35 d.C., il profeta e il Messia. La decapitazione del Battista

Un tema ancora dibattuto è la datazione della morte del Battista. Non sto adesso a riassumere le posizioni assunte dalla ricerca, perchè è sufficiente aprire il link  per avere un’ottima e profonda panoramica della questione. Essendo stato stimolato da una discussione in un forum (cristianesimoprimitivo), ho cercato anch’io di dare una risposta al problema. Essa è contenuta in quanto segue.

Sulle prime ero giunto alla conclusione che il Battista fosse stato decapitato nel 34 d.C. ma poi ho dovuto ricredermi: fu il 35 d.C. e dunque abbiamo che nello stesso anno avvenne decapitazione e crocefissione. Non so se altri siano giunti alla stessa conclusione, ma se così fosse sarebbe una conferma a quanto mi accingo a scrivere. Inizialmente il problema era restringere il seppur breve campo di ricerca.

Infatti “La cronologia di Dio” fa suo il ministero pubblico di Gesù per come lo suggerisce Giovanni, cioè un periodo di tre anni. Datando io il battesimo di Gesù nel 32 d.C. è ovvio, quindi, che calcoli la morte nel 35 d.C. Sin dall’inizio, però, ero certo di escludere il 32 d.C. come anno della decapitazione, perchè Giovanni fu rinchiuso in carcere prima della morte. Assodato questo ho cercato di escludere pure il 35 d.C. Pensando al fatto che i sinottici non danno notizia della morte di entrambi nello stesso anno. Invece mi sbagliavo, S

e sulle prime mi sono rivolto ai tre sinottici genericamente alla ricerca di spunti di riflessione e calcolo, in un secondo momento ho avuta l’idea di considerare solo Luca, certo che il suo Vangelo ha un preciso taglio (vedi qui) : l’ultimo anno. Dunque era Luca l’unico capace di dirmi con certezza se Giovanni e Gesù furono uccisi lo stesso anno. Il risultato raggiunto è l’opposto di quello pensato in un primo momento: sì, a mio parere, furono uccisi lo stesso anno.

E’ possibile affermare ciò perchè come ho dimostrato in questo link Luca non adopera il termine “generazione” genericamente, ma indica un periodo di 35 anni. Dunque quando Luca in 7,31 riporta le parole di Gesù “a chi paragonerò questa generazione” (Lc 7,31), cioè subito dopo che i discepoli del Battista se ne sono andati perchè hanno ricevuta la loro risposta (Lc. 7,20), Luca indirettamente ci dice che era il 35 d.C. perchè già in 9,51 generazione è associata a “mentre si compivano i giorni in cui sarebbe stato tolto dal mondo”. A questo si aggiunge che in 21,32 sempre Luca ci dice che quella generazione assisterà alla distruzione di Gerusalemme che avvenne nel  70 d.C. e dunque, se una generazione è di 35 anni, quelle parole furono pronunciate nel 35 d.C.

Il Battista nel 35 d.C. era dunque ancora vivo e siccome fu decapitato prima della crocefissione ovvio che sia proprio il 35 d.C. l’anno della sua morte. Tutto ciò tra l’altro trova conferma in una tradizione coranica che guarda caso indica la morte del Battista proprio nel 35 d.C., così almeno riporta Wiki. Tutto ciò non contraddice Giuseppe Flavio secondo il quale, dipendentemente dell’interpretazione che diamo ad Ant. 18.114, è possibile sostenere che la decapitazione avvenne tra il 34 d.C. E il 36 d.C. (vedi link ).

Appare chiaro dunque che la datazione della morte del Battista proprio nel 35 d.C. non solo trova conferma nella tradizione coranica, ma non cozza assolutamente con i risultati della ricerca storica. A questo punto però dobbiamo tirare alcune conclusioni.

Quanto sopra conferma che Luca conosceva il termine “generazione” come periodo di 35 anni. Dunque conosceva quell’originale cronologico bilico riassunto da “”la cronologia di Dio”. Conseguentemente non può non conoscere il Cristo cinquantenne di Giovanni, Policarpo e Ireneo., perchè è proprio quel Cristo cinquantenne che unito al calcolo generazionale di Mt 1,17 (le 14 generazioni di 35 anni che indicano un periodo di 490 anni) che ci permette di individuare il 15 a.C. come Suo anno di nascita e dunque, sommando i 490 anni tra Lui e Babilonia, come indica Matteo, entrare nella cronologia vetero testamentaria. Non ci sono altre strade, pena il perdersi in u intricatissimo sottobosco di calcoli e congetture fine a se stesse, senza cioè la possibilità di aprirsi un percorso cronologico biblico ampio, coerente, lineare e armonico.

Allora quanto ho sempre detto, cioè che quel “circa trent’anni” lucano è una nota acutissima e stonata, trova la sua conferma pure nel calcolo dell’anno di decapitazione del Battista.: il 35 d.C., confermato dalla tradizione e dalla ricerca storica, nonché, permettetemi, dalla mia “cronologia di Dio”.

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