bani per l’ospitalità accordatami, la quale giustifica da sola venti anni di studio e ricerca, sintetizzate in questa tavola cronologica, che assieme a quella dei regnanti di Giuda e Israele, dà l’esatta misura dei tempi biblici.

A mio modesto parere, i modelli matematici di cui si avvale Fomenko non possono che trarne frutto, poichè essa costituisce il termine a quo per valutare l’entità della mistificazione, perchè la tavola cronologica riassume la Storia prima della falsificazione ed è da lì, quindi, che qualsiasi indagine storica e scientifica deve partire, costituendo l’indispensabile dato oggettivo: essa è la Storia, mentre quello che spesso leggiamo è solo la mistificazione di  essa.

Tavola cronologica delle date notevoli

Mi sono spesso chiesto come agevolare la lettura di questo blog, relativamente al materiale cronologico. Credo che una buona soluzione sia pubblicare una tavola cronologica delle date notevoli, che consenta con n colpo d’occhio, di avere il necessario quadro cronologico d’insieme. Ognuno poi potrà sfogliare le pagine del blog alla ricerca degli articoli che interessano.

Per coloro che hanno letta la Cronologia di Dio, non sarà difficile seguire la tavola e prestargli affidamento, perchè sin da subito sapranno che ogni data lì contenuta non è assoluta, ma frutto di calcoli necessari e interdipendenti, di cui sono in grado di dare singolarmente ragione.

La tabella sottostante riassume velocemente quell’originale cronologico biblico che questo blog ritiene di aver scovato tra le pieghe del testo biblico e con cui dobbiamo fare i conti, quando affrontiamo la Storia del Vicino Oriente Antico e non solo. Infatti essa, assieme alla tabella cronologica dei regnanti di Giuda e Israele presente nella cronologia di Dio, dà l’esatta misura del tempo conosciuta dalla Bibbia, per cui ignorarla sarebbe oltremodo inopportuno scientificamente e storicamente.

 

TAVOLA CRONOLOGICA

 

989a.C. PRIMO ANNO DI REGNO DI DAVIDE
945 a. C. IV° ANNO DI REGNO DI SALOMONE: INIZIO LAVORI PER LA COSTRUZIONE DEL TEMPIO
938a.C. TERMINANO I LAVORI AL TEMPIO
909 a.C. DIVISIONE DEL REGNO
638a.C. IX° DI OSEA, CADUTA DI SAMARIA, INIZIANO I 190 ANNI DI ESPIAZIONE PREVISTI DA EZ. 4,5 PER ISRAELE
524a.C. I° ANNO DI NABUCODONOSOR
517a.C. PRIMO DEI 70 ANNI DI ESILIO PREVISTO DA DN. 9 (CALCOLO DI DANIELE)
507 A.C. ANNO SABBATICO DI GER. 34,8-11
505a.C. XI°DI SEDECIA. CADUTA DI GERUSALEMME. IL TEMPIO E’ INCENDIATO . TERMINE A QUO PER GER. 4,6
471a.C. I° ANNO DI ARTASERSE
468a.C. ESTER REGINA
464a.C. VII° DI ARTASERSE, RITORNO DI ESDRA
451a.C. XX° DI ARTASERSE, NEEMIA OTTIENE DI POTER RITORNARE A GERUSALEMME. INIZIO LAVORI PER LA RICOSTRUZIONE DELLE MURA
447/8a.C. FINE DELL’ESILIO DI GIUDA E ISRAELE; INIZIANO LE 70 SETTIMANE DI DANIELE 9,24
424a.C. INIZIO LAVORI PER LARICOSTRUZIONE DEL II° TEMPIO
418a.C. VI° ANNO DI REGNO DI DARIO II E FINE LAVORI PER LA RICOSTRUZIONE DEL II° TEMPIO
399a.C. TERMINE LAVORI PER LA RICOSTRUZIONE DELLE MURA
15 a. C. NASCITA DI GESU’
12 A..C. PASSAGGIO DI HALLEY: GIUNGONO I MAGI
32 d.C. INIZIO MINISTERO PUBBLICO DI GESU’
35 d. C., DECAPITAZIONE DEL BATTISTA E CROCEFISSIONE DI GESU’
36 d.C. CONVERSIONE DI S. PAOLO
70 d. C. CADUTA DI GERUSALEMME

 

Importante: alcuni post che integrano “La cronologia di Dio”.

