L’adultera e lo Sposo: un Natale di sangue

Quanto segue non vuole essere altro che il tentativo di mettere in risalto due vicende di per se stesse fortemente unite: quella del Battista e quella di Gesù. Solitamente si dice, se la volessimo -come è il caso- farla breve che l’uno sia stato il precursore dell’altro e che le due storie s’incrociano al momento del battesimo di Cristo

La riflessione diversa che propongo nasce da una discussione su cristianesimoprimitivo, forum per specialisti. Essa verte sulla data di morte del Battista, alquanto discussa. Non è il caso di addentrarci nell’argomento, basta dire che la mia datazione del battesimo di Gesù nel 32 d.C. non sconvolge la ricerca, ma offre una data successiva al 32 d.C. che gli storici accetterebbero.

Io vorrei in questo post rimanere fedele alla linea del blog che non ha mai avuta la pretesa di “fare storia”, tant’è che il mio lavoro principale “La cronologia di Dio. Quando la Bibbia gioca con i numeri” (con la storia potremmo dire) pone l’accento su una cronologia di Dio, una cronologia profetica quindi che ha sempre cercato un originale cronologico biblico i cui tempi fossero scanditi dalle note cronologiche dell’AT e del NT.

Personalmente sono convinto di essere riuscito nell’intento, perché esiste quell’originale biblico che talvolta addirittura combacia alla perfezione con quello storico. Tuttavia non ha mai messo in secondo piano la storia di Dio a quella dell’uomo: sono e saranno sempre le pagine bibliche e i profeti il campo di ricerca.

Nel caso del Battista, dunque, non ci addentreremo nella complessa ricostruzione della data della sua morte: ci basta sapere che è possibile anche storicamente collocarla non nella fine degli anni 20, ma negli anni immediatamente successivi al 32 d.C.

Io credo, allora, importante vedere la mano di Dio anche in questo secondario, in fondo, aspetto: la morte di Giovanni. E se fino ad adesso i miei post sono stati ricchi di numeri e calcoli per evidenziare tale mano, stavolta tutto nasce da una data, di cui solo io sono in possesso: il 15 a.C. come anno natale di Gesù. Solo infatti La cronologia di Dio offre quella data (Kokkinos data nel 12 a.C. non avendo considerato che Erode uccide i bambini da due anni in giù).

Ma nel 15 a.C. nasce pure Erodiade, colei che guidò la mano di Salomè e che fu l’oggetto degli strali del Battista che l’accusava di adulterio. Non fu però Erodiade ad uccidere, ma sua figlia, come dicono i sinottici senza nominarla (G. Flavio ci dice che si chiamava Salomè, nei Vangeli leggiamo “La figlia di Erodiade”). Fu dunque la madre che armò la mano della figlia e fu una figlia a uccidere per volontà della madre. Questa è la dinamica dell’omicidio del Battista, ma questa fu anche la dinamica dell’assassinio di Gesù, se “la figlia di Sion” è profeticamente Gerusalemme. Il Sinedrio (Erodiade) armò la mano della folla (Gerusalemme/Salomè) per un crimine dettato dallo stesso movente: l’accusa di adulterio. Come infatti il Battista fustigava il matrimonio adulterino e illecito di Erodiade, così Gesù definiva Gerusalemme “malvagia e adultera”, adultera nei confronti di Colui che in più passi si definisce lo sposo.

Curiosamente pure nell’epilogo sanguinoso della morte del Battista e di Gesù troviamo un perfetto parallelismo. Di Salomè si scrive che volle servita in un piatto d’argento la testa del Battista per non sporcarsi le mani; di Pilato si sa che volle pubblicamente lavarsele ritenendosi e mostrando a tutti la sua più o meno fondata innocenza: nessuno in quelle due tragiche vicende si è voluto sporcare le mani: Erodiade e il sinedrio hanno agito per interposta persona, mentre coloro che hanno avuto un ruolo attivo (Salomè e Pilato) si ben guardati dal macchiarsele. In controluce appare chiara, dunque, la coscienza del sangue innocente.

Ecco dunque spiegata quella strana coincidenza che vuole Gesù nato lo stesso anno di Erodiade, a dimostrazione che nella Bibbia certi particolari rivelano la mano di Dio che in questo caso a voluto proporre la vicenda del Battista come scala ridotta di quanto capiterà a Gesù, ucciso non da una figlia smorfiosa (Salomè) ma da una figlia/folla inferocita. Ovvio, tutto ciò emerge solo con il metro profetico e non quello storico, che mai avrebbe potuto notare quel 15 a.C. che diede i natali a Erodiade e a Gesù, all’adultera e allo Sposo.  

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