Il rabbino, il profeta e l’obbedienza

Questa sera voglio raccontare un fatto accadutomi durante un mio colloquio con il rabbino capo di Firenze. Risale agli inizi dei miei studi, quindi a circa venti anni fa. Mi recai da lui per avere ragguagli di prima mano sul valore numerico del termine generazione, sul primo anno di regno di Davide e sull’anno dell’esilio babilonese. Sapevo molto poco allora, molto poco di tutto: stavo muovendo i primi passi nella Bibbia. Il colloquio fu garbato e gentile, perché il rabbino, nonostante la mia poca scienza, cortesemente mi concesse tutta la sua disponibilità.

Tuttavia ci fu un momento in cui io, senza volerlo, accennai a Gesù,. Egli, tutto a un tratto, stringendo i denti, facendosi livido e quasi alzandosi dalla sedia sbottò dicendo: “Non si azzardi a parlarmi di Lui!”. La sua reazione fu davvero questa, ma lo strano fu che io non mi prodigai in scuse, in giustificazioni, sebbene avrebbero dovuto essere dettate dalla mia ignoranza nei confronti di un rabbino. Insomma non m’intimorii, ma al contrario freddamente, senza pensarci me ne uscii dicendo: “Che cosa farete quando sarà dimostrata la storicità di Gesù e dei Vangeli?”

La mia memoria ha conservato quelle parole, in particolare la locuzione “che cosa farete quando”, perché io per primo mi stupii di quelle parole fredde, così fredde che il rabbino, aspettandosi verosimilmente ben altra reazione, rimase a bocca semi-aperta, volgendo gli occhi ora a destra, ora ha sinistra, smarrito.

E’ bene che sappiate che quella locuzione citata è un preciso versetto biblico che forse richiamò alla mente del rabbino qualcosa; è Geremia 5,31 che così recita:

i profeti profetano bugiardamente;
i sacerdoti governano agli ordini dei profeti;
e il mio popolo ha piacere che sia così.
Che cosa farete voi quando verrà la fine?

Vedete che quel “che cosa farete quando?” è’ identico alla mia risposta e l’intero passo descrive fedelmente quanto poi è accaduto e sta accadendo, basta solo sostituire profeti” con “esegeti” ed il gioco è fatto. Lo scenario che emerge è quello che ho sempre descritto in questo e nel precedente blog: un’esegesi falsa, seguita dai sacerdoti con il popolo dei fedeli festante.

Lacronologia di Dioha infatti dimostrato l’infondatezza di buona parte degli studi che si sono occupati della cronologia e della profezia biblica. Non solo, essa non ha saputo neppure venire a capo dell’anagrafe gesuana: della Sua data di nascita, di quella di morte e della durata del Suo ministero. A proposito di quest’ultimo si è raggiunto il massimo disponibile: un’esegesi cattolica (sacerdoti) che smentisce il Papa e viceversa (che poi hanno torto entrambi!). Nonostante ciò si continua a dare l’ostracismo ai miei studi, per far salva una linea esegetica completamente inattendibile e ontologicamente contraddittoria.

Sì, ha ragione Geremia “Che cosa farete quando verrà la fine?” Vi appellerete all’obbedienza? Non credo che sarà sufficiente, perché come diceva don Milani “l’obbedienza [talvolta] non è una virtù”.

Tu lo sai, Signore,

ricordati di me e aiutami,
vendicati per me dei miei persecutori.
Nella tua clemenza non lasciarmi perire,
sappi che io sopporto insulti per te. (Ger. 15,15)


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