Non avendo ancora trovato il tempo per integrare alcuni post ne “La cronologia di Dio”, prego tutti coloro che sono interessati ai miei studi e che hanno giudicato attendibile l’impianto cronologico dell’opera, di leggere anche anche i link seguenti e brevemente descritti, perchè aggiungono calcoli importanti su questioni talvolta fondamentali.

Il primo di essi si concentra sull’anno sabbatico che precedé di due anni l’esilio babilonese. Esso è un test particolarissimo, poichè non offre nessun margine di approssimazione. Sinora solo la cronologia secolare è riuscita nell’intento, mentre quella della Watch Tower è costretta a un’approssimazione di un anno. La cronologia di Dio, avvalendosi degli studi sugli anni sabbatici di uno studioso di fama internazionale, Alberto Soggin, individua con estrema precisione il 507 a.C. (precedente, appunto, di due anni il 505 a.C., data d’inizio dell’esilio secondo la Cronologia di Dio) come sabbatico e dunque, stando a questo test, il 505 a.C. può essere considerato a pieno titolo l’anno dell’esilio.

Prego di considerare la complessità dei calcoli che hanno permesso d’individuare il 505 a.C., in maniera tale da rendersi subito conto che tanto precisione non può essere frutto del caso e dunque oltre al 586 a.C universalmente accettato e al 607 a.C. della Watch Tower c’è anche -permettetemi di dirlo- il mio 505 a.C. nel panorama degli studi sulla cronologia dell’esilio babilonese.

 

Il secondo, riguarda la cronologia della ricostruzione delle mura di Gerusalemme dopo il rientro da Babilonia. Stando agli studi sinora condotti, la cronologia sinora seguita ci mette di fronte a un assurdo: un’intera cinta muraria che ha subito due anni d’assedio e settanta di abbandono, ricostruite in soli 52 giorni letterali, creando, come ho scritto, un vero e proprio assurdo,incredibilmente condiviso da tutti gli studiosi. Il link proposto dimostra che quei 52 giorni letterali devono essere assunti obbligatoriamente dagli storici e dagli esegeti, perchè altrimenti si crea una voragine cronologica incolmabile e inspiegabile tra la ricostruzione del tempio (rientro da Babilonia) e la riedificazione delle mura, cosa che invece non si presenta se adottiamo le date della Cronologia di Dio, la quale armonizza tutto, in particolare la ricostruzione del tempio e quella delle mura, aprendo anche lo sguardo al quadro profetico di Daniele.

 

Il terzo, invece, riguarda la decapitazione del Battista, argomento a se stante nell’economia dei miei studi, ma che tuttavia prova che l’anno della crocefissione -stando all’episodio citato-  fu il 35 a.C., facendo salire a 5 i percorsi logici e cronologici che indicano quell’anno come anno della morte di Gesù.

 

Ci sarebbe anche da inserire alcuni studi particolari sulla durata del ministero pubblico di Gesù e l’anno di conversione di S. Paolo, tutto materiale presente in alcuni forum che credo d’inserire a breve in questo forum.

E’ importante la lettura dei link proposti, perchè aggiungono precisione a un quadro cronologico già di per sé attendibile e che costituisce, a mio parere, una prova certa dell’esistenza di un originale cronologico biblico di cui si erano perse le tracce, è vero, ma che tuttavia esisteva.

 

 

Solo una metafora?

Il fatto che Fomenko si sia interessato ai miei studi, non cambia lo stile di gestione di questo blog, che spesso indulge in un linguaggio colorito e ricco di metafore. Quanto segue, dunque, rispetterà a pieno tali caratteristiche, usando una metafora militare.

I sincronismi di 1-2 Re sono il fianco scoperto dello schieramento avversario: l’hanno combinata troppo grossa e troppo stupida, manomettendo solo il calcolo del deuteronomista e lasciando esatta la scaletta di accessione al trono. Nel post precedente  abbiamo visto che i copisti non hanno nessuna colpa, essendo gli errori da una parte sola e non diffusi. E’ altresì da scartare l’ipotesi assurda che il deuteronomista o chi per lui si sia accinto a scrivere la storia dei regni di Giuda e Israele senza saper far di conto, nonostante che per la sua opera sia indispensabile calcolare gli anni di regno di tutti i re.

Dunque è quel fianco scoperto che andrebbe attaccato a fondo, fino alla resa, cosa che lascerebbe il re avversario senza difesa. Quel re non è solo fantasia, ma ha un nome: Ciro, il grande, grandissimo falso biblico. E’ lui che detta i tempi di una cronologia secolare che fa a pezzi l’intero impianto cronologico biblico, che sono certo nell’originale riportava Artaserse. Attaccarlo non sarebbe solo metterlo in discussione senza prove: le prove ci sono, perchè è possibile ricostruire una cronologia biblica perfettamente alternativa a quella storica che non solo dà ragioni proprie a fatti già creduti risolti, ma risolve anche quelli in cui la cronologia storica è naufragata (Ez. 4; il Seder Olam Rabbath e i 480 anni tra primo e secondo tempio; le profezie di Daniele; l’anagrafe di Gesù e altro).

Tale cronologia è la Cronologia di Dio, un impianto cronologico lineare, armonico e coerente che copre oltre mille anni di storia biblica, l’unico che può vantare la soluzione del millenario problema dei sincronismi di 1-2 Re. Essa non mette in discussione l’esistenza storica di Ciro, nega solo alla radice ogni suo coinvolgimento nelle vicende legate all’esilio. Tagliata la sua testa -la testa di Ciro- tutto diviene possibile, perchè attorno a lui ruota l’intero castello delle fonti storiche avvelenate, se non -come sostiene Fomenko- inventate di sana pianta.

Da ultimo, non rimarrebbe che fare razzia nel campo avversario impugnando quel 586 a.C., data assolutamente insostenibile biblicamente e che Giovanni (Ap. 12,9) bolla come οφις (serpente) ghematricamente. Nelle tende e nei forzieri vi posso garantire che ne troveremo delle belle, perchè già da lontano è possibile scorgere gli inestimabili tesori di falsità, considerando la strana sequenza che vede οφις valere 586; Gerusalemme (in ebraico) valere anch’essa ghematricamente 586 e da ultimo la datazione storica dell’esilio babilonese, anch’essa 586 a.C (distruzione del tempio). Tale sequenza ci dice che non si tratta di un caso.

Poi non rimarrebbe che farci una matta bevuta, che ci faccia dimenticare il sangue versato e amplifichi a dismisura l’ebbrezza della vittoria.                 

Il mio incontro con Anatolij Fomenko

Per puro caso mi sono imbattuto nel caso Fomenko, illustre matematico accademico russo. Egli sostiene, in scala incomparabilmente superiore, un progetto per molti versi simile al mio, simile allo scopo di questo blog: la denuncia della falsificazione della Storia.

Non avendo ancora avuta la possibilità di leggere “400 anni d’inganni”, la versione italiana dell’opera di Fomenko, mi limito all’impressione avuta dalla lettura del sito e a quelle ricevute con un breve scambio di mail con la traduttrice del libro, Vera Bani, che mi ha messo in contatto con Fomenko, il quale ha riconosciuta la validità de “La cronologia di Dio. Quando la Bibbia gioca con i numeri” e del lavoro specifico sui sincronismi di 1-2 re, tanto che lo scienziato ha permesso la pubblicazione degli studi nel sito italiano  di Chronologia.

Dicevo che, circa studi di Fomenko, posso solo limitarmi alle impressioni , impressioni che sin da subito sono state molte positive, tanto da scrivere a Vera Bani che l’intuizione di Fomenko è “sacrosanta”. L’aggettivo non è affatto casuale, perché se il matematico scopre il quadro delle relazioni tra i fenomeni, uno studio biblico come il mio scopre il quadro profetico.

Chi ha seguito questo blog sa che ritengo Dn. 7,25 altamente profetico: io, infatti, sostengo che quei “tempi e legge” cambiati dal “piccolo corno” siano la cronologia (la Storia) e la Torah/Bibbia (Torah significa infatti Legge). Inoltre mi spingo fino a dire che se Daniele ha denunciato il fatto, Giovanni con Apocalisse e la sua evidentissima, innegabile chiave interpretativa ghematrica lo illustra, facendo i nomi degli artefici del falso.

Certo, tutto ciò non ci mette al riparo dall’esegesi ufficiale che vorrebbe quei tempi e la legge cambiati essere le festività ebraiche soppresse da Antioco, ma allora si deve spiegare come sia possibile rintracciare prima e ricostruire poi un originale cronologico biblico, lineare e coerente, che contraddice profondamente la cronologia ufficiale. Vogliamo forse dire che è un caso che oltre un centinaio di calcoli disegnino un armonico quadro cronologico perfettamente alternativo a quello conosciuto, che interseca alla perfezione un quadro ghematrico di denuncia del falso? Ormai che stiamo scherzando perché non dire che è attribuibile al caso pure il battesimo che invece quel quadro ghematrico celebra per le date contenute ne “La cronologia di Dio”?

Così facendo, allora, è responsabilità pure del caso il fatto più assurdo che io abbia incontrato in venti anni di ricerche: l’approccio a 1-2 Re. Tutti sanno che non c’è pagina biblica che non abbia il suo bel frego rosso a indicare una parola o un versetto corrotto. Da ciò appare chiaro come la Bibbia sia stata passata sotto la lente d’ingrandimento, alla ricerca dell’errore. Quando però arriviamo a 1-2 Re e ci scontriamo con i calcoli del deuteronomista che non danno i necessari sincronismi, nessuno immagina il testo corrotto. No, le cifre sono esatte anche se i conti non tornano, così che due interi libri biblici appaiono storicamente inutilizzabili, nonostante il pietoso ricorso alle co-reggenze, le quali però gettano ombre malevole sull’intero impianto cronologico dei libri citati, tanto che nessuno si sognerebbe di riconoscere a 1-2 Re la qualifica di fonte storica. Capite perché trovo strano che si sia immaginato l’inimmaginabile come corrotto nella Bibbia, ma non i conti del deuteronomista?

A questo poi si aggiunge l’altro fatto strano: gli errori sono solo nel calcolo fatto dal deuteronomista, non nella scaletta di accessione al trono, fonte di quei calcoli, la quale scaletta ha tutti gli indispensabili sincronismi e dunque è esatta. Insomma gli errori sono da una parte sola e questo -scartata l’ipotesi che l’autore di 1-2 Re non sapesse fare operazioni di calcolo elementari, sebbene si sia preso la briga di contare gli anni di regno di tutti i re di Giuda e Israele (un po’ come Teodoreto di Cirro, Padre della Chiesa, che si è accinto a scrivere un “Commento a Daniele” non in pieno possesso delle sue facoltà logiche e matematiche, stando all’esegesi attuale che gli attribuisce, in un solo semplice calcolo, dieci anni d’errore) -questo, dicevo, mi convince che il testo sia stato manomesso, altrimenti i copisti avrebbero disseminato errori ovunque e non da una parte sola, cioè nel calcolo della durata dei regni.

Dato l’indizio solido fornito circa la possibile falsificazione della Bibbia, viene spontaneo citare ancora Dn. 7,25 che denuncia il fatto, parlando di colui che avrebbe alterato “tempi e legge”, tornando così al quadro profetico di cui parlavamo all’inizio, quadro estremamente utile a Fomenko, perché potrebbe dare alle sue ricerche una prova scritturale importantissima. Ecco perché ho scritto che la sua intuizione è sacrosanta: un profeta prima di lui aveva scritto in merito ed un apostolo – Giovanni e la sua Apocalisse- ha confermato tutto.

Non so se il breve incontro con Fomenko darà altri frutti oltre la pubblicazione di parte delle mie ricerche nel sito di Nuova cronologia , certo è che un accademico russo ha riconosciuto una certa validità alle mie ricerche, cosa che ben promette per il futuro di questo blog, che continuerà a denunciare che la via razionale (matematica, direi, dato il larghissimo ricorso alla cronologia) a Dio esisteva, ma è stata distrutta e la segnaletica divelta, per far posto alla Grande impostura religiosa, la quale è inutile aspettarla: è già in atto